Startup editoriali digitali: Bookolico, dalla vendita allo streaming degli ebook anche in Italia

9,90 euro al mese per leggere tutti i libri digitali che ti piacciono? Bookolico

9,90 euro al mese per leggere tutti i libri digitali che ti piacciono? Bookolico

Libri digitali in abbonamento? Sembra che questa fine 2014 abbia messo il pedale sull’acceleratore per quel che riguarda l’alterità dell’ebook rispetto al libro tradizionale. Non solo il libro digitale non ha più un supporto fisico ma forse il suo modello di fruizione si sposa meglio con una tariffa d’accesso fissa rispetto a un prezzo di copertina un tanto a titolo. Bookolico propone proprio questo, a poco meno di dieci euro al mese ti faccio leggere tutte le storie che vuoi. Grazie alla loro disponibilità ho fatto una chiacchierata con Marco Cardillo – come prima di me hanno fatto i ragazzi di Way to ePub – per capire meglio la loro offerta. 

Complice il lancio di Kindle Unlimited in Italia questo autunno, Bookolico sta guadagnando molta visibilità; tuttavia oltre a essere una start-up impegnata nell’editoria digitale almeno dal 2012, e questo l’abbiamo capito, siete prima di tutto delle persone. Quanti siete, chi siete e quali esperienze avete? Come si è costruita la squadra che sta dietro alla vostra piattaforma?

Il team di Bookolico è composto da quattro ragazzi, tutti under-30. Le nostre competenze sono molto eterogenee, e probabilmente questo è uno dei nostri punti di forza. Abbiamo creato Bookolico una volta conclusa l’università: Giuseppe, da cui tutto è partito all’inizio del 2012, è laureato in Ingegneria Gestionale; Davide in Ingegneria Informatica; Gianluca in Economia e direzione delle imprese; infine, ci sono io, Marco, laureato in Psicologia dell’Organizzazione. Insomma, quattro percorsi formativi e professionali diversi, che si sono integrati in Bookolico.

La vostra mission dichiarata è nientemeno che la creazione di un nuovo modello editoriale, parole vostre. Quali rapporti avete con altre realtà italiane – pensiamo a Bookstreams per rimanere nel vostro ambito – o straniere magari che stanno percorrendo la vostra stessa strada? Quali sono le vostre previsioni di crescita per il vostro modello di business?

La nostra mission è, in effetti, molto ambiziosa. Ma per creare una startup digitale, in Italia, nel mondo dell’editoria… devi necessariamente essere ambizioso. Il nuovo modello editoriale che proponiamo consiste nel passaggio dall’economia della vendita, all’economia dello streaming. In altre parole, le persone, anziché comprare il prodotto, lo usano in streaming, pagando un abbonamento. Questo non cambia soltanto le abitudini del lettore; ma cambia, forse ancora di più, le abitudini dell’editore, che inizia a guadagnare i propri soldi in un modo completamente nuovo rispetto al passato, e a cogliere opportunità che non avrebbe mai immaginato prima. In Italia ci sono altre realtà simili alla nostra, ma con differenze sostanziali. Tu ricordi Bookstreams, ma va citato anche il progetto LEA di Laterza e, ovviamente, Kindle Unlimited di Amazon. Tutti servizi interessanti, ognuno con le proprie peculiarità. Nel mondo, invece, ci piace molto l’americana Oyster, così come la spagnola 24Symbols. Noi, comunque, crediamo di avere alcuni vantaggi rispetto agli altri servizi; speriamo di convincere di questo editori e lettori!

Rileggendo un po’ la vostra storia ci è parso di capire che un punto di svolta per voi sia stato il passaggio da piattaforma per ebook scritti da selfpublisher a piattaforma per ebook curati da editori. Cosa vi ha portato a questa scelta? Cosa pensate di Kindle Unlimited che offre entrambi questi ebook con momentaneamente netta prevalenza degli ebook autopubblicati?

