Wu Ming 4, Difendere la Terra di Mezzo, per assumerci la responsabilità delle nostre azioni

Difendere la Terra di Mezzo di Wu Ming 4

Difendere la Terra di Mezzo di Wu Ming 4

Difendere la Terra di Mezzo di Wu Ming 4
Odoya, 2013, 18 €

«Tolkien ci racconta proprio questo: per quanto ci è possibile e per quanti condizionamenti possiamo subire, dobbiamo testardamente accettare di assumerci la responsabilità delle nostre azioni. Dobbiamo individuare un dovere, un viaggio da compiere, una battaglia da combattere, una quest. Perché è ciò che dà senso alla nostra esistenza, che ci aiuta a scoprire noi stessi, a metterci alla prova, e ci impedisce di diventare l’ombra dei nostri padri e madri».

Un altro libro su Tolkien? Beh, fossero tutti interessanti come questo la risposta non potrebbe essere che: “Sì, per favore”. Ho letto il Signore degli Anelli nella mia prima adolescenza, a metà degli anni Novanta, ricordo ancora la gioia di ricevere in dono l’edizione Rusconi con la sua mole tozza, le sue appendici e la sua mappa incollata in fondo al libro. L’opera di Tolkien era stata il passepartout per iniziare a leggere i libri fantasy che la biblioteca comunale del mio paese di Milano milanese metteva generosamente a scaffale, le saghe di David Eddings, Terry Brooks, Terry Pratchett, Robert Jordan (non citato da Wu Ming 4 tra gli epigoni dello scrittore inglese, chissà forse in una prossima edizione…) e ancora i Cicli di Dragonlance di Tracy Hickman e Margaret Weis solo per nominarne alcuni.

Difendere la Terra di Mezzo non suonerà del tutto sconosciuto a chi si interessa di letteratura fantastica nel nostro Paese dato che “raccoglie e amplia gli scritti e gli interventi pubblici di WM4 su J.R.R. Tolkien” apparsi ad esempio sul sito dell’Associazione romana studi Tolkieniani. Le quasi trecento pagine del volume, