Archivi del mese: maggio 2012

Come ti avvicino il pendolare alla lettura digitale, Kobo Love Your Commute

La lettura (non parliamo della letteratura!) è una cosa seria; solo i nordamericani possono prenderla così alla leggera da sviluppare una iniziativa come Kobo Love Your Commute tesa a far conoscere gli ereader del loro marchio ai pendolari di Toronto. Prendete un gruppo di ragazzi qualsiasi, dotateli di zainetti con cento lettori Kobo, affiancate loro una scrittrice – Julie Wilson, pubblicata dalla misconosciuta HarperCollins, l’avranno drogata per convincerla, è chiaramente alterata ^___^ nevvero? – e sguinzagliateli per la metropolitana.

A questo punto che succede? Quando intravedono un lettore con il suo bel libro cartaceo, zac, gli regalano un Kobo con l’ebook della Wilson già caricato; roba da matti, un lettore e un libro digitale gratis (e sapete quanto il sottoscritto sia attaccato ai soldi) solo perché… sei già un lettore. Ovvio che i pendolari di Toronto rimangano prima di sasso e poi entusiasti di fronte a una campagna promozionale del genere, come ci insegna Scott Pilgrim vs. The World (vedi fotogramma), non è che ci sia granché da divertirsi nella capitale dell’Ontario.

“Fun? In Toronto?”

L’ebook di Julie Wilson, Seen Reading, ruota intorno ai pendolari e alle loro letture – ed è nato se ho capito bene da un blog sulla falsariga del “nostro” librimetro.wordpress.com –, proprio per questo è stato scelto da Kobo. Quanti spunti narrativi possono infatti nascere immaginando quali storie si celano dietro a un uomo o una donna che legge su un mezzo pubblico? Infiniti. E così, dopo quasi settecento avvistamenti debitamente registrati, Julie è passata dall’osservazione all’azione raccogliendo cento microstorie in un volume.

Tutti i dettagli di Kobo Love Your Commute – non conosco la paga dei ragazzi ma di materiali avranno speso 1300 dollari di lettori più 100 per gli ebook della Wilson, siamo dalle parti del Movimento 5 Stelle quanto a budget 😉 – li trovate in un post del blog dell’azienda nippocanadese (cliccate qui). Davvero un peccato che in Italia Amazon, Sony o IBS abbiano già fatto campagne simili sulle linee della metropolitana di Milano e di Roma e delle altre principali città… come dite? Non l’hanno ancora fatto? Beh, dovrebbero.

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Andrea G. Pinketts, Lazzaro, vieni fuori, un dannato capolavoro

“Lazzaro, vieni fuori” di Andrea G. Pinketts

Lazzaro vieni fuori di Andrea G. Pinketts
Feltrinelli Universale Economica, maggio 1997, 7,50 €
Nessuna storia di Pinketts pubblicata da Feltrinelli è ancora disponibile in ebook 😦 Non so, proverò a mettere in piedi una campagna di sensibilizzazione ^___^ Aggiornamento: i primi tre libri (tra cui questo) esistono ora anche in formato elettronico! Cliccate qui.

«Per molto tempo sono andato a letto tardi. La differenza tra me e Proust».

A volte ti viene voglia di rileggere storie così, esordi letterari perfetti da conservare come perle rare. Pinketts ha scritto questa opera d’arte a poco più di trent’anni e devo averla comprata a fine anni Novanta, proprio nell’Universale Economica Feltrinelli, quella con la copertina di tela, avete presente? (L’immagine sopra, “rubata” dall’ottima recensione di Mattia su www.readers-bench.com, corrisponde all’edizione di cui parlo). Acquistata, regalata e prestata tanto che un giorno non mi tornò più indietro, ora ne posseggo una copia recente dalla lucida copertina plastificata, in attesa dell’ebook 😉

Nessuna delle narrazioni successive aventi Lazzaro Santandrea protagonista mi ha mai convinto (mi sono arreso del tutto a Il conto dell’ultima cena del 1999) ma questo primo episodio al fulmicotone, una “fiaba d’azione” come la definisce lo scrittore stesso, continua a sorprendermi e a farmi ridere quando le persone sono troppo serie. Una strampalata indagine in terra trentina diventa un congegno capace – grazie al talento di Pinketts per la frase, per i detrattori sprecato in giochi di parole e trame ridicole – di farti volare le ore, disperato che il godimento possa finire con l’ultima riga del romanzo. Da leggere.

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Marco Rossari, L’unico scrittore buono è quello morto, mi sembra ragionevole

“L’unico scrittore buono è quello morto” di Marco Rossari

L’unico scrittore buono è quello morto di Marco Rossari
Edizioni e/o, gennaio 2012, 6,50 €
Reading Life: 4.2 ore di lettura, 31 minuti ogni sessione, 1466 pagine girate.

«”Com’è andata?”. Ho fatto spallucce. “Normale”. “Ottimo. In questa busta c’è il suo compenso. E qui un nuovo lavoro per lei”».

Accidenti ai tweet degli uffici stampa… Ho comprato su Bookrepublic la raccolta di racconti di Marco Rossari del tutto in buona fede. Ora, difficile dire, magari non era il momento giusto per leggerlo; magari chi lavora in editoria una volta a casa non vuole ritornare in casa editrice attraverso le pagine elettroniche di un ebook… ma sono state quattro ore faticose e lunghissime.  Salvo il racconto della zanzara, che mi ha molto divertito, e anche la scrittura di Rossari – la ritroverò in qualche sua traduzione o alla prova su un romanzo intero –, per il resto, vedi sopra, due stelle su cinque bastano e avanzano.