Abbiamo scelto di cambiare strada perché l’esperienza con il selfpublishing ci ha permesso di conoscere da vicino l’industria editoriale, i suoi problemi e le sue prospettive future. Così abbiamo iniziato a coltivare il grande sogno di creare una piattaforma per la lettura di ebook in streaming, tramite abbonamento. Insomma, una sorta di Spotify per i libri. Il progetto, quindi, nasce dall’analisi del mercato e dei suoi trend; ma è arricchito dalla nostra visione e ambizione, senza le quali non saremmo qui. Il selfpublishing, comunque, è uno degli aspetti più interessanti dell’editoria contemporanea, e non è assolutamente escluso che riprenderemo a trattarlo, un giorno. Se Kindle Unlimited, così come Oyster e altri, offrono anche titoli autopubblicati, è fondamentalmente per incrementare la quantità di titoli in catalogo. La grande sfida per tutti i servizi di streaming di ebook, infatti, è quella di mettere insieme un catalogo grande ed eterogeneo, coinvolgendo sia le case editrici più famose, sia quelle piccole e indipendenti. 

Bookolico_2

Siete prossimi al lancio ufficiale della vostra piattaforma, come sta andando la fase di sperimentazione? Cosa avete imparato dagli utenti che l’hanno sperimentata finora? Bookolico ha una parte social di condivisione delle letture che ci ricorda quelle sperimentate da Amazon e Kobo tra gli altri, che peso ha all’interno del vostro progetto? Quanto l’hanno sfruttata i beta tester del servizio?

Siamo molto soddisfatti dei risultati del test. Il nostro scopo era ricevere feedback sia dai lettori sia dagli editori. I lettori hanno apprezzato questa nuova modalità di lettura, in particolare la possibilità di navigare facilmente tra un libro e l’altro, senza limiti di tempo e senza fare alcun download. Inoltre il test si è rivelato utilissimo per tutte le segnalazioni che abbiamo raccolto, le critiche costruttive e i suggerimenti. La nostra parte social è ancora ad uno stadio embrionale, come del resto tutta l’app; devo dire, però, che ai lettori piace molto la possibilità di votare e commentare i libri, creare la propria libreria e sbirciare quella degli altri utenti. D’altronde, servizi come aNobii e Goodreads dimostrano che il social network per i libri funziona. Quello che Bookolico aggiunge, è la possibilità di leggere anche i libri. Agli editori, invece, abbiamo chiesto di testare l’applicazione per toccare con mano la sostenibilità economica del nostro modello. Proprio in questi giorni stiamo distribuendo gli incassi del mese di ottobre… adesso aspettiamo i feedback degli editori a riguardo.

Raffreddiamo un po’ gli entusiasmi di chi come me avrebbe voluto provare subito la vostra piattaforma; “solo” chi ha un iPad può diventare un utente Bookolico: state già lavorando per espandervi in ambienti Android? Anche se leader, Apple sta perdendo terreno in questo mercato. Infine, rispetto agli ebook reader come vi ponete? Rientrano nel vostro progetto?

La nostra intenzione è rendere Bookolico un’app multi-device. Apple rappresenta solo il punto di partenza, ma, man mano che cresceremo, vogliamo perfezionare l’app (c’è ancora tantissimo lavoro da fare) e portarla al più presto sui tablet Android, sugli smartphone e su desktop. Per gli ereader è un po’ più complicato, dato che generalmente non sono così sofisticati tecnologicamente da supportare una vera e propria app. Ma di sicuro li teniamo in considerazione. Anzi, posso anticiparti che Bookolico è piaciuta molto a una società produttrice di ereader; stiamo cercando di capire come possiamo collaborare insieme. 

A Kindle Unlimited ha aderito una minoranza degli editori storici italiani (Giunti, Newton Compton e Fazi); scorrendo la vostra “vetrina” vediamo sigle editoriali che della proposta in streaming di Amazon per ora non si vedono come Feltrinelli, Hoepli…  come sta andando la vostra campagna di reclutamento? A pieno regime in quanti saranno presenti sulla vostra piattaforma e con quali titoli? 

Gli editori che hanno firmato il nostro contratto sono circa una trentina. Alcuni di loro in realtà stanno solo testando il servizio fino alla fine di novembre. Valuteranno in seguito se aderire o meno. Siamo fiduciosi su molti di loro… speriamo bene! Pensiamo che il numero degli editori aumenterà sensibilmente una volta che saremo online, quindi il catalogo attuale è soltanto un punto di partenza. Per quanto riguarda la scelta dei libri da inserire sulla nostra piattaforma, lasciamo decidere gli editori. Generalmente, comunque, gli editori aderiscono con il loro intero catalogo di ebook.

