Archivi del mese: gennaio 2013

David Mitchell, Cloud Atlas, un meraviglioso atlante delle nuvole per ora solo di carta

Cloud Atlas di David Mitchell

Cloud Atlas di David Mitchell

Cloud Atlas di David Mitchell
Frassinelli, novembre 2012, 14,90 €, 616 pagine
Reading Life: come faccio a dirvi quanto ho impiegato a leggerlo? Non c’è l’edizione elettronica 😉

«”Quando esalerai l’ultimo respiro capirai che la tua vita altro non è stata che una piccola goccia in un oceano sconfinato!” Ma cos’è l’oceano se non una moltitudine di gocce?».

Facciamo un gioco, andate su google e scrivete “cloud atlas ebook”, le successive chiavi di ricerca sono: ita, italiano, ita download. Risultati simili appaiono con “hunger games ebook” del resto: ita, gratis, ita pdf. Non ho indagato ma è chiaro che è possibile reperire piratato e in formato digitale l’ottimo romanzo di David Mitchell Cloud Atlas; a oggi l’edizione italiana è esclusivamente cartacea…  Perché Frassinelli (ovvero Sperling & Kupfer e di conseguenza Mondadori) non hanno pubblicato l’ebook in italiano? Possono esserci molte ragioni, rimane il fatto che per adesso “ne gh’è minga” 😦

“L’atlante delle nuvole” come sottolineava tra gli altri Tullio Avoledo su Twitter, quando uscì nel 2005 in Italia se lo filarono in pochi, eppure la struttura narrativa – analizzata brillantemente da Cristiano de Majo su Rivista Studio, leggete il suo post: “L’atlante della letteratura” – è così elaborata e particolare da avere attirato l’attenzione dei fratelli Wachoski che ne hanno tratto un lungometraggio, Cloud Atlas, appunto. Se siete in cerca di un riassunto della trama vi invito a leggere quello di Monica Cruciani su booksblog.it (cliccate qui). Io l’ho appena finito e ve lo consiglio (non ho visto il film).

In questo post non voglio tanto parlare del romanzo di Mitchell (bravo!) ma di come il suo sia un caso esemplare di cortocircuito tra editoria digitale e tradizionale. Quanti libri ha scritto questo autore? Cinque, tutti tradotti da Frassinelli nell’arco di dieci anni: Nove gradi di libertà (2001; 2012 Sperling & Kupfer), Sogno numero 9 (2002), L’atlante delle nuvole (2005), A casa di Dio (2007), I mille autunni di Jacob de Zoet (2010).

Nessun titolo di Mitchell è per ora disponibile in ebook. Quanti sono acquistabili a gennaio 2013? Tre. Due sembrano non disponibili a credere agli store on-line Mondadori. Era possibile andare in libreria nell’autunno 2012 e trovare l’edizione de “L’atlante delle nuvole” uscita nel 2005? No, era in preparazione un’edizione nuova, con una copertina inedita, la locandina del film di Lana e Andy Wachoski e Tom Tykwer uscito nelle sale il 10 gennaio 2013.

Qual è il paradosso? Semplice, le opere di David Mitchell in lingua originale e in formato digitale esistono, le trovate su Amazon, Kobobooks ecc. Non è di certo un autore contrario al libro elettronico. Eppure, forse perché i diritti digitali dei suoi romanzi in Italia non sono ancora stati discussi o un accordo non è stato trovato… niente, gli ebook ce li scordiamo. Peccato anche per Frassinelli. Vi ricordo quanto sia decisiva l’uscita di un film per le vendite di un titolo a esso legato (anche uscito da molto tempo), per fare un esempio su Bookrepublic.it l’epub “Vita di Pi” di Yann Martel è quarto in classifica.

Esiste una rivoluzione digitale in campo editoriale? Sì; rendere obsoleto il “salvo esaurimento scorte” – come Fabrizio Venerandi di Quintadicopertina ha intitolato il suo blog –, cioè rendere reperibili sempre e comunque le storie di un autore (tutte) è il primo punto di questa rivoluzione. Non sarà facile ma ci arriveremo.

