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Libri elettronici senza futuro? Previsioni: ebook on-line e on-demand nel 2017

Il lettore di ebook di fronte al formato epub

Il lettore di ebook di fronte al formato epub

Jani Patokallio – Publishing Platform Architect presso Lonely Planet – ha pubblicato su toc.oreilly.com un aggiornamento di alcuni concetti espressi ad aprile 2012 in un post che potete trovare sul suo sito sotto il nome di Perché gli ebook saranno presto obsoleti (e no, il DRM non c’entra). Quando? Da qui a quattro anni, ovvero nel 2017… brividi vero? Cosa me ne farò di tutti i mega di libri che sto comprando? :-( La versione 2.0 del post dell’anno scorso si intitola “The publishing industry has a problem, and EPUB is not the solution”.

Su Twitter già all’epoca un po’ di agitazione: “Gli ebook sono i CD-ROM di oggi?” Patokallio rispondeva: “I libri elettronici  hanno un disperato svantaggio competitivo paragonati ai siti internet, sempre aggiornati, e perfino al modesto PDF; gli ebook sono azzoppati da restrizioni territoriali, DRM (Digital Rights Management), device dedicati e quindi limitati, inoltre i formati dei file non posson dirsi maturi ma allo stesso tempo sono già obsoleti”. Ed è solo il cappello introduttivo come faceva notare anche Paolo Carnovalini sul suo blog epubpublishing.wordpress.com.

Patokallio lavora per l’industria editoriale ma pare rifiutare il concetto di fondo dell’imprenditorialità che è quello di ricercare il profitto. O meglio, crede che il gratis sostituirà il modello corrente di fare soldi perché un prodotto digitale (nel caso specifico l’ebook) non si può propore sul mercato che in modo gratuito. Il formato epub – e porta una serie di motivazioni tecniche che non sto a riportarvi – gli appare dunque come un bizzarro accrocchio che cederà nel breve periodo alla facilità di fruire di contenuti semplicemente usando un browser.

Noi troviamo in rete gratis da anni “derivati” di prodotti editoriali, che siano stati pagati ai loro autori, ovvero scrittori, giornalisti, esperti ecc. o meno. Come sottolinea Claudio Giua – direttore dello sviluppo e innovazione del Gruppo Editoriale L’Espresso – intervistato da Natascha Fioretti sull’European Journalism Observatory se credete che non ci guadagni nessuno dal vostro contenuto on-line sappiate che “[…] porta ricavi a chi non ha fatto nulla per costruirlo. Cioè Google e soci. Perché chi riesce meglio di tutti in questo miracolo della monetizzazione dei contenuti è Google”.

La profezia di Patokallio potrebbe avverarsi se l’industria editoriale riuscisse a trovare il suo “Netflix” – leggete al proposito un pezzo mirabile di Nicola S., “Inside TV – House of netflix”, su www.serialmente.com  –, un provider flat rate di contenuti on demand, che comprasse i contenuti degli editori permettendo all’utente di usufruirne su tablet e smartphone a prezzi modici. Certo, poi entreremmo nella diatriba Editori vs. Piattaforme – approfondite consultando l’articolo di Atul Patel su blogs.imediaconnection.com – in cui Apple, Amazon e Google potrebbero decidere di diventare loro stessi produttori…

Quindi cosa ci resta da fare? Continuare ad acquistare libri cartacei? Non ce n’è motivo, a meno che il vostro intento sia avere la certezza (allagamenti, incendi e traslochi esclusi) che la biblioteca di famiglia passi ai vostri discendenti così come l’avete faticosamente costruita – e siate consapevoli comunque che “un libro moderno ha una vita media di settant’anni, e dopo inizia a sbriciolarsi”, citazione tratta da “Sulla labilità dei supporti” di Umberto Eco. Da parte mia dopo aver comprato musicassette negli anni Novanta del XX secolo non mi pentirò di aver acquistato epub oggi.