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Paolo Cognetti, A pesca nelle pozze più profonde, per vedere l’invisibile attraverso il poco che si vede

A pesca nelle pozze più profonde di Paolo Cognetti

A pesca nelle pozze più profonde di Paolo Cognetti

A pesca nelle pozze più profonde: meditazioni sull’arte di scrivere racconti di Paolo Cognetti
minimum fax, ottobre 2014, 7,99 € (ebook), 13 € (libro)

«Per cominciare a mettere una parola dopo l’altra, seguirle e vedere dove ti portano, devi essere capace di fartene meravigliare: e raccontare una storia come se fossi il primo in questo mondo a farlo».

Inaspettata come una trota che abbocca all’amo, ogni tot mesi Paolo Cognetti ci regala una raccolta di racconti, o riflessioni in questo caso; immagino gli editor di minimum fax come dei pescatori, lo disturbiamo se gli chiediamo a che punto sta? come hai detto che lo si raggiunge in quella specie di rifugio alpino dove sta adesso? Dopo “Il ragazzo selvatico” pubblicato da Terre di mezzo l’anno scorso e  “Sofia si veste sempre di nero” tra i 12 finalisti del Premio Strega 2013, è arrivato il momento di andare a pesca con lui.

Dato che parliamo di Cognetti oltre che di vera pesca – ” A un certo punto del mio apprendistato mi misi in testa che, se volevo diventare un bravo scrittore di racconti, dovevo imparare a pescare” – in questo libro si parla dell’arte di prendere i pesci come metafora del lavoro dello scrittore sui testi, almeno nel testo introduttivo. Anderson, Carver, Cheever, D’Ambrosio, Dubus, Fitzgerald, Hawthorne, Hemingway, Melville, Munro, O’ Connor, Orne, Paley, Poe, Salinger e Wallace magari non hanno mai pensato alle storie come a dei pesci ma ne hanno pescati di stupendi.

“Se lo scrittore è bravo, e noi siamo fortunati, mentre la mano scrive riusciamo a vedere ciò che ha visto lui”. Poche parole per descrivere quell’epifania che sono i buoni racconti, letti al momento giusto, non per distrazione ma in quel particolare periodo della propria vita in cui noi lettori ci ritroviamo in sintonia con lei/lui (scrittrice/scrittore); credevate che solo i lettori si interrogassero sul significato delle storie? Di solito ci chiediamo: “Come ha fatto a scrivere questa storia pensando a me?”. È bello leggere un testo che dice, sì, scrivendo di sé stava entrando in dialogo proprio con te.

Ad esempio, tra tutti i racconti di “Nemico, amico, amante…” di Alice Munro, in questa raccolta ne sono descritti due; tra questi due c’è anche il mio preferito “Quello che si ricorda” e non posso non sottoscrivere le parole di Cognetti: “Adoro ogni cosa di questo racconto”. In pochi paragrafi Cognetti ci spiega perché e oltre ai motivi per i quali anch’io ne vado pazzo ne trova altri; allora posso pensare a quanto è piacevole tornare con la memoria a un racconto che ho letto, quando in più ho potuto parlarne con uno scrittore di racconti come lui, anche se solo virtualmente!

Avete già capito qual è il lettore ideale di questa raccolta, sia l’apprendista scrittore – che non è affatto detto che vi troverà i ferri del mestiere che cerca… – sia quella bestia sfuggevole e rara che risponde al nome di “lettore di racconti”, una specie in genere non capita dagli editori ed esigente in sommo grado con gli scrittori stessi. E infine una sorpresa, si vi manca la protagonista di “Sofia si veste sempre di nero”, in questo libro ci sono ben quattro storie di Sofia, scritte “solo perché una mattina ti manca una certa ragazza e scrivere di lei è l’unico modo che hai per ritrovarla”.

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Kindle Unlimited, ebook illimitati ma quali? Chi si abbona sa cosa potrà leggere?

Dieci euro al mese e leggo in digitale tutto quel che voglio… oppure no?

Dieci euro al mese e leggo in digitale tutto quel che voglio… oppure no?