3 commenti

Archiviato in ebook recensioni

Kobo Arc Mondadori come va

Lettura digitale su schermi retroilluminati. Se vi piace così 🙂 È stato il Natale dei tablet a basso costo e può darsi che il vostro primo ebook lo abbiate letto su un tablet. Nulla di strano, negli Stati Uniti il Kindle Fire pare sia andato alla grande, l’iPad mini sembra costare un po’ troppo ma si vende ugualmente e anche qui in Italia tra Google, Samsung e svariati altri produttori c’è solo l’imbarazzo della scelta. Magari c’è chi tra voi si è comprato un Kobo Arc; pure io grazie a Mondadori ho avuto la possibilità di testarlo per sette giorni.

L’ho restituito a malincuore l’Arc; è abbastanza chiaro perché le vendite di personal computer su scala mondiale, per la prima volta negli ultimi cinque anni, abbiano registrato una flessione a fine 2012 (fonte: The Wall Street Journal), gli utenti si stanno abituando a utilizzare altri dispositivi (più comodi) per gli stessi scopi: guardare un video, controllare la posta, preparare una presentazione… ricordate Steve Jobs? “People don’t know what they want until you show it to them” (fonte: Forbes). Durante la settimana che ho trascorso con il tablet di Kobo il portatile non l’ho mai toccato.

KoboArc-KoboGlo

Il Kobo Arc (a sinistra nella foto) è più grande di un ereader come il Glo ed è più pesante; premessa, non possiedo né ho mai posseduto un tablet quindi non posso confrontarlo con un Kindle Fire o un iPad mini. È di sicuro un oggetto più ingombrante di un lettore digitale a inchiostro elettronico ma è anche ovvio che ci si possa “fare” di più, ad esempio giocare ad Angry Birds Star Wars (uno di quei perfetti congegni di “distrazione di massa” descritti dall’ottimo articolo – anche tradotto ad aprile 2012 da Internazionale – di Sam Anderson Just One More Game…, che di fatto ci stanno rincretinendo), andare su Twitter, controllare le mail, guardare la puntata dello spettacolo di Crozza che avevi perso la sera prima ecc. Fa tutto ciò egregiamente.

KoboArc-KoboGlo-01

Ecco ora la buona notizia se su questo blog siete capitati perché volete capirci di più su ebook ed editoria digitale. Ci si può “anche” leggere su un Kobo Arc. Avrete più distrazioni che su un device dedicato ma l’ultimo di Murakami o Camilleri potete affrontarlo anche su un Arc. Avvertenza, non è però un ereader; ha uno schermo LCD a 1280×800 pixel retroilluminato che mi ha affaticato la vista dopo un’ora di lettura. Io credo nei prodigi della tecnica ma ora, anno 2013, il vostro nervo ottico vi sarà riconoscente se da un libro di carta passerete a un Kobo Glo o un Kindle Paperwhite o al lettore a inchiostro elettronico che vorrete per leggere un ebook, credetemi.

KoboArc-KoboGlo-02

KoboArc-KoboGlo-03

E però c’è un però… l’Arc è un po’ più grande di quel tanto che basta (non l’ho portato a spasso ma è un tablet da viaggio grazie ai suoi sette pollici di diagonale) da “riprodurre” sullo schermo una pagina di formato tradizionale, questo potrebbe andare a genio a chi aborre i sei pollici dei Kobo, Kindle, Nook ecc. Nella sua versione da 16 GB costa inoltre 199 euro quindi spendendo 70 euro in più rispetto a un Glo avrete un dispositivo più versatile e (sempre vi sia una connessione wi-fi nei dintorni) ugualmente sempre connesso allo store Kobo/inMondadori.

KoboArc-KoboGlo-04

Nell’immagine sopra ho messo a confronto le schermate dedicate ai libri sull’Arc con la Home del Glo; un dispositivo è stato creato per darti anche la possibilità di leggere, l’altro apposta per i lettori. Ereader a inchiostro elettronico tecnologia vecchia e in precoce declino? Vi consiglio di leggere l’articolo Misreading the Facts on E-Books di Warren Adler pubblicato ieri sull’Huffington Post: “I dispositivi dedicati [solo] alla lettura di ebook perderanno terreno nei confronti dei tablet, ma il lettore autenticamente appassionato si terrà stretta l’esclusività [dell’ambiente di lettura fornito dagli ereader]”. Mi accodo a coloro i quali credono che un ebook non sia uguale a un file mp3 e che vedrà scomparire prima gli iPod degli ereader. Forse ci andrà meglio degli audiophile 🙂