Immagine | La Storia Infinita (1984)

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Kobo Arc Mondadori come va

Lettura digitale su schermi retroilluminati. Se vi piace così :-) È stato il Natale dei tablet a basso costo e può darsi che il vostro primo ebook lo abbiate letto su un tablet. Nulla di strano, negli Stati Uniti il Kindle Fire pare sia andato alla grande, l’iPad mini sembra costare un po’ troppo ma si vende ugualmente e anche qui in Italia tra Google, Samsung e svariati altri produttori c’è solo l’imbarazzo della scelta. Magari c’è chi tra voi si è comprato un Kobo Arc; pure io grazie a Mondadori ho avuto la possibilità di testarlo per sette giorni.

L’ho restituito a malincuore l’Arc; è abbastanza chiaro perché le vendite di personal computer su scala mondiale, per la prima volta negli ultimi cinque anni, abbiano registrato una flessione a fine 2012 (fonte: The Wall Street Journal), gli utenti si stanno abituando a utilizzare altri dispositivi (più comodi) per gli stessi scopi: guardare un video, controllare la posta, preparare una presentazione… ricordate Steve Jobs? “People don’t know what they want until you show it to them” (fonte: Forbes). Durante la settimana che ho trascorso con il tablet di Kobo il portatile non l’ho mai toccato.

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Il Kobo Arc (a sinistra nella foto) è più grande di un ereader come il Glo ed è più pesante; premessa, non possiedo né ho mai posseduto un tablet quindi non posso confrontarlo con un Kindle Fire o un iPad mini. È di sicuro un oggetto più ingombrante di un lettore digitale a inchiostro elettronico ma è anche ovvio che ci si possa “fare” di più, ad esempio giocare ad Angry Birds Star Wars (uno di quei perfetti congegni di “distrazione di massa” descritti dall’ottimo articolo – anche tradotto ad aprile 2012 da Internazionale – di Sam Anderson Just One More Game…, che di fatto ci stanno rincretinendo), andare su Twitter, controllare le mail, guardare la puntata dello spettacolo di Crozza che avevi perso la sera prima ecc. Fa tutto ciò egregiamente.

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Ecco ora la buona notizia se su questo blog siete capitati perché volete capirci di più su ebook ed editoria digitale. Ci si può “anche” leggere su un Kobo Arc. Avrete più distrazioni che su un device dedicato ma l’ultimo di Murakami o Camilleri potete affrontarlo anche su un Arc. Avvertenza, non è però un ereader; ha uno schermo LCD a 1280×800 pixel retroilluminato che mi ha affaticato la vista dopo un’ora di lettura. Io credo nei prodigi della tecnica ma ora, anno 2013, il vostro nervo ottico vi sarà riconoscente se da un libro di carta passerete a un Kobo Glo o un Kindle Paperwhite o al lettore a inchiostro elettronico che vorrete per leggere un ebook, credetemi.

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E però c’è un però… l’Arc è un po’ più grande di quel tanto che basta (non l’ho portato a spasso ma è un tablet da viaggio grazie ai suoi sette pollici di diagonale) da “riprodurre” sullo schermo una pagina di formato tradizionale, questo potrebbe andare a genio a chi aborre i sei pollici dei Kobo, Kindle, Nook ecc. Nella sua versione da 16 GB costa inoltre 199 euro quindi spendendo 70 euro in più rispetto a un Glo avrete un dispositivo più versatile e (sempre vi sia una connessione wi-fi nei dintorni) ugualmente sempre connesso allo store Kobo/inMondadori.

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Nell’immagine sopra ho messo a confronto le schermate dedicate ai libri sull’Arc con la Home del Glo; un dispositivo è stato creato per darti anche la possibilità di leggere, l’altro apposta per i lettori. Ereader a inchiostro elettronico tecnologia vecchia e in precoce declino? Vi consiglio di leggere l’articolo Misreading the Facts on E-Books di Warren Adler pubblicato ieri sull’Huffington Post: “I dispositivi dedicati [solo] alla lettura di ebook perderanno terreno nei confronti dei tablet, ma il lettore autenticamente appassionato si terrà stretta l’esclusività [dell'ambiente di lettura fornito dagli ereader]“. Mi accodo a coloro i quali credono che un ebook non sia uguale a un file mp3 e che vedrà scomparire prima gli iPod degli ereader. Forse ci andrà meglio degli audiophile :-)