Pentito di non aver scelto un Kindle come lettore digitale? Lo ammetto, per un attimo, stamattina, all’annuntio vobis gaudium magnum, che Kindle Unlimited era stato attivato in Italia ci ho pensato. Spendendo poco meno di dieci euro al mese (9,99 euro) chi oggi possiede un ereader Amazon può accedere gratuitamente a ben 15.000 titoli in italiano. Perché comprare un libro quando puoi noleggiare una biblioteca? 120 euro all’anno circa e l’esperienza di entrare in una libreria possiamo scordarcela, roba del passato. E chi ha un Kobo come me? Beh, può sempre scaricarsi l’applicazione Kindle per Android e leggersi tutto quel ben di Dio sul telefono o il tablet.

Eppure qualcosa non torna, facile che le cose cambino in un battito di ciglia ma per ora Kindle Unlimited non ha trovato sponde presso i principali editori italiani… ma come, non hai visto che è disponibile tutta la saga di Harry Potter in italiano e in inglese? “12 anni schiavo” di Northup? “Stoner” di John Edward Williams? “Verso la scelta vegetariana” di Sandro Veronesi? “Dodici” di Zerocalcare? Ok, questo significa che sulle barchette di Amazon sono saliti J.K. Rowling (non Salani), Newton Compton (199 titoli), Fazi (435 titoli), Giunti (527 titoli), sei volumi di Bao Publishing ecc. Mi perdoneranno gli editori che ci sono e che non ho citato.

A questa forma di accesso illimitato alle storie contenute nei libri non hanno aderito finora cinque (Mondadori, De Agostini, Rcs, GeMS, Feltrinelli) su sei dei principali gruppi editoriali italiani. E il sesto? Il sesto sì. Del resto “Amazon e Giunti insieme per un nuovo modello di libreria: il libro digitale incontra quello di carta” la Stampa 09/05/2014, ricordate? Senza che andiate a leggervi l’articolo di Letizia Tortello, da questa primavera è possibile acquistare i lettori digitali Kindle nei 170 punti vendita Giunti, ed ora i titoli della casa editrice di Firenze primeggiano tra quelli offerti da Kindle Unlimited; la collaborazione continua.

KindleUnlimitedSe intendete rinfrescarvi i nomi di chi ha già sperimentato questa formula di lettura digitale vi segnalo tra i tanti post usciti oggi “Ebook in abbonamento: Amazon lancia anche in Italia Kindle Unlimited” di Alessia Rastelli. Eh sì, perché Amazon non è certo stata la prima a proporre il modello “giro pizza” per gli ebook, ovvero tu paghi e tutto quel che riesci a leggere te lo diamo a 9,99 euro al mese (10 titoli al massimo nell’arco di trenta giorni però, non allargatevi troppo). Chissà ad esempio se Bookolico, la prima piattaforma in Italia per la lettura di ebook in streaming on-demand, uscirà dalla sua fase di start-up per dividersi con Amazon questa nuova forma di accesso ai contenuti editoriali.

Mi sarebbe piaciuto leggere qualche articolo che raccontasse perché certi editori su Kindle Unlimited ci sono e altri no, avrei voluto scoprire qualcosa di più dalle dichiarazioni degli addetti ai lavori invece di rileggere sempre lo stesso comunicato stampa di Amazon, più o meno modificato. Non li avrò trovati io oggi, arriveranno domani le domande giuste alle persone deputate a rispondere, qualche giornalista curioso mi darà una mano. Se Amazon è il grande nemico degli editori – ma c’è chi sostiene di no, vedi “There is no war between Amazon and Traditional Publishing” di Baldur Bjarnason – è difficile che Kinde Unlimited così come si presenta adesso possa intaccare le vendite dei libri cartacei.

Per quanto mi riguarda, deciderò di provare un servizio del genere quando saranno presenti i miei autori preferiti, J.K. Rowling non basta, mi dispiace; continuerò a prendere in prestito gli ebook che mi interessano in biblioteca, grazie a MLOL e al prestito interbibliotecario digitale piuttosto, c’è molta più scelta ed è anche un servizio gratuito. E poi in queste settimane se ne avrò la possibilità, il servizio è tuttora in prova, mi piacerebbe usufruire di LEA (Libri e Altro) di Laterza; sono curioso di sperimentare, anche solo per un mese, un abbonamento in streaming a un catalogo così specifico come il loro, specializzato in saggistica ma non solo.

