Archivi del mese: febbraio 2013

Libri elettronici senza futuro? Previsioni: ebook on-line e on-demand nel 2017

Il lettore di ebook di fronte al formato epub

Il lettore di ebook di fronte al formato epub

Jani Patokallio – Publishing Platform Architect presso Lonely Planet – ha pubblicato su toc.oreilly.com un aggiornamento di alcuni concetti espressi ad aprile 2012 in un post che potete trovare sul suo sito sotto il nome di Perché gli ebook saranno presto obsoleti (e no, il DRM non c’entra). Quando? Da qui a quattro anni, ovvero nel 2017… brividi vero? Cosa me ne farò di tutti i mega di libri che sto comprando? 😦 La versione 2.0 del post dell’anno scorso si intitola “The publishing industry has a problem, and EPUB is not the solution”.

Su Twitter già all’epoca un po’ di agitazione: “Gli ebook sono i CD-ROM di oggi?” Patokallio rispondeva: “I libri elettronici  hanno un disperato svantaggio competitivo paragonati ai siti internet, sempre aggiornati, e perfino al modesto PDF; gli ebook sono azzoppati da restrizioni territoriali, DRM (Digital Rights Management), device dedicati e quindi limitati, inoltre i formati dei file non posson dirsi maturi ma allo stesso tempo sono già obsoleti”. Ed è solo il cappello introduttivo come faceva notare anche Paolo Carnovalini sul suo blog epubpublishing.wordpress.com.

Patokallio lavora per l’industria editoriale ma pare rifiutare il concetto di fondo dell’imprenditorialità che è quello di ricercare il profitto. O meglio, crede che il gratis sostituirà il modello corrente di fare soldi perché un prodotto digitale (nel caso specifico l’ebook) non si può propore sul mercato che in modo gratuito. Il formato epub – e porta una serie di motivazioni tecniche che non sto a riportarvi – gli appare dunque come un bizzarro accrocchio che cederà nel breve periodo alla facilità di fruire di contenuti semplicemente usando un browser.

Noi troviamo in rete gratis da anni “derivati” di prodotti editoriali, che siano stati pagati ai loro autori, ovvero scrittori, giornalisti, esperti ecc. o meno. Come sottolinea Claudio Giua – direttore dello sviluppo e innovazione del Gruppo Editoriale L’Espresso – intervistato da Natascha Fioretti sull’European Journalism Observatory se credete che non ci guadagni nessuno dal vostro contenuto on-line sappiate che “[…] porta ricavi a chi non ha fatto nulla per costruirlo. Cioè Google e soci. Perché chi riesce meglio di tutti in questo miracolo della monetizzazione dei contenuti è Google”.

La profezia di Patokallio potrebbe avverarsi se l’industria editoriale riuscisse a trovare il suo “Netflix” – leggete al proposito un pezzo mirabile di Nicola S., “Inside TV – House of netflix”, su www.serialmente.com  –, un provider flat rate di contenuti on demand, che comprasse i contenuti degli editori permettendo all’utente di usufruirne su tablet e smartphone a prezzi modici. Certo, poi entreremmo nella diatriba Editori vs. Piattaforme – approfondite consultando l’articolo di Atul Patel su blogs.imediaconnection.com – in cui Apple, Amazon e Google potrebbero decidere di diventare loro stessi produttori…

Quindi cosa ci resta da fare? Continuare ad acquistare libri cartacei? Non ce n’è motivo, a meno che il vostro intento sia avere la certezza (allagamenti, incendi e traslochi esclusi) che la biblioteca di famiglia passi ai vostri discendenti così come l’avete faticosamente costruita – e siate consapevoli comunque che “un libro moderno ha una vita media di settant’anni, e dopo inizia a sbriciolarsi”, citazione tratta da “Sulla labilità dei supporti” di Umberto Eco. Da parte mia dopo aver comprato musicassette negli anni Novanta del XX secolo non mi pentirò di aver acquistato epub oggi.

Immagine | La Storia Infinita (1984)

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Aggiornamento di San Valentino software Kobo Glo e Touch 2.4.0

Kobo240

Al solito Kobo adotta una politica strana per i suoi aggiornamenti; rilasciato una settimana fa, giusto per San Valentino, solo nella giornata di ieri collegandomi wi-fi sono riuscito a scaricare l’aggiornamento software 2.4.0; rispetto ad altre volte non aspettatevi chissà quali novità, ora in sostanza è possibile 1. Archiviare ebook per liberare spazio sull’ereader e riscaricarli in qulsiasi momento non appena ne avete bisogno 2. Eliminare ebook per rimuoverli dalla libreria.

Ho provato a sfogliare un paio di ebook, anche non acquistati da Kobo, e non ho notato nulla di diverso dalla precedente versione del firmware uscita in autunno. Non c’è stato nessun stravolgimento della pagina Home – grazie al cielo –, forse un lieve miglioramento della velocità di cambio pagina (ma come già scritto potrebbe essere una mia impressione), le innovazioni si concentrano nella schermata della libreria. Se cliccate sulle tre barrette di fianco ai vostri titoli troverete una nuova voce “Archivia” e una già presente, modificata, “Elimina”.

