Archivi del mese: gennaio 2012

Giorgio Specchia, Il Teppista, ultras o vendicatori nella Milano del XX secolo?

Il Teppista di Giorgio Specchia

Il Teppista. Trent’anni maledetti a Milano di Giorgio Specchia
Indiscreto (Stefano Olivari Editore), ottobre 2011, 5,00 € (Bookrepublic)
Reading Life: 2.6 ore di lettura, 17 minuti ogni sessione, 916 pagine girate.

«Non sono una vittima del sistema, non sono un eroe, non cerco approvazione ideologica. Però posso guardarmi allo specchio senza provare vergogna. Non è poco».

L’ho comprato per il prezzo, meno della metà del libro cartaceo. Ho dieci anni meno del protagonista, peraltro romanzato, di questa storia – Nino Ciccarelli, ultrà dell’Inter –, ma ero curioso di leggere storie ambientate nella Milano degli anni Ottanta e Novanta. Ho trovato anche la città di oggi se è per questo e non mi è affatto piaciuta. Specchia tratteggia con affetto (e troppa velocità, avrei preferito più approfondimento) la storia di Nino, narrata “in prima persona”. Non dà giudizi, narra una verità alternativa a quella dei media tradizionali sugli ultras di vent’anni fa.

Il protagonista dell’ebook non sarà un eroe ma mi ha ricordato i supereroi, non per caso viene citato Daredevil. Fosse stato un fumetto sarebbe stato la storia di un Vendicatore – un individuo solitario al di sopra delle leggi, obbediente a un codice tutto suo, dal corpo “di ferro” che nemmeno gli aghi bucano, che a volte però si rivela vulnerabile a causa di un colpo a tradimento. Gli altri ingredienti della vicenda? Milano, l’amicizia, lo stadio, gli scontri, il carcere, le donne, i soldi, le scommesse… Il Teppista, uno sguardo “altro” su trent’anni di cronache.

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Videogiochi ed ebook, nuova frontiera per l’editoria digitale?

I libri digitali nei videogiochi, un esempio da The Elder Scrolls V

Emilio Cozzi sulla Domenica del Sole 24 ORE (“I lettori alla consolle”, 29/01/2012) ha ribadito un concetto già espresso da Matteo Bittanti su Wired (“La lettura è un videogioco”, 28/11/2011) riguardo agli ebook. Come la mettiamo con i libri presenti nei videogiochi? Possono essere considerati ebook veri e propri? In fondo per loro stessa natura sono digitali. Ecco, mi direte, questi oggetti sono però all’interno del gioco, cosa stai tentando di dirmi? Presto detto.

Il giornalista ha raccontato, dilungandosi più di Bittanti, il caso di Capaneus, uno sviluppatore software 29enne (il suo sito è capane.us), che ha deciso per sua comodità di convertire in formato .mobi ed .epub i “libri” presenti in The Elder Scrolls V: Skyrim un RPG della Bethesda Softworks. Capaneus ha di fatto “inventato la stampa” nel mondo fantasy immaginato dagli ideatori del gioco e ha messo gli ebook da lui creati a disposizione dei giocatori nel mondo reale.

[…] L’iniziativa di Capaneus, sorta di Francesco Bonaini del virtuale, allarga un ventaglio di futuri editoriali a portata di pad: che la lettura (in-game) diventi parte integrante di un gioco, elemento meta-ludico, o addirittura attività avulsa dalle esigenze narrative del suo contesto originario è una possibilità evidente e praticabile.

Cozzi nelle sue conclusioni trasmette entusiasmo e mi ha lasciato davvero senza parole, tanto da convincermi che, sì, il mondo là fuori, offre possibilità inaspettate per coloro che si dedicheranno all’editoria digitale. Non dobbiamo poi dimenticare, sull’onda di testi come La realtà in gioco di McGonigal (in ebook per Apogeo), giustamente ricordato da Cozzi, che i videogiocatori sono arrivati a essere un mezzo miliardo e di libri digitali potrebbero avere bisogno 🙂

Fermo immagine | The Elder Scrolls V: Skyrim (gameplay) by You Tube

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Ernest Cline, Player One, nel 2044 la libertà della realtà virtuale è in pericolo

Player One di Ernest Cline

Player One di Ernest Cline (traduzione di Laura Spini)
ISBN Edizioni, novembre 2011, 8,99 €
Reading Life: Ecco una pecca del Kobo Touch, a distanza di tempo non conserva le statistiche di lettura 😦

«”Renderemo OASIS un posto migliore”. No, pensai. Lo trasformerete in un parco a tema fascista dove non rimarrà un briciolo di libertà ai pochi che potranno permettersi il prezzo d’entrata».