Aggiornamento 05/11/2014: Sono felice di segnalare un articolo di Stefania Parmeggiani su Repubblica.it che raccoglie le dichiarazioni di chi ha aderito e soprattutto di chi non ha aderito a Kindle Unlimited: “I libri in streaming arrivano in Italia ma i big disertano” (cliccate qui).

Immagini | Kindle Unlimited

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Vanni Santoni HG, Terra Ignota: le figlie del rito, quando le dee sognano inzia un’altra era

Terra ignota: le figlie del rito di Vanni Santoni HG

Terra Ignota: le figlie del rito di Vanni Santoni HG

Terra Ignota: Le figlie del rito di Vanni Santoni HG
Mondadori, 2014, 4,99 €

«Si sarebbe poi detto, in altri luoghi e mondi dove filtrò l’eco di quell’era e di quel mondo, che in quel periodo errabondo Ailis del Villaggio Alto compì molte grandi gesta».

Sapete già che Vanni Santoni lo conosco di persona quindi siete di fronte a una recensione trasparente, ho ricevuto l’ebook gratuitamente e l’autore mi sta simpatico, siete avvertiti ;) Dopo “Terra Ignota: il risveglio”, ne ho scritto in questo post se volete rinfrescarvi la memoria, il progetto fantasy del poliedrico scrittore di Montevarchi prosegue con “Terra Ignota: le figlie del rito”, un secondo capitolo cui Mondadori ha regalato una copertina spettacolare se tenete conto di queste cose: cinque giganteschi serpenti che imparerete a conoscere bene leggendo questo romanzo.

“Terra Ignota: le figlie del rito” vi avviso subito è una corsa verso il Ragnarök, in barba ai miei consigli – in quel di Lucca Comics 2013 gli consigliai di fare di Terra Ignota una miniserie, magari a fumetti – Santoni invece di rallentare la prosa mette la quinta, o addirittura la sesta, evolvendo i personaggi principali della storia fino al livello di vere e proprie divinità. Allontanandoci un secondo dalla letteratura fantasy se avete mai letto Drangoball Z forse capirete cosa intendo: Ailis, Brigid, Lorlei e Morigan (le protagoniste) diventano nel corso della storia sempre più forti, tanto da decidere il destino di questa terra del Sogno.

Anche in questo episodio Ailis viene coninvolta in una “cerca”, forse quella più importante di tutte, quella di cercare e comprendere chi veramente è, mentre tutti intorno a lei sono forse fin troppo consapevoli (specie le sue sorelle, le figlie del rito) di quel che sono e di che cosa vogliono; in questo senso Ailis è anche il personaggio meno umano (e contemporanemente il più umano…) di Terra Ignota. A un certo punto se lo chiede anche lei, “Non siamo più… persone?” “Non lo siamo mai state” le risponde Brigid. E in un certo senso è vero dato che Ailis è l’incarnazione della figura dell’eroe così come lo cantiamo da millenni.

Parlavo di un precipitare degli eventi; non è solo un’impressione mia, viene anche esplicitato nel corso della lettura. Quando Ailis incontra il cavaliere Kai, ecco come le si rivolge: “Il fatto è che il mondo come lo conosciamo sta finendo, e se già prima le potenze si chiamavano, si attraevano, adesso tutto precipita: come in fondo a un setaccio o a un imbuto, tutto ciò che conta si aggrega e si ritrova”. Questo è vero per tutte le saghe fantasy – duravano anche più di cinque libri ricordate? – ma di sicuro in questo secondo volume la risoluzione degli eventi viene accelerata.