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A ogni modo, un escamotage se volete utilizzare il Kobo Arc principalmente per leggere è quello di utilizzare la modalità notte, in questo caso la pagina diventa nera e i caratteri bianchi ridurrete così la quantità di irradiazione luminosa diretta ai vostri occhi. C’è poi un indubbio vantaggio che mi fa consigliare l’acquisto di un Arc a chi già possiede un lettore Kobo, la perfetta integrazione tra il tablet e il vostro ereader grazie alla sincronizzazione dei due (o più) dispositivi. Quello che avete sul Mini, Touch o Glo comparirà anche sull’Arc e viceversa, potrete alternare senza quasi accorgervene la lettura dello stesso libro da un device all’altro ;-)

Dimensioni maneggevoli (12 x 18,9 x 11,5 cm), processore da 1,5 GHz, mezza giornata di autonomia, fotocamera frontale da 1,3 Megapixel, un buon tablet insomma che se la batte con i suoi avversari: Kindle Fire e Google Nexus 7. Ecco, posso consigliarvi una buona recensione del Kobo Arc su Pianeta eBook che vi descrive nel dettaglio l’interfaccia e tutto quello che ho omesso nella mia mini panoramica. Posso dirvi perché non l’ho comprato: gli manca ancora una fotocamera posteriore (a differenza dei prodotti Samung e Apple), avendo poi già un Nokia Lumia 610 e due ereader Kobo non sento la necessità di acquistarlo, posso spendere quei soldi in ebook ^____^

Foto | Il lettore digitale
Video | You Tube

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Kobo Glo Mondadori come va

“Siamo contenti? Vincent? Siamo contenti?” “Sì, siamo contenti”.

A Milano avevo potuto toccare con mano uno dei Kobo Glo in visione alla Mondadori Multicenter e la nitidezza del suo schermo finalmente più risoluto mi aveva subito fatto innamorare… poi la mia vista si fa più debole di anno in anno… quindi cedere è stato molto facile. In attesa che arrivi la cover della Gecko rossa che ho ordinato (quella del Touch è troppo grande) posso dirvi dopo sette giorni il Glo come va :-) e sottolineare le differenze con la versione Touch con tanto di foto dove li ho messi uno di fianco all’altro.

Intanto voglio rispondere a chi arriva su questo blog chiedendosi: Kobo Glo Mondadori o Kindle Paperwhite? I due device per la lettura su inchiostro elettronico si equivalgono (costano tra l’altro entrambi 129 euro) è la mia risposta (cliccate qui per capire perché) forse la vera differenza è che Kobo lo trovate adesso a fine ottobre in centinaia di punti vendita in tutta Italia e l’ereader illuminato di Amazon “a causa di un’elevata domanda” se lo ordinate oggi iniziano a spedirvelo dal 10 dicembre (sic).

Il Kobo Glo (a destra nella foto) pur avendo lo schermo uguale per dimensioni al suo predecessore è di poco più piccolo del Touch, osservate poi l’assenza del tasto home argentato rettangolare in basso. Ohibò e senza tasto fisico come faccio a gestire l’ereader? Nessuna paura, l’home diventa touch, notate l’icona della casetta in alto a sinistra dove nel Touch c’è invece la lente del “cerca”, anch’io ci ho messo qualche minuto ad abituarmi. Per un bottone che sparisce un altro se ne aggiunge, nella cornice in alto, di fianco a quello di accensione, c’è l’interruttore dell’illuminazione.

Non ho riscontrato differenze sostanziali nel menu delle Impostazioni che, come potete notare dall’immagine in alto, si raggiunge sempre premendo l’icona in alto a destra (avete visto invece la lente del “Cerca” dove è finita?). Mi dispiace che dalle immagini non possiate apprezzare il livello di dettaglio dei caratteri – passare da uno schermo SVGA (600 x 800) a uno XGA (768 x 1024) migliora in modo tangibile l’esperienza già gradevole di lettura – e la maggiore prontezza con il quale il Glo risponde ai comandi rispetto al Touch.