Player One sta “in piedi” per l’immensa passione verso la pop culture anni Ottanta che vi ha trasfuso il suo autore: la recensione che avrei voluto scrivere l’ha già pubblicata @old_glory sul suo sito 😉 Io ho amato questo candido ebook distopico ambientato nel 2044! Dopo averlo letto vi consiglio un breve saggio critico di Stephen Granade su Live Granades molto duro circa i punti deboli della storia, non li condivido ma è utile.

La vicenda in sintesi: un gruppo di giovani eroi lotta contro una cattiva corporation per salvaguardare la libertà di un mondo virtuale, OASIS. A me ha ricordato più Giochi stellari che Matrix per farvi capire. Ah, per rimanere sulla lettura digitale – il tema di questo blog – nella storia di Cline tutti i libri del mondo sono accessibili “solo in formato elettronico” (sic) 😀 Trovate altri commenti sul romanzo su Bookrepublic.

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Amanda Hocking, Switched, molto romance poco fantasy

Switched di Amanda Hocking

Switched. Il segreto del regno perduto di Amanda Hocking  (traduzione di Silvia Pellegrini)
Fazi, gennaio 2012, 6,00 €
Reading Life: 3.8 ore di lettura, 20 minuti ogni sessione, 1342 pagine girate.

«Avevo vissuto tutta la mia sciocca vita senza di lui e adesso riuscivo a stento a pensare di sopravvivere un’altra ora».

Incuriosito dal fenomento Hocking – vi rimando al post di Monica Cruciani su Booksblog se non ne sapete nulla 😉 oppure, dopo aver letto il libro, al pregevole articolo di Deirdre Donahue su www.usatoday.com con tanto di intervista all’autrice – ho preso al volo l’ebook appena uscito per Fazi.

Ebbene, se cercate tormentati intrecci sentimentali (ah, io tifo per Tove), una protagonista bellissima un po’ antipatica e una comunità di ricchi nobili viziati attenti a preservare la purezza della propria stirpe indebolita… è il libro per voi ^___^ Peccato per gli spunti fantasy, tra cui poteri ESP, che di fatto si rivelano essere quasi superflui; vabbeh, confido nel seguito della trilogia dei Trylle. Switched l’ho comprato su Bookrepublic.

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Pensare globale, perché Kobo potrebbe contendere ad Amazon e Apple il mercato degli ebook

Kobo, Amazon ed Apple. Avrete capito che non sono tra gli scettici circa le potenzialità della casa nippo-canadese di ergersi a terzo incomodo con i suoi device tra Kindle e iPad. Oggi mi ha piacevolmente stupito leggere il post di Tim Carmody su Wired: Why Rakuten’s Kobo Is Amazon’s Only Global Competition. Per carità forse Carmody, come il sottoscritto, si aspetta troppo da Kobo ma riassume bene i motivi per i quali i canadesi possono inserirsi nella corsa al mercato internazionale degli ebook: 1) Amazon è troppo lenta a imporsi su scala globale 2) Apple sta sbagliando (iBooks 2 ed iBooks Author) a cercare di creare ebook leggibili solo sui suoi dispositivi 3) Barnes & Noble ha fatto troppi errori per recuperare il tempo perduto.

Come la video intervista realizzata da Mercy Pilkington (goodereader.com) a Michael Tamblyn (Kobo Executive Vice President, Content, Sales and Merchandising) mostra bene, nell’immaginaria battaglia stile Risiko che vede protagonisti Amazon, Apple e i loro avversari, Kobo ha come carta obbettivo non la conquista di un continente (Nord America) ma piuttosto quella di più territori possibili sul tabellone globale. L’aggressività canadese circa i mercati vergini (Asia, Sud America, Africa ecc.) è anzi accentuata dall’appoggio dato da Rakuten – i nuovi proprietari giapponesi – a una simile, lungimirante, politica. E basta una buona volta con strategie USA centriche!

A sentire Tamblyn i prossimi propositi di Kobo sono: 1) Espandersi il più possibile, non solo in Europa ma anche laddove nessun altro è mai stato prima, stipulando di volta in volta accordi con i player locali più affidabili 2) Mettere in piedi un servizio di custumer care efficace per tutti i loro mercati 3) Puntare a offrire un servizio di self-publishing esteso a tutto il mondo. Intanto è stato annunciato ieri ufficialmente che lo store olandese aprirà in febbraio, vedi il post approfondito di Nate Hoffelder su www.the-digital-reader.com.