Come avete intuito “Terra Ignota: le figlie del rito” mi è piaciuto ma è volato via troppo velocemente. Qualcuno dirà che non è giusto, che di carne al fuoco ce n’è tantissima (ed è vero), che è per colpa del digitale che i miei occhi non hanno voluto soffermarsi sui personaggi, sulle descrizioni di terre favolose e arcane, che ci sono decine di citazioni disseminate da Santoni che simili all’etere avvolgono tutto questo libro al pari del precedente, che se l’avessi letto su carta lo avrei gustato di più, che va bene così, che è lecito chiudere un mondo in questo modo… Solo che a essere lettori di fantasy si diventa avidi di storie ^___^

Fatta salva la premessa (speriamo che Santoni non voglia chiudere qui questa sua parentesi fantasy, che qualche editore lo convinca a versare ancora sangue su queste terre del Sogno!) “Terra Ignota: le figlie del rito” ha in realtà come protagonisti gli uomini, non tanto le quattro (?) dee di cui vi ho scritto. Se si esamina la catena di eventi messi in moto dall’autore è l’umanità che sembra concorrere alla sua distruzione (?), prima per la brama di potere di H.H., poi per quella di un altro personaggio che purtroppo non posso rivelarvi senza rovinarvi il piacere di scoprirlo da voi.

In conclusione, Terra Ignota (entrambi i volumi) è un caleidoscopio che ci mostra in poco più di ottocento pagine come si possa creare un mondo fantastico “italiano” rispettando tutte le regole del genere; lo consiglio, leggete questo ciclo in due volumi prima di una saga di un autore USA sconosciuto qualsiasi e discutiamone qui fra i commenti se volete. Ripropone tra le altre cose un quesito caro al fantasy e alla fantascienza, se voi foste un dio, come vi comportereste nei confronti degli uoomini?

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Francesco M. Cataluccio, Che fine faranno i libri? Per guardare lucidamente avanti

Che fine faranno i libri? di Francesco M. Cataluccio

Che fine faranno i libri?
di Francesco M. Cataluccio

Che fine faranno i libri? di Francesco M. Cataluccio
nottetempo, 2010, 2,99 €

«Nemmeno il lettore piú bulimico riuscirebbe a star dietro alla produzione libraria odierna. La prospettiva di analisi va capovolta: ci sono troppi libri interessanti e troppi pochi lettori (e anche questi non hanno tempo a sufficienza per leggere tutto). Cosí accade che ogni libro venda poco e gli editori, e gli autori, finiscano col guadagnarci molto meno rispetto alle potenzialità dell’argomento. Ma la ricchezza e la varietà dell’offerta sono una delle poche caratteristiche positive della nostra cultura. Tentare di limitarle o regolamentarle sarebbe, oltre che impossibile, assolutamente sbagliato.».

Premessa (un’altra), non avrei mai comprato un titolo “gransasso” – questo il nome della collana – nottetempo di carta, non mi piacciono i minilibri, ma non vedo perché, per il costo di tre caffè, non debba regalarmi questo brevissimo testo di Francesco M. Cataluccio in digitale. Non conoscevo l’autore prima di ieri mattina quando ho letto un suo pezzo (“Lavorare per vivere”) sul Post che rispecchia il mio pensiero su troppi argomenti per non farmelo subito risultare simpatico; che bello scoprire poi che per vent’anni aveva bazzicato l’editoria e che aveva scritto nel 2010 alcune riflessioni sulle trasformazioni in atto in questo campo!

Non sapevo ad esempio che già cinque anni fa un editore come Roberto Civita, proprietario del Grupo Abril, il più grande conglomerato mediatico dell’America Latina, avesse compreso come “il dialogo non è più con i lettori, ma con i lettori che dialogano tra loro, e questo cambia la dinamica dell’impresa”. Cataluccio cita questa frase per parlare dei giornalisti e dei giornali del XXI secolo, che sempre di più devono mettere a disposizione nel racconto dell’informazione gli stessi strumenti utilizzati dai loro lettori: video, suoni ecc. ma un discorso analogo può essere fatto per gli editori tradizionali che non possono più campare solo sui lettori del libro stampato.

Cataluccio descrive all’inizio del suo breve saggio un lettore digitale, o meglio, il Kindle che si poteva acquistare all’epoca: costoso, ancora con uno schermo poco risoluto e privo di illuminazione. Anche cinque anni fa non senza ironia diceva: “Ho qui accanto a me il ‘nemico’ [del libro]”. Tuttavia centrava il punto riconoscendo nell’ereader non un avversario della lettura ma viceversa un potente apparato di lettura profetizzando che il libro smaterializzato, “divenendo meno certa la natura dell’autore, [farà sì che si] rafforzerà e assumerà maggiore importanza la figura dell’editore”.