Consigliato a chi ama la letteratura e si diverte a riconoscerla attraverso i suoi molteplici riutilizzi (per darvi un’idea, immaginate un film realizzato citando e omaggiando tante altre pellicole, magari un po’ stravolte per non farle individuare subito, ho reso l’idea?). Consigliato a chi beve. Consigliato a chi non disdegna i finali improvvisi e fatali. Consigliato ai lettori uomini. Consigliato agli addetti ai lavori. Consigliato a chi ha nostalgia dei primi romanzi brevi di un certo brillante scrittore milanese che nel frattempo si è perso – almeno, a me l’ha ricordato nel senso di certe frasi. A tutti gli altri non lo consiglio.

Aggionamento: a coloro i quali L’unico scrittore buono è quello morto è piaciuto – e siete tanti/e – piuttosto che strozzarvi in 140 caratteri, commentate qui sotto, d’accordo? Anche l’autore è invitato al dibattito, io porto il Nino Franco “Rustico” e qualche torta salata fatta da me. Prendiamo la vita con leggerezza una volta tanto 😉

P.S. (05/07/2012) Che poi, se mi fossi ricordato, Marco, che eri l’autore di “Un piccolo premio in Brianza” (rammenti? io sì, dopo cinque anni ho ripescato dalla memoria quel racconto) non sarei diventato un “tuo” lettore, nemmeno così, come mi è capitato, per sbaglio. Non succederà più. Ciao. Un amico di un’amica di Marcello.

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Google Libri, acquistare e leggere ebook è ancora più facile

La vetrina di Google Play Libri, gli ebook di Mountain View in Italia

Google Libri, è la notizia di ieri. Se volete approfondire leggete gli articoli di Salvioli su “Sole 24 ORE” oppure di Rastelli sul “Corriere della Sera”. Premessa, posso solo guardare dalla finestra questo servizio per ora dato che non ho né un tablet né uno smartphone android, mi piace riportare però un commento di chi il servizio di Mountain View l’ha usato da subito, si chiama Claudio e gli ebook li legge con un dispositivo mobile HTC:

… questo è il futuro… e lo dice uno da 25 libri l’anno che fino a qualche tempo fa non avrebbe mai pensato di poter sostituire la carta! Fate il widget (alla Kobo) e sono 5 stelle, per la sesta basterà il tempo… tra parentesi, leggendo qualche recensione di utenti: i libri (e la cultura) si pagano, che vuol dire “una stella perché ci sono pochi libri gratis”?

Ho acquistato tanto per fare una prova L’ora più bella di Stefano Benni a 0,99 euro, lo leggo tranquillamente su Firefox; alla voce “Modalità di lettura” però sotto “eReader e altri dispositivi” non ho ancora il link per scaricare il file .epub o .pdf relativo al Google eBook che desidero trasferire sul mio Kobo. Non so se dipenda da Feltrinelli o da Google ma spero che rimedino. Mi correggo, ho riprovato dopo quaranta minuti ed è disponibile 🙂 Ho eseguito il download del file senza problemi.

Avete fatto caso alla classifica dei libri a pagamento più venduti? In testa c’è Hunger Games, secondo La ragazza di fuoco, entrambi di Suzanne Collins e pubblicati da Mondadori, terzo Il turno di notte lo fanno le stelle di Erri De Luca apparso nella stessa collana Zoom dell’ebook di Benni che ho acquistato io (davvero troppo brevi sebbene costino meno di un euro…).

Tornando a Google Libri è piacevole essere stati scelti, intendo noi italiani, per primi – dopo USA, Canada, Australia e Regno Unito (fonte: www.the-digital-reader.com) – da una multinazionale come Google per la “sperimentazione” di uno store ebook multidispositivo da subito. Chissà quanto e se darà impulso alle vendite di libri elettronici nel nostro paese dove sono – e saranno sempre – molti di più i telefonini che gli ebook reader.

Immagine | play.google.com

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Hunger Games, ebook in italiano a meno di un euro in concomitanza con il film

Hunger Games, il primo episodio in ebook scontato ma solo il 1° maggio

Oggi esce nelle sale in Italia Hunger Games il film e in Mondadori hanno pensato fosse l’occasione giusta per scontare il libro elettronico portando il prezzo da 6,99 euro a 0,99 euro. Se siete iscritti alla newsletter di una delle librerie on-line del nostro paese (nel mio caso IBS.it) dovreste avere ricevto la notizia, altrimenti lo verrete a sapere da me ^____^ Non sono solo i canadesi a proporre offerte irresistibili, ricordate?

Vi giro qualche link nel caso voleste regalarvelo o farne regalo, su Bookrepublic basta che clicchiate qui, su Internet Bookshop invece l’offerta – vi ripeto, pare limitata solo a oggi – la trovate qui; poteva mancare Amazon? Certo che no, sulla scheda del primo ebook della trilogia compare un bel 93% di sconto e così via. Credo che in ognuno dei vostri negozi preferiti potrete trovarlo a poco più di un caffè 😉 Buona lettura!

Immagine | Screenshot dell’offerta relativa a Hunger Games su Bookrepublic

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