KoboTouch240

In particolare la voce “Archivia” parcheggia, diciamo così, in remoto, a quanto ho capito, il titolo da voi selezionato informandovi su quanto spazio avete risparmiato sul dispositivo, da pochi kappa a molti mega a seconda dell’ebook, e nel caso ne aveste bisogno – ma dovete essere collegati wi-fi alla Rete – vi consente di riscaricarvelo sull’ereader con un click. Credo sia molto utile per i molti fra di voi cari lettori che hanno così tanti ebook da avere problemi di spazio. La voce “Elimina” invece cancella senza rimedi un ebook dal lettore.

KoboDesktop320

Scaricando inoltre la versione 3.2.0 di Kobo Desktop potete tenere sotto controllo i vostri ebook, sapere quali sono nell’hard disk del computer e quali solo sul dispositivo, un sistema di icone permette infine in modo intuitivo di caricare e scaricare titoli tra le due librerie e sapere quanto spazio avete occupato del vostro Kobo Mini, Touch o Glo. Aspetto anche i vostri commenti su questo aggiornamento che mi auguro non vi darà fastidi, ricordo che alcuni utenti hanno segnalato difficoltà di gestione degli ebook riguardo a titoli (parlo di visualizzazione della pagina) non acquistati via Kobo.

Foto | lettoredigitale.com

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Simone Perotti, Dove sono gli uomini? Manca il coraggio al sesso forte?

Dove sono gli uomini? di Simone Perotti

Dove sono gli uomini? di Simone Perotti

Dove sono gli uomini? di Simone Perotti
Chiarelettere, gennaio 2013, 9,99 €
Reading Life: 2.8 ore di lettura, 18 minuti ogni sessione, 673 pagine girate.

«Senza la wild card o i bonus del ruolo e della bontà di giudizio delle donne [l’uomo] cade in basso, là dove occorre scarpinare davvero, confrontarsi davvero, dimostrare davvero, vivere davvero. […] Solo che gli uomini non l’hanno dovuto fare mai, mentre le donne sanno bene che cosa significhi».

Dopo aver letto anni fa “Adesso basta” di Simone Perotti ero curioso di leggere il suo quarto saggio, su inMondadori si trova a meno di dieci euro ed è, mentre scrivo, secondo nella classifica Sociologia alle spalle del solo Severgnini e i suoi “Italiani di domani”. L’analisi di Perotti si concentra non più come invece i tre scritti precedenti sul downshifting (il riprendersi la vita scalando marcia per essere finalmente liberi) ma sugli uomini, gli uomini in quanto genere, un genere sperduto nel XXI secolo di fronte alle donne che non li “trovano” più, sebbene li cerchino ancora.

Diviso in tre parti (Assenti ingiustificati, Fughe e sopravvivenze, Forse questo è il momento) “Dove sono gli uomini?” è una carrellata di testimonianze di prima mano delle donne incontrate da Perotti (classe 1965) in questi anni, durante i quali ha girato l’Italia presentando i suoi libri o andando per mare. Utilizzando le sue parole ne viene fuori “un affresco mai visto, a tratti orribile, profondamente diverso da quello che pensavano di conoscere” sull’inconsistenza degli uomini fra i 30 e i 50 anni “alienati fra lavoro che cambia, una vita familiare esplosa, relazioni remote, socialità insoddisfacente”.

Tra tutti gli esempi o gli episodi di vita citati da Perotti (e che rispondono al desolato dipinto citato sopra spesso raccontato dai media: vite parallele, inganni, violenza) a me è piaciuto quello che lui stesso ha citato “per la sua emblematica eccezionalità”, quello di Loredana, una trentenne in pace con se stessa – che è soddisfatta del proprio lavoro e continua ad arricchirsi intellettualmente – che ha addirittura trovato e sposato un uomo decente. Ecco, nonostante, come affermi l’autore, più l’autostima delle donne sale più quella degli uomini scende, forse esistono uomini che hanno già ritrovato loro stessi.

P.S. In un libro che ha come centro la “ricerca” degli uomini ho trovato curioso che Perotti non abbia messo nero su bianco la sua testimonianza, non abbia aggiunto vale a dire in modo esplicito la propria esperienza di interazione con le donne che si ritrova riflessa nei racconti agghiaccianti delle sue interlocutrici. Chissà, magari la ritroverò in un seguito di questo saggio.

