Un anno in compagnia di Nuovi Argomenti, rivista letteraria digitale

Le copertine dei quattri numeri di Nuovi Argomenti usciti nel 2013

Le copertine dei quattri numeri di Nuovi Argomenti usciti nel 2013

Se è vero come è vero che il libro digitale è una novità, un prodotto della informatizzazione della società contemporanea, di certo lo stesso non si può dire delle riviste letterarie che ci tengono compagnia da almeno quattro secoli. Se non conoscete Nuovi Argomenti pubblicata da Mondadori potete leggere la sua storia cliccando qui, tenete conto che questa “palestra per i giovani critici, scrittori e poeti” ha da poco superato la boa dei sessant’anni (1953-2013) e pare intenzionata a continuare a nuotare nelle acque del web 2.0 e oltre ancora a lungo. Perché leggere una rivista letteraria in formato digitale nel XXI secolo direte voi? Adesso provo a spiegarvelo 🙂

In realtà ragionandoci i vantaggi sono due, tralasciando naturalmente il fatto che sul vostro ebook reader potrete averla sempre dietro. 1) È molto più semplice recuperarla in formato .epub che convincere il vostro edicolante preferito – a proposito, speriamo che non abbia chiuso! – a tenervela da parte, o meglio, a procurarvela; 2) la rivista letteraria elettronica viene incontro  a chi non vuole spendere troppo oltre che agli studenti di Lettere o ai folli per la letteratura, Nuovi Argomenti, che esce ogni tre mesi, costa la metà – 6,99 euro contro 14 – della sua gemella cartacea, quattro numeri digitali vengono via a meno dell’abbonamento tradizionale – 27,96 euro contro 40, meno di otto centesimi al giorno.

D’accordo ci hai convinto, ma per quale motivo dovrei spendere l’equivalente di quattro pasti per comprarmi un anno di Nuovi Argomenti? Forse perché, sebbene non abbiate pubblicato niente, pensate di essere degli scrittori e sulle riviste letterarie scrivono solo scrittori, poeti e critici (vedi sopra) già affermati o in procinto di esordire per un marchio editoriale, è questo il mondo cui volete appartenere, vi ci trovate a vostro agio?; forse perché vi lamentate che gli scrittori italiani non hanno talento, e di conseguenza leggete solo letteratura straniera di cui magari non sapete valutare la bontà della traduzione, senza in realtà averli mai letti, ecco un buon modo per farvi un’opnione più strutturata.

Figurati, perché dovremmo pagare per leggere di letteratura? Carmilla, Le parole e le cose, Minima & Moralia, Nazione Indiana ecc. – tanti altri nomi li trovate su Tropico del Libro –, ovvero i blog culturali gratuiti che troviamo in Rete, non bastano e avanzano? Senza dubbio. Eppure quello che stiamo perdendo, per carità, per fortuna per alcuni pensatori, è la programmazione e la selezione, anche per quel che concerne la produzione culturale. Quest’anno sono usciti i numeri 61, 62, 63 e 64 di Nuovi Argomenti, – ve l’ho già detto che la dirige Dacia Maraini? – ognuno caratterizzato da un suo tema specifico, oltre alle sezioni ricorrenti Diario, Scritture e Riflessioni, ve li ricordo a mo’ di Twitter: #Supernova, #PresenteStorico, #TheSpendingReview, #LaSocietàDeiPoetiEstinti.

Supernova si ripromette di presentare nove scrittori che “sono potuti uscire dalla prospettiva che guarda alla letteratura come a un residuo irriducibile e nobile, uno strumento di resistenza ai tempi della barbarie”, su tutti salvo Giorgio Ghiotti, a chiudere il numero bel pezzo di Tommaso Pincio “Same same but different”, autore che mi riprometto di leggere in futuro. Presente Storico attraverso gli scritti di “una serie di scrittori [ritorna] su personaggi storici noti raccontandoli con le armi della letteratura, senza preoccupazione di «verità», piuttosto di verosimiglianza interpretativa”, con buona pace del tema l’inedito di Juan Rodolfo Wilcock e “Aria di braverìa: appunti queer sui «Promessi Sposi»” di Tommaso Giartosio valgono il numero, sul resto taccio.

The Spending Review su suggerimento di Francesco Pacifico “ha chiesto a qualche autore che tiene famiglia, o paga affitto, o ha un padre spiantato, di raccontare cos’è amministrare il denaro”, ottima risposta di Simona Vinci (trovate il suo scritto on-line qui); ho trovato poi molto interessante nella sezione Riflessioni “Difesa della poesia” di Giuseppe Conte. In La società dei poeti estinti “cinque scrittori italiani cresciuti dopo I Simpson raccontano in questa sezione il loro rapporto con un poeta del secondo Novecento da cui sono stati contagiati” (sic!), suggestive le riflessioni di Paolo Di Paolo e Giancarlo Liviano D’Arcangelo; in Riflessioni “La verità, vi prego, sul realismo” di Raffaello Palumbo Mosca non mi ha deluso anche se parla troppo di Piperno 😉

Avrete capito come Nuovi Argomenti si riveli dunque uno strumento prezioso per analizzare una parte del mondo letterario là fuori, quello che sa come “l’autore oggi [sia] sempre più una persona che fa circolare idee che altri ricordano” (parole di Giuseppe Granieri) più che qualcuno che “vuole pubblicare”. Oggi questo non è mai stato così facile, è essere scelti – da un pubblico o da un editore è indifferente –, più ancora che essere “scoperti” che è difficile.

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