In attesa che questa previsione si avveri (o gli editori si sveglino) è stata Amazon tuttavia a diventare in questo lustro più forte degli editori tradizionali, più influente persino di Apple, che del mercato del libro digitale, forse anche a causa della dipartita di Jobs, ha perso da tempo la bussola. Cataluccio del resto non poteva immaginare che Cupertino con il suo iPad appena presentato nel 2010 non avrebbe influito più di tanto nella diffusione del libro elettronico, a prender per buone le dichiarazioni di un suo dirigente Apple aveva appena un quinto del mercato degli ebook negli USA a metà 2013.

È utile rileggere oggi Che fine faranno i libri?, un testo ignaro dell’attuale battaglia tra Amazon (che detiene il potente apparato di lettura di cui sopra) e gli editori del pianeta tutti, confrontandolo magari con testi più recenti – uno su tutti Come finisce il libro di Alessandro Gazoia – che vedono un destino più incerto per il libro digitale. “Di fronte a una rivoluzione radicale, che renderà i libri immateriali e per certi aspetti incerti, non più chiusi e definitivi, [stiamo badando] a salvare l’idea del libro”? Questa affermazione dell’autore che ho girato in interrogativo non ha per ora risposta.

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Il costo di un ereader, intorno al prezzo giusto di un lettore digitale

"La Coca Cola, 85 cents?" "Cinquanta" "Ora sì"

“Una Coca Cola… 85 cents?” “Cinquanta cents” “Ora sì”

Possono esistere ereader di fascia alta e di fascia bassa? Un lettore digitale, quanto dovrebbe costare al consumatore? In fondo utilizzano una tecnologia, la carta digitale E Ink, che chi scrive tutti i giorni di questi argomenti in Rete definisce di nicchia se non addirittura obsoleta. Amazon in questi giorni è riuscita a scatenare senza volere negli USA un vivavce dibattito intorno al prezzo del Kindle Voyage. Pagare fino a 289 dollari un Kindle non è lesivo nei confronti dei diritti dei consumatori?

Segnalo i seguenti articoli per chi volesse approfondire (Engadget, Techtimes, VentureBeat e New York Times, di quest’ultimo soffermatevi sui commenti) ma ce ne sono molti altri; pur riconoscendo a Amazon di avere introdotto quest’autunno sul mercato un lettore digitale superlativo i dubbi sul prezzo traspaiono nelle recensioni e fioccano le profezie sul flop di vendite del Voyage che quelli di Seattle dovranno affrontare.

È lampante che Amazon debba affrontare adesso un bel cortocircuito; negli ultimi anni aveva abituato i clienti USA a ereader economici ben sotto i 100 dollari (Kindle) o molto buoni (Kindle Paperwhite) intorno a 139 dollari, come si permette adesso di pretendere 150 dollari in più per un “Paperwhite con uno schermo migliore”? Sì, d’accordo, ha anche un sistema di cambio pagina innovativo e un’illuminazione più efficace ma suvvia…

Amazon in realtà che sta facendo? Semplicemente non lascia scoperta una categoria di prodotti (gli ereader di fascia alta) che alla concorrenza (vedi Kobo Aura HD) ha dato soddisfazioni inaspettate e va in cerca di chi un ereader non l’ha ancora comprato – e fuori dagli USA forse non si rendono conto che sono ancora in tanti a non averne uno – oppure di chi dopo cinque anni magari vuole cambiarlo e può permetterselo. È vero che un lettore digitale “non invecchia” ma se posso avere un ereader migliore…

Dimentichiamo forse troppo in fretta che un’azienda privata è libera di immettere sul mercato un prodotto al prezzo che stabilisce senza dar retta ai consumatori, chi si ricorda che il primo Kindle costava 400 dollari nel 2007? Certo sorgono alcuni interessanti interrogativi. Gli ereader di fascia alta incontreranno i favori dei lettori oppure no? I pochi lettori forti rimasti si terranno stretto il loro Kindle Paperwhite snobbando il Voyage? Lo scopriremo nei prossimi tre mesi.