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Le speranze riposte nel libro elettronico sono tante. Ma davvero? Credevo fossero inquietudini

"È il prescelto"

“È il prescelto”

Su “la Lettura” del Corriere della Sera di oggi a pagina 19 trovate la rubrica “Il numero” di Giuliano Vigini, il cui titolo – “L’Europa raffredda l’euforia per il libro elettronico” – è abbastanza curioso se da un po’ di anni vi occupate per diletto o per lavoro di editoria digitale che con le parole euforia (di chi?) e speranza (quale?) non hanno molto da spartire; mi permetto di riportare il pezzo di Vigini qui di seguito, sono pronto a rimuoverlo nel caso mi venisse chiesto dalla RCS:

«Le speranze riposte nell’ebook sono tante, ma l’euforia che ha accompagnato anche in Italia l’avvento della “quarta rivoluzione” del libro è da ridimensionare quanto alle dimensioni del mercato a breve termine. Le fonti internazionali (Idate) prevedono infatti, per il 2014, nei cinque Paesi europei editorialmente più avanzati (Regno Unito, Germania, Francia, Italia, Spagna), un giro d’affari complessivo di 16 miliardi di euro per il libro a stampa e di 1,6 per l’ebook. Anche per quanto riguarda il numero di “e-readers” che sarà presumibilmente venduto nel 2014 negli stessi Paesi, la cifra complessiva è di 1.423.000 unità, contro 9.602.000 degli Stati Uniti. Per quanto in crescita (da 0,1 del 2008 a 1,6 miliardi di euro del 2014), l’espansione del mercato ebook in Europa sarà dunque più lenta del previsto, ma è comunque una strada segnata».

Ecco, forse mi sono perso qualcosa ma A) Almeno in Italia l’industria editoriale non si aspetta – né mai si è aspettata – che l’ebook possa contribuire nel breve periodo a risollevare un mercato del libro in flessione; B) Se escludiamo il Regno Unito, – il vasto catalogo di ebook in lingua inglese non rende assimilabile questa nazione agli altri quattro Paesi europei – ci sarebbe da disperarsi; altro che lentezza, dobbiamo ancora far capire ai lettori che un prodotto esiste.

Siamo in pochi a credere a questa “rivoluzione”? E poi, è davvero un cambiamento epocale o forse “Gli ebook non esistono” come ha scritto Marco Bruschi su Scrittore Computazionale qualche giorno fa?  In tanti si sono accorti dell’esistenza degli ereader (e il Kindle non sanno nemmeno che cos’è) grazie agli spot televisivi 2012 di Mondadori per il lancio di Kobo…

… dunque forse più che tentare di interpretare ricerche – ad esempio: gli anziani preferiscono leggere in digitale (lo dice l’università di Mainz), comprano ereader ma morendo presto (!!!) fanno calare le vendite (giuro, leggete qui: “An ereader market study you wont believe”, grazie Marco per la segnalazione) – compriamo ebook fatti come si deve spingendo gli editori italiani, che sono inquietati da questo nuovo “formato”, a produrli.

Immagine | Matrix (1999)

 

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Douglas Adams, La lunga oscura pausa caffè dell’anima, (però io preferisco il tè)

La lunga oscura pausa caffè dell'anima di Douglas Adams

La lunga oscura pausa caffè dell’anima di Douglas Adams

La lunga oscura pausa caffè dell’anima di Douglas Adams
Traduzione di Marco e Dida Paggi
Arnoldo Mondadori Editore, novembre 2012, 6,99 €
Reading Life: 4,4 ore di lettura, 23 minuti ogni sessione, 2009 pagine girate.

«Esistono persone che ci piacciono a pelle, altre che pensiamo che col tempo potremmo anche riuscire a farci piacere, e altre ancora che vorremmo semplicemente tenere lontane con un forcone».

Un’offerta lampo sulla maggior parte delle librerie on-line mi ha fatto acquistare qualche giorno fa su kobobooks.it un inedito di Douglas Adams risalente addirittura al 1988: The Long Dark Tea-Time of the Soul. Non appartiene al ciclo della Guida galattica per autostoppisti ma a quello che ha come protagonista Svlad Cjelli, o meglio Svlad Gently detto Dirk, appena due libri – “Dirk Gently, Agenzia Investigativa Olistica” (1987) e appunto “La lunga oscura pausa caffè dell’anima” – in confronto ai cinque (o sei) della saga più celebre di Adams.

Se avete mai letto e amato come il sottoscritto American Gods (2001) di Neil Gaiman è probabile che apprezzerete questa seconda avventura di Dirk Gently alle prese nientemeno che con Odino, il padre degli dei, e Thor, il dio del tuono. Nell’universo immaginato da Adams come in quello di Gaiman sono gli uomini ad aver “creato” le divinità e dopo tanti secoli quelli nordici non se la passano troppo bene, sono addirittura così stanchi da mettersi nei guai quando incontrano i veri cattivi degli anni Ottanta: avvocati e pubblicitari.

Grazie al metodo olistico di Gently ovvero l'”interconnessione di fondo tra tutte le cose”, ogni bizzarro (a prima vista) frammento di questa che fino a quasi la fine sembra una storia sconclusionata – Odino, Thor, Kate, un distributore di Coca-Cola, un’enorme aquila con dei cerchi sulle ali – troverà una spiegazione tra Londra, la Norvegia e il Walhalla, il tutto condito dallo humor inglese e dal procedere per accumulo che ha reso famoso Adams e la sua Guida galattica. Avvertenza, per alcuni potrebbe non bastare il fuoco di fila di trovate a giustificare l’acquisto 😉

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