Dicevo che le voci del menu sono uguali, eccezion fatta per “Standby e spegnimento” che nel Glo diventa “Luminosità, standby e accensione/spegnimento”. In questa sezione è possibile infatti decidere se ordinare all’ereader di spegnere l’illuminazione dopo un tot di tempo, di quale colore volete che sia l’indicatore di lumonosità – posto in basso nella pagina durante la lettura – se scuro o chiaro (io preferisco che sia bianco e non nero) e una funzione che ha a che fare con la custodia Sleep Cover di Kobo, un accessorio in vendita su inmondadori.it.

Nell’immagine sopra è evidente quanto “cambi” lo schermo del Glo se confrontato col Touch (dal grigio si passa a un bianco carta) con la luminosità accesa e posta al massimo – vedete la barra in basso? L’intensità si regola da lì –, a me dà quasi fastidio, per dire. Mi sono regolato in questo modo; al chiuso l’ho sempre utilizzata a metà potenza, al buio totale al minimo e all’aperto niente mezze misure o spenta o a tutta manetta. In attesa di schermi eink davvero bianchi sarà difficile che qualcuno rinunci a implementare questa tecnologia sugli ereader: in due parole, è comoda.

Dimensioni contenute (11,4 x 15,7 x 10 cm), firmware già aggiornato alla versione 2.1.5, processore più potente, schermo più risoluto, illuminazione a piacere… se non avete bisogno di un Kobo Mini (vale a dire non avete esigenze estreme di portabilità: 10,2 x 13,3 x 10 cm) e potete permettervi di spendere più di 99 euro (il prezzo del Kobo Touch), il Glo è il vostro lettore. Beh certo. Potete aspettare un mese e mezzo e, dopo Sant’Ambrogio, ricevere a casa con comodo il Kindle Paperwhite, però magari vi va già da subito di diventare lettori digitali “illuminati” :-P

Immagine | Pulp Fiction (1994)

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Amazon contro Mondadori, perché Kobo ce la può fare contro Kindle

Libreria Mondolibri di Belluno, in via Mezzaterra insieme ai libri anche Kobo

Resistere è inutile? Perché l’egemonia di Kindle potrebbe non essere così scontata in Italia dopo l’arrivo dell’ereader Kobo by Mondadori. Qualche giorno fa su Twitter ho avuto uno scambio con Francesca Mazzucato: “Sarà molto presto la storia di un tentativo fallito, ambizioso, tenace ma non all’altezza”. Alle mie garbate rimostranze – le suggerivo di non prendere sottogamba non tanto Kobo quanto Mondadori – ha aggiunto: “Io non sottovaluto. Non mi permetterei mai. Ma ho molto intuito e un pochino di esperienza. Sarà il ricordo di un fallimento”.

Ecco, non fraintendetemi, non sono un analista, un esperto di tecnologie, sono solo un uomo curioso che con i libri ci lavora da nemmeno dieci anni. La mia esperienza di lettore digitale è iniziata un anno fa con Kobo, brand cui mi sono affezionato (e di cui vedo i limiti insieme ai pregi); se avessi capacità predittive farei di tutto per entrare in un’azienda IT oppure ne fonderei una io stesso domani. Detto questo, perché credo che il lettore candadese ce la può fare contro Kindle? Perché in via Mezzaterra in centro storico a Belluno Kobo si trova.

Belluno è una città capoluogo di provincia di 36.000 abitanti che nella cartina del nostro Paese sta in alto a destra per intenderci, in genere le persone se la lasciano alle spalle in fretta per raggiungere le Dolomiti. Peccato, perché anche solo una mezza giornata trascorsa per le sue vie farebbe loro scoprire una cittadina davvero graziosa. Belluno ha inoltre una concentrazione di librerie notevole per le sue dimensioni, tra le ultime ad avere aperto c’è anche la Mondolibri – appartenente al circuito di punti vendita legato a Mondadori – di Edda Sartori.