Immagine | Un giorno di ordinaria follia (1993)

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Kindle Voyage, Kobo Aura H2O o Tolino Vision 2 da regalare o regalarsi?

Resistente ad acqua e polvere, schermo ad alta risoluzione, gli ereader fine 2014

Resistenti ad acqua e polvere, schermi ad alta risoluzione (sopra il Kobo Aura H2O), gli ereader fine 2014

Un ereader per Natale? Pare che nonostante la disaffezione degli italiani per la lettura (non lo dico io, lo afferma l’AIE, l’Associazione Italiana Editori nel loro ultimo rapporto, per un approfondimento vi consiglio “Editoria libraria: Signori si cambia, o si muore” di Fausto Lupetti su affaritaliani.it) Amazon, Kobo e a sopresa anche IBS vogliano incentivare i lettori rimasti a passare al digitale.

Come? Mettendo loro a disposizione non lettori digitali economici ma al contrario “cari”, sempre una spesa contenuta se paragonata a quella per acuistare uno smartphone ultimo modello. Una lettura migliore passa del resto da uno schermo migliore, così come un buon libro deve essere stampato bene per non rimanere distratti durante la lettura da una lettera sbavata o da una piega della carta, almeno, questo vale per me!

Vi ho già scritto del Kobo Aura H2O a fine agosto, ricordate? Schermo E Ink Carta da 6,8 pollici – risoluzione di 1430×1080 pixel con 265 DPI –, certificato IP67 (ovvero impermeabile fino a 30 minuti a un metro di profondità con il ripara porta USB chiuso), 4GB di memoria e luce integrata, prezzo di listino 179 euro. Intanto anche Amazon ha stupito gli scettici, chi già prendeva in giro Kobo per il prezzo esagerato del suo ultimo ereader, presentando un mese fa insieme al nuovo Kindle Touch, il Voyage già in prevendita in Germania a 189 euro, prenotazioni alle stelle e disponibilità pressocché esaurita.

Che cosa ha di tanto speciale il Kindle Voyage? Ha lo stesso schermo del Kobo Aura H20 ma la sua diagonale da 6 pollici fa sì che abbia una risoluzione migliore (300 DPI) come spiega il sempre preciso Simone Bonesini su ebookreaderitalia.it: 4Gb di memoria, un sensore che come su tablet e smartphone regola automaticamente l’intensità della luce integrata dello schermo e un nuovo sistema di cambio pagina che utilizza la cornice del dispositivo – non è più necessario picchiettare sullo schermo per procedere nella lettura, un’altra caratteristica interessante per i lettori veloci. Non è certificato IP67 quindi attenti all’acqua.

Alla Fiera del libro di Francoforte un terzo concorrente è poi sceso inaspettatamente in campo nella disfida degli ereader di natale 2014, il Tolino Vision 2 (qui un bel post con videorecensione uscito su notebookitalia.it); ricordate? A marzo 2013 un’alleanza di editori e librai aveva dato vita a un ereader tedesco intenzionato a dare filo da torcere a Kindle in Europa, il Tolino Shine. In un anno e mezzo Tolino non sarà stato forse il “Kindle killer” che i tedeschi auspicavano ma di sicuro ci sta provando espandendosi anche in altri mercati come quello italiano in partnership con IBS.

Il Tolino Vision 2 è un ereader resistente ad acqua e polvere con uno schermo da 6 pollici E Ink Carta – migliorando l’offerta attuale di IBS che aveva i suoi lettori Leggo “fermi” al E Ink Pearl – 1024×758 pixel (165 DPI), 2GB di memoria espandibili tramite microSD e come il Voyage un sistema di cambio pagina slegato dallo schermo. Date le dotazioni inferiori a Aura H2O e Voyage avrà anche un costo più basso tra i 129 e i 149 euro***. Se non avete ancora acquistato un ereader o intendete passare quello che già possedete al fidanzato/a, alla mamma o al papà ecc. avete l’imbarazzo della scelta quest’inverno.

*** Aggiornamento: Prezzo confermato del Tolino Vision 2 in Italia via IBS: 149 euro. Trovate la scheda con presentazione e caratteristiche su www.ibs.it/ebook/tolino/ IBS venderà anche il Tolino Shine a 99 euro.

Immagine | Kobo Aura H2O

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