Video | Lorca Damon by You Tube via goodereader.com

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Jeff VanderMeer, Greensleeves, ovvero una bibliotecaria, un giullare e una rana

VanderMeer Greensleeves

Greensleeves di Jeff VanderMeer

Greensleeves di Jeff VanderMeer (traduzione di Elena Cantoni)
40kbooks, gennaio 2012, 0,99 €
Reading Life: 0.5 ore di lettura, 7 minuti ogni sessione, 113 pagine girate.

«Ebbe così inizio la prima (e ultima) caccia alla rana della biblioteca Samuel Devonshire Memorial».

Trovato su Bookrepublic, sono 40.000 battute da leggere meno velocemente di quanto abbia fatto io. Un luogo magico, una protagonista normale ma intraprendente, un evento straordinario e un nuovo inizio. Difficile mandare giù che duri così poco. È vendita anche in lingua originale (sebbene a stasera il testo si trovi gratuito on line su www.oivas.com). Si parlava di uno sbarco ufficiale di VanderMeer in Italia presso le edizioni Elara… oppure devo sperare in 40kbooks almeno per i racconti? 🙂

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Kobo, bene in Francia, arriva in Olanda ma tra gli obiettivi ci sono Brasile e Giappone

Il Kobo Touch si fa bello con Balzac sullo store on-line di Fnac France

Sapete che ho un occhio di riguardo per le politiche di Kobo. Avessi preso uno lettore digitale senza store incorporato… invece l’accesso al negozio di ebook sul Kobo Touch c’è ed è pure “ingombrante”, ancora di più dopo l’ultimo aggiornamento 1.9.16 il quale ha posto in home page i suggerimenti sui libri che potrei acquistare. Kobo è inoltre un player dalle dichiarate ambizioni globali, specie dopo l’acquisizione da parte di Rakuten di cui vi ho raccontato.

Oggi sono apparse tre notizie: una rispetto al numero di Kobo Touch venduti in Francia nel corso delle sei settimane (il post è di Clement Monjou e lo trovate su www.ebouquin.fr) dall’inizio della sua commercializzazione, un’altra a firma di Edward Nawotka su publishingperspectives.com sulle politiche di espansione globale future di Kobo e una terza di Wiebe de Jager di www.ereaders.nl sui primi ebook in olandese venduti da Kobo.

Andiamo per ordine: Monjou quasi divertito mette in dubbio i 50.000 lettori touch Kobo che Fnac France avrebbe già venduto ritenendo più probabile un comunque ottimo 40.000. Ho chiesto anch’io attraverso Twitter chiarimenti in proposito, vediamo se il colosso francese mi risponderà 🙂 Nawkota invece intervista Todd Humphrey, Executive Vice President del Business Development di Kobo, circa le prossime mosse, mi piace sottolineare la sua affermazione: “La nostra maggiore crescita verrà verosimilmente dall’estero”.

Immagine | Fnac France

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Hyperlink, Kobo Touch e problemi, a quando un aggiornamento?

Houston, abbiamo avuto un problema con i link sul Kobo Touch

Avviso ai naviganti, Kobo ha una strana politica riguardo agli hyperlink contenuti negli ebook non acquistati presso il Kobo Store; la voce di Giovanni Venturi ne aveva dato notizia prima di Natale a margine del post di http://www.pianetaebook.com sul premio come migliore ereader 2012 conferito al lettore digitale canadese da Wired (qui il post, leggete anche i commenti).

Ad andare a fondo nella strana faccenda dei link nei libri elettronici che funzionano sì su Kobo ma solo su quelli comprati da loro (e non su quelli scaricati da altri store) è stato Fabrizio Venerandi (Quintadicopertina). Ecco le sue conclusioni: “[Il Kobo Touch è] quindi un lettore che ‘peggiora’ l’esperienza di lettura degli ebook comperati al di fuori del loro negozio. Altro che palmares degli ebook…”.

Non dispongo di ebook con questo tipo di link quindi non posso convalidare le conclusioni di Venerandi (molto utile – se avete a cuore capire se ‘sti benedetti hyperlink funzionano, e da questo dipenda la vostra decisione di scegliere questo lettore o meno –, uno scambio di commenti lanciato da Venerandi fra utilizzatori di Kobo Touch su friendfeed che potete trovare cliccando qui), se fossero confermate conto in un aggiornamento firmware che risolva il problema.