La libreria era indicata come “punto di ritiro” di Kobo e sabato 6 ottobre ho deciso di andare a dare un’occhiata. Ho scoperto che non era possibile solo ricevere il lettore dopo averlo ordinato, no, era già disponibile il Kobo Touch! Potrà sembrarvi irrilevante, un’occorrenza piccola piccola, una cosa davvero di poco conto. Ma è così che tutto inizia sempre: dal molto piccolo (cit.). Ed ecco anche perché Kobo insieme alla rete distributiva di Mondadori potrà dare filo da torcere ad Amazon – avete visto a proposito Jeff Bezos ieri sera al Tg1? Sì, vogliono far capire che sono arrivati.

A prescindere da chi “vincerà”, se Amazon o Kobo, sarà infatti una guerra di visibilità quella che si scatenerà questo autunno a tutto vantaggio della lettura digitale in Italia; poche minuti fa ho visto per la prima volta lo spot “Chi è Kobo?” andare in onda dopo il Motomondiale su Italia Uno. E sapete quante persone guardano la televisione nel nostro Paese, molta di più di quella che naviga in internet. Se i cittadini si abitueranno che il loro lettore è Kobo ed è possibile trovarlo comodamente nel punto vendita sotto casa (vedi Belluno descritto sopra), Amazon ne soffrirà.

Infatti chi ha mai detto che Kindle debba essere il vostro lettore? Come diceva Han Solo: “Nessun campo di energia mistica controlla il mio destino”, tantomeno Amazon. Mondadori grazie alla sua forza e alle risorse che può mettere in campo – leggete a proposito Kobo in Italia, inMondadori la visita in libreria, un reportage preciso e completo del corner Kobo presso la Multicenter di piazza Duomo a Milano – ha buone probabilità di avere in questi ultimi mesi del 2012 un vantaggio competitivo nei confronti di Amazon, proponendo alle masse Kobo come il lettore “più facile”.

Su Twitter il punto forse l’ha colto @afazzini: “Ho chiesto al demoman Mondadori i vantaggi rispetto a Kindle. Risposta: sono identici!” Ed è vero, come anche ho scritto in “Kindle Paperwhite e Kobo Glo, chi ha detto ereader diversi?” ad esempio – se escludiamo che la luce del nuovo lettore di Amazon è più “bianca” (Dash insegna che il bianco è importante) – anche i modelli illuminati frontalmente di entrambe le case si equivalgono. Al lettore interessato ad avere uno store on-line a portata di click non resta che scegliere (per non parlare poi di altri lettori dove questo è comunque possibile come Leggo di IBS ecc.).

Immagini | lettoredigitale.com

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Kindle Paperwhite, perché per ora Amazon lo mette in vendita solo negli USA

Kindle Paperwhite, sì probabilmente ne sono ossessionato :-) ma le ragioni per le quali Amazon ha deciso di “concedere” il suo prodotto solo ai clienti statunitensi mi sconcertano. Secondo Michael Kozlowski del sito goodereader.com, che cita fantomatiche fonti vicine ad Amazon, dovremo aspettare fino al 2013 per la commercializzazione extra-USA. Rumors ripresi anche da Nate Hoffelder su www.the-digital-reader.com.

E tra l’altro Hoffelder trova del tutto normale che Amazon – per via di problemi di rifornimento del dispositivo, pare già in atto dato che i tempi di consegna più passano i giorni stanno slittando in avanti  – si concentri sul mercato di casa e, avendo paura di rimanere a secco in autunno e inverno, quando le feste aiutano le vendite non solo dei libri tradizionali ma anche di quelli elettronici, agisca così snobbando il resto del mondo.

Ora torniamo indietro con la memoria e pensiamo al Kindle Touch. Ricordate com’è andata? Lo ricostruisce (in tedesco) Chalid El-Heliebi sul sito cme.at: ufficialmente in consegna negli USA il 21 novembre 2011 arrivò in Europa il 27 aprile 2012. Cinque mesi dopo. Ora non faccio sondaggi ma quante persone hanno comprato un ereader touch non Kindle durante questo lasso di tempo? Fuori dagli States penso in tanti.

El-Heliebi ipotizza il lancio europeo del Kindle Paperwhite per inizio marzo 2013; Hoffelder invece scrive che l’ereader con lo schermo illuminato di Amazon “will go international some time in late November” perché per allora, passato il Giorno del Ringraziamento (22 novembre 2012), l’azienda avrà di sicuro abbastanza lettori da poterlo mettere in commercio nel mondo. Insomma, lo stanno facendo per noi di ritardare l’uscita.

Aggiornamento 15/09: ho letto con interesse stamattina un post di Peter Nowak – The Coming eBook Boom su “Maclean’s” – che mi fa sentire meno solo nei miei ragionamenti (i commenti degli statunitensi che ho letto mi fanno cadere le braccia) dato che, di fronte alle strategie prudenti (?) di Amazon, si chiede: “What about the rest of us living outside the U.S.?”.

Video | You Tube

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Kindle Paperwhite e Kobo Glo, chi ha detto ereader diversi?

A sinistra Kindle Paperwhite, a destra Kobo Glo, nuovi ereader con schermi illuminati

È da quando sono stati annunciati che voglio confrontarli, soprattutto perché al solito mi sembrava strano che il Kindle Paperwhite costasse 119 dollari, dieci in meno del Kobo Glo, e infatti ne costa 139 – la versione più economica di 20 dollari ha le “special offer”, ovvero la pubblicità ;-) Ragionevole che sia più caro dato che la vera differenza tra il prodotto di Amazon e Kobo è lo schermo capacitativo. Ecco la comparativa, prima le caratteristiche del Kindle

Kindle Paperwhite
Dimensioni (schermo – dispositivo) 6 pollici – 169 mm x 117 mm x 9,1 mm
Schermo Paperlight – 1024 x 768 – densità pixel 212 PPI
Schermo illuminato touch capacitativo
Memoria 2 GB
Espansione memoria Sì, tramite Cloud Amazon
Audio No
Connettività Wi-fi 802.11 b/g/n,
modello 3G disponibile
Sistema Operativo Proprietario
Formati eBook supportati Kindle (AZW), TXT, PDF, MOBI non protetto, PRC nativo; HTML, DOC, DOCX, JPEG, GIF, PNG, BMP tramite conversione
DRM
Peso 213 grammi
Autonomia 2 mesi con wi-fi e luce spenta
Prezzo 119 o 139 dollari (wi fi)
179 dollari (wi fi + 3G)
Colore Nero

Un fotogramma dallo spot TV del Kindle Paperwhite

Un’avvertenza, per tutti e due i dispositivi mi sono rifatto alle loro pagine ufficiali per reperire le informazioni tecniche. E ora il Kobo

Kobo Glo
Dimensioni (schermo – dispositivo)
6 pollici - 114 mm x 157 mm x 10 mm
Schermo ComfortLight– 1024 x 768 – densità pixel 212 PPI
Schermo illuminato touch
Memoria 2 GB
Espansione memoria Sì, tramite SD fino a 32 GB
Audio No
Connettività Wi Fi 802.11 b/g/n e micro USB
Sistema Operativo Proprietario
Formati eBook supportati EPUB, PDF e MOBI
DRM Sì, Adobe
Peso 185 grammi
Autonomia 1 mese con wi-fi e luce spenta
Prezzo 129,99 dollari
Colori Nero, rosa, blu e argento

Se non fosse ancora chiaro la luce serve sia di giorno sia di notte

Proviamo a riassumere?
A leggere le specifiche di questi due ereader veramente simili – gestualità a due dita sullo schermo a parte che il Glo non ha avendo ancora un display IR  – capisco che il Kobo è più leggero ma meno sottile, il Kindle ha una batteria migliore e la possibilità di avere la connettività 3G. Se possedete migliaia di ebook Kobo dà la possibilità di espandere la memoria con le schede SD mentre Kindle si affida alla nuvola.

Tornando con i piedi per terra entrambe le tecnologie illumina schermo si valgono di piccoli LED posti alla base della cornice degli ereader (non sopra come per il primo lettore di questo tipo, il Nook Simple Touch Glowlight) e per entrambi lo schermo ha finalmente una risoluzione XGA (1024 x 768 pixel). Amazon si affida ancora al suo formato proprietario, Kobo punta invece sul formato aperto .epub.