KoboArc-KoboGlo-05KoboArc-KoboGlo-06

A ogni modo, un escamotage se volete utilizzare il Kobo Arc principalmente per leggere è quello di utilizzare la modalità notte, in questo caso la pagina diventa nera e i caratteri bianchi ridurrete così la quantità di irradiazione luminosa diretta ai vostri occhi. C’è poi un indubbio vantaggio che mi fa consigliare l’acquisto di un Arc a chi già possiede un lettore Kobo, la perfetta integrazione tra il tablet e il vostro ereader grazie alla sincronizzazione dei due (o più) dispositivi. Quello che avete sul Mini, Touch o Glo comparirà anche sull’Arc e viceversa, potrete alternare senza quasi accorgervene la lettura dello stesso libro da un device all’altro 😉

Dimensioni maneggevoli (12 x 18,9 x 11,5 cm), processore da 1,5 GHz, mezza giornata di autonomia, fotocamera frontale da 1,3 Megapixel, un buon tablet insomma che se la batte con i suoi avversari: Kindle Fire e Google Nexus 7. Ecco, posso consigliarvi una buona recensione del Kobo Arc su Pianeta eBook che vi descrive nel dettaglio l’interfaccia e tutto quello che ho omesso nella mia mini panoramica. Posso dirvi perché non l’ho comprato: gli manca ancora una fotocamera posteriore (a differenza dei prodotti Samung e Apple), avendo poi già un Nokia Lumia 610 e due ereader Kobo non sento la necessità di acquistarlo, posso spendere quei soldi in ebook ^____^

Foto | Il lettore digitale
Video | You Tube

4 commenti

Archiviato in scelte difficili

Gillian Flynn, L’amore bugiardo, Amy potrebbe dirvelo, potrebbe eccome se fosse qui

L'amore bugiardo di Gillian Flynn

L’amore bugiardo di Gillian Flynn

L’amore bugiardo di Gillian Flynn
Traduzione di Francesco Graziosi e Isabella Zani
Rizzoli First, dicembre 2012, 9,99 €
Reading Life: 8 ore di lettura, 45 minuti ogni sessione, 1800 pagine girate.

«Avevo commesso un errore colossale, che avrebbe avuto conseguenze disastrose. Forse era la mia coscienza, che raspava alle pareti della cella in cui era sepolta».

Due settimane fa vi ho scritto della collana Rizzoli First, in sintesi: in un mercato editoriale dove è più semplice trovare un titolo cartaceo che elettronico come ti comporti tu lettore/consumatore se ti propongo per un periodo limitato (un mese più o meno) SOLO in ebook un determinato romanzo/saggio? Ebbene con il terzo libro tradotto in italiano di Gillian Flynn Rizzoli l’ha fatto. Ha sperimentato. Dal 6 dicembre a oggi… o elettronico o non lo leggi (!). E si tratta di una storia che mi ha letteralmente reso schiavo del mio Kobo Glo fino a quando non l’ho terminata, spero venda tantissimo.

Era da tempo che non mi divertivo così a leggere quello che non è un thriller ma una vicenda che, pur rasentando il grottesco (senza mai caderci), potrebbe davvero accadere o essere accaduta. A un marito, Nick, capita di perdere la moglie, Amy, sparita da un momento all’altro da casa; contemporaneamente abbiamo la possibilità di scorrere le pagine del diario di Amy – e lo stesso sta facendo la polizia impegnata nelle indagini. Quello che mi ha stregato della scrittura della Flynn, i due protagonisti raccontano della propria storia in prima persona, è stata la sua abilità nel mentire.

Sappiamo che Nick non ci sta dicendo tutta la verità ma non sappiamo quanto ci sta nascondendo. Amy è scomparsa ma i sospetti che si vanno addensando sul marito ne fanno un assassino? Persino così vi ho già detto troppo 🙂 L’amore bugiardo (ma io preferisco il titolo originale “Gone Girl”) è pura suspense, anche dopo quando si susseguono i primi colpi di scena ed è anche una riflessione sul sentimento che ci lega agli altri persino quando la persona che amiamo si rivela capace di azioni impensabili – ma in realtà non la amiamo proprio per questo?

E adesso, beh, per come sono fatto voglio leggere ogni cosa scritta da questa autrice, al più presto! Ma… i primi due romanzi della Flynn – Sulle pelle e Nei luoghi oscuri – sono stati pubblicati in Italia negli anni scorsi da Piemme, non esistono ancora in formato elettronico e nelle librerie non si trovano… capite che è una follia vero? Che il sistema non funziona? ^_____^ Non mi resta altro che A) Con un colpo di scena Rizzoli acquisisca i diritti anche di questi due titoli e li metta ora in commercio in digitale; B) Uguale alla prima ipotesi ma che sia Piemme a farlo; C) Comprarli entrambi subito su inMondadori.it a 13,70 euro.

Lascia un commento

Archiviato in ebook recensioni

Aggiornamento invernale software Kobo Glo e Touch 2.3.1

Su che si inizia! E non dimenticate che aggiungere un ebook per Kobo e Mondadori significa comprarlo ;-)

Su che si inizia! E non dimenticate che aggiungere un ebook per Kobo e Mondadori significa comprarlo 😉

Buon 2013 alla piccola comunità di lettori digitali che passa su questo sito! Festeggiamo con un post dedicato a un aggiornamento firmware in realtà risalente a Sant’Ambrogio che però non avevo ancora analizzato bene; tuttavia il software 2.3.1 – almeno sul Touch e il Glo che posseggo –  si è comportato così bene da essere invisibile (certo non per tutti, tra di voi c’è chi non ha trovato i dizionari, che pure ci sono ve lo assicuro; chi ha avuto noie con le micro schede SD; chi gli si è piantato l’ereader e gli è giustamente montato il nervoso).

Per la maggioranza di voi, appena usciti da una Libreria Mondadori o un Unieuro dopo aver comprato il vostro Kobo il 2.3.1 sarà in realtà il primo software che conoscerete. La home mostrerà quindi o i vostri ebook in lettura (gli ultimi cinque) oppure la “vetrina” dello store: in basso sotto le copertine troverete tre voci, da sinistra a destra Libreria, Reading Life e Sincronizza, ancora più in basso la Wishlist (il vecchio appunto su un pezzetto di carta potremmo dire) nel caso vi siate appuntati qualche ebook da comprare nei prossimi giorni.

Cliccando su “Guida in linea” (appare sulla home se cliccate le tre linee nell’angolo in alto a destra), accanto alla “Guida rapida” accessibile off-line è ora disponibile una nuova voce “Aggiungi un ebook” – ma il Kobo dovrà in questo caso essere collegato a una rete wireless – che consiste in una scorciatoia per lo Store (nulla di più, per la precisione alla lista dei primi 50 ebook in classifica, alle ultime nuove uscite oppure alla pagina del “Cerca”) nel caso vi foste dimenticati che l’obbiettivo di Kobo e Mondadori è quello di vendervi dei libri elettronici nel modo più semplice possibile ^____^

Kobo-reading-life-new

Più intrigante di tutto il resto a me è parsa l’integrazione della Reading Life (le statistiche di lettura) a piè della pagina che stiamo leggendo, fateci caso, guardate nell’angolo in basso a sinistra, vedete il numero seguito dalla percentuale? Ha sostituito l’occhiata veloce alle pagine ancora da leggere che diamo a un libro tradizionale. Ancora più interessante è l'”esploso” di questa voce, ovvero possiamo sapere quanti capitolo abbiamo divorato (tramite un grafico a colonne), i minuti ci mancano alla fine del capitolo in cui siamo immersi, quanto durerà il prossimo, quante ore ci restano prima di finire il libro.

In questo modo la lettura di un libro in quanto ora bene (e prodotto) di intrattenimento digitale assomiglia in tutto e per tutto alla progressione di gioco che possiamo avere quando siamo impegnati in un moderno videogame (dove appunto si parla di ore di gioco, quanto ci siamo stati “sopra”, quanti livelli abbiamo sbloccato quanto ancora ci rimane prima di completarlo ecc.). Emerge anche la struttura di un libro, si acquisisce cioè la consapevolezza di come è stato pensato dal suo autore: se i capitoli sono umiformi, se è diviso in parti, quanto ci “costa” in termini di tempo leggerlo.

Foto | lettoredigitale.com

7 commenti

Archiviato in vita quotidiana