Immagine | screenshot di Fabrizio Venerandi

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Kobo Touch e dizionari, poca flessibilità, disponibili per ora l’inglese e il tedesco

Merriam-Webster su Kobo Touch

Pagina del dizionario inglese Merriam-Webster su Kobo Touch

Se amate leggere con il dizionario a fianco, il Kobo Touch potrebbe rivelarsi una delusione. Premessa, non rientro in questa categoria ma la rispetto 🙂 A inizio 2012 il lettore di ebook canadese non ha un dizionario italiano incorporato ma solo il Merriam-Webster per la lingua inglese (www.merriam-webster.com) e il Duden per quella tedesca (www.duden.de), avete letto bene. A me colpisce la mancanza anche del dizionario francese, parbleau non è una nazione bilingue il Canada? E il Kobo non è in vendita nei negozi Fnac in Francia?

Vabbeh, direte voi, potrò inserirlo o caricarlo in qualche modo… Invece no, nisba. Particolare curioso, se dopo aver evidenziato la parola di vostro interesse cliccate, invece che su “Definizione”, su “Traduci parola” il Kobo dispone di otto dizionari bilingue tra cui anche l’inglese-italiano e l’italiano-inglese (giuro) sempre a firma Merriam-Webster. La mancanza del dizionario italiano è anche la croce di chi ha comprato il Sony PRS-T1 mentre non è un problema per chi usa Kindle (qui un breve video su You Tube).

Un tempo l’utilizzo del dizionario e la possibilità di sottolineare erano riservati agli ebook acquistati presso il Kobo store (!); ora questa follia è stata riparata. Se un dizionario italiano sarà implementato – quando in Germania hanno aperto lo store hanno aggiunto quello tedesco con il firmware 1.9.12 – potremo usarlo su qualsiasi ebook in nostro possesso. Ricordo che sul Kobo Touch è sufficiente premere un polpastrello su una parola durante la lettura per accedere alla funzione “Definizione” (ovvero dizionario).

Novità luglio 2012: siamo ancora in attesa di un dizionario italiano ma intanto sono stati aggiunti quello francese e giapponese; è cambiato inoltre in meglio l’accesso alla definizione, non si deve fare più il doppio passaggio descritto sopra (per maggiori informazioni vedi Aggiornamento estivo software Kobo Touch 2.0).

Novità ottobre 2012: il dizionario italiano è finalmente stato aggiunto, qual è tra i tanti dite? Ma il “Devoto Oli – Vocabolario della lingua italiana” (per maggiori informazioni vedi Aggiornamento autunnale software Kobo Touch 2.1.4).

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Il librario di Ultima Books: come imparai a non preoccuparmi e ad amare il DRM Adobe

La mia posizione circa il DRM Adobe, ovvero il lucchetto digitale che alcuni editori hanno messo ai loro libri digitali per contrastare la pirateria (?), è abbastanza tranquilla. Vale a dire non faccio guerre di religione, li compro e li scarico alla pari di quelli “liberi” o che hanno solo una protezione Social DRM (soluzione che preferisco). Se siete capitati su questo sito potreste avere la curiosità di sapere come funziona il Digital Rights Management (DRM).

Proprio da oggi, grazie a un tweet di @simplicissimus, c’è una sintesi davvero efficace su You Tube circa il funzionamento del DRM Adobe interpretata da Ciccio Rigali, il libraio di Ultima Books. Poniamo che vogliate acquistare un ebook con questa protezione, non dovrete fare altro che scaricare sul vostro computer il software Adobe Digital Edition e registrarvi presso l’azienda statunitense per ottenere un Adobe ID. Ora scaricate il libro, fatto? 🙂

Bene, adesso avete il vostro ebook nella libreria del programma e non vi resta che abilitare il Kobo Touch inserendo l’ID e la password nell’apposita sezione, grazie al cielo è un dispositivo eReader supportato da Adobe Digital Edition. Dopo l’autorizzazione e averlo collegato via USB al computer, il Kobo viene visualizzato con la sua icona come nuovo “scaffale” nella biblioteca, proprio sotto “Letti di recente”. Ora trascinate il libro sull’icona per trasferire il vostro acquisto al lettore digitale. Una volta sincronizzato l’ebook si leggerà senza problemi.

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