Insomma ci sono voluti anni ma sul mercato sono arrivati degli ereader un po’ più evoluti dei loro predecessori, fosse anche solo per lo schermo più definito e per i processori più veloci. E come avrete intuito, per me pari sono. Se siete capitati su questo blog per caso e gli ebook li leggete comodamente sul vostro tablet LCD vi consiglio questo micro post del “New York Times”: Black and White Kindles Are Here to Stay di Nick Bilton.

Aggiornamento 08/09/2012: insieme ai nuovi ereader sia Amazon sia Kobo hanno presentato due tablet, il Kindle Fire rinnovato e il Kobo Arc, concorrenti nella stessa fascia di prezzo (tra i 159 e i 249 dollari) del Nexus 7 di Google. Se volete compararli fra loro, se avete intenzione di comprarvi un tablet per leggere ebook, vi raccomando la comparativa in inglese curata da http://www.t3.com (cliccate qui).

Aggiornamento 10/09/2012: come segnalato da Marine Goy del sito francese http://www.lesnumeriques.com il Kobo Glo è già in prevendita in Francia presso le FNAC e sarà in consegna dal 15 ottobre come potete leggere anche voi su www.fnac.com. Prezzo? 129,90 euro.

Aggiornamento 02/10/2012: una buona notizia per gli amanti degli schermi eink, il Kobo Glo è da oggi prenotabile sul sito www.inmondadori.it ed esattamente come oltralpe dal 15 ottobre in poi dovrebbe essere in consegna o disponibile presso le Librerie Mondadori. Prezzo? 129 euro.

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Hyperlink, Kobo Touch e problemi, a quando un aggiornamento?

Houston, abbiamo avuto un problema con i link sul Kobo Touch

Avviso ai naviganti, Kobo ha una strana politica riguardo agli hyperlink contenuti negli ebook non acquistati presso il Kobo Store; la voce di Giovanni Venturi ne aveva dato notizia prima di Natale a margine del post di http://www.pianetaebook.com sul premio come migliore ereader 2012 conferito al lettore digitale canadese da Wired (qui il post, leggete anche i commenti).

Ad andare a fondo nella strana faccenda dei link nei libri elettronici che funzionano sì su Kobo ma solo su quelli comprati da loro (e non su quelli scaricati da altri store) è stato Fabrizio Venerandi (Quintadicopertina). Ecco le sue conclusioni: “[Il Kobo Touch è] quindi un lettore che ‘peggiora’ l’esperienza di lettura degli ebook comperati al di fuori del loro negozio. Altro che palmares degli ebook…”.

Non dispongo di ebook con questo tipo di link quindi non posso convalidare le conclusioni di Venerandi (molto utile – se avete a cuore capire se ‘sti benedetti hyperlink funzionano, e da questo dipenda la vostra decisione di scegliere questo lettore o meno –, uno scambio di commenti lanciato da Venerandi fra utilizzatori di Kobo Touch su friendfeed che potete trovare cliccando qui), se fossero confermate conto in un aggiornamento firmware che risolva il problema.

Immagine | screenshot di Fabrizio Venerandi

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Kindle, Nook e Kobo Touch, la comparativa di Marco Arment incorona il Kindle 4

Il Kindle 4, il modello a oggi più apprezzato da Marco Arment

L’inventore di Instapaper, Marco Arment, ha realizzato e pubblicato sul suo sito www.marco.org una comparativa tra i tre più recenti (dicembre 2011) lettori digitali touch equipaggiati con il medesimo schermo E-Ink Pearl. L’avrei voluta fare io ma non possedendo né il Kindle Touch né il Nook Simple Touch mi è stato impossibile :-( Ma Rete è sinonimo di condivisione, giusto? E allora vediamo cosa afferma Arment – cui va la mia riconoscenza – alla fine della sua analisi (19.500 battute circa) sul Kobo Touch in mio possesso:

Il Kobo Touch è un prodotto discreto e dall’hardware abbastanza buono: è più sottile e leggero, con una cornice meno marcata, degli altri [due] touch ereader. È compatto quasi quanto il Kindle 4 (non touch). Questi pregi tuttavia non compensano il “cambio pagina” lento, i prezzi degli ebook [sullo store Kobo] spesso più cari e la presocché inesistente disponibilità di periodici. Così, non posso raccomandare il Kobo, per ora.

In realtà Arment nel corso della recensione – leggetela tutta – afferma come i controlli sul testo del Kobo siano molto buoni (interlinea, margini e dimensione del carattere) rispetto ai concorrenti – condivide poi con me la perplessità circa la necessità delle cornici da “quadretto per foto” del Kindle e del Nook – e chiude la sua disanima assegnando la palma… al Kindle 4 non touch (sic!) perché più pratico. Da parte mia sono contento di acquistare ebook in formato epub dove voglio – non solo su Amazon – e di leggerli sul mio Kobo :-)

Immagine | www.amazon.it

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Kobo Touch, il menu in lingua italiana

Kobo Touch Spento

Che aspetto ha un ebook reader “chiuso”, il Kobo ha questa simpatica icona

Ereader Kobo in Europa, dopo la Germania, la Francia. Domani mattina FNAC dovrebbe annunciare la possibilità di preordinare il Kobo Touch; sarà possibile acquistarlo nei negozi della catena transalpina dal 28 novembre (non in Italia). Sul blog aldus2006.typepad.fr trovate tutti i particolari, sono interessanti soprattutto i prezzi, 129,90 euro, addirittura 99,90 per chi è affiliato.

Dop questa notizia di servizio potete esaminare nell’immagine sopra l’aspetto del Kobo Touch spento. È possibile spegnere il dispositivo tramite una levetta in alto a destra dell’ereader che lo accende, lo spegne, o lo manda in stand-by. Un appunto personale, tale levetta pare “economica”, un po’ troppo fragile e plasticosa almeno per le mie dita! A ogni modo ha sempre funzionato finora.

È stato dato al dispositvo di lettura di libri digitali un aspetto gradevole, soprattutto per quanto riguarda la schermata principale (non possiamo certo leggere sempre e saranno più le volte che il Kobo sarà “in sonno” di quando lo useremo). Se preferite potete visualizzare da spento la copertina dell’ultimo ebook in lettura (in evidente tentativo mimetico rispetto al libro cartaceo).

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Kobo Touch in italiano come va

Un ePub in lingua italiana visualizzato dal Kobo Touch. Quiz: sapete dirmi di quale autore e opera si tratta?

Ho acquistato un lettore di libri digitali Kobo Touch nei mesi scorsi; ho deciso di comprare l’ereader negli Stati Uniti ma dal 1° ottobre è disponibile anche in Europa, in Germania attraverso il sito www.redcoon.de. Come vi ho scritto nel secondo post di questo blog scegliere è complicato ma alla fine ho optato per il device canadese: se Amazon con il suo Kindle parla in primo luogo agli statunitensi e agli anglofoni, Kobo si ripromette di essere “globale”, vedremo.

A questo proposito voglio ricordare – se non siete interessati a come si sta evolvendo l’editoria digitale saltate pure a piè pari :-) – un commento di Jack W Perry a un post del 2010 di Mark Bertlis riguardo a Kobo: “I agree that Kobo seems to be the forgotten eReader” (fonte: indexmb.com). Ovvero sappiate che scegliendo i prodotti dell’azienda canadese sarete un po’ come chi apprezza i gruppi indie rispetto a quelli mainstream. Kobo ha dal canto suo l’ambizione di diventare il player numero uno sul mercato (sic).

Tornando a noi, ho aggiornato il lettore alla versione 1.9.12, in un prossimo post vi mostrerò il menu completo nella nostra lingua. Sono molto contento di come funziona il Kobo Touch e dell’interfaccia in italiano anche se vi sono della criticità che via via evidenzierò, mi auguro che nuove versioni del firmware vi rimedieranno in futuro. Partiamo con una comparativa per farvi capire quanto grande è, più una riflessione sulla necessità di una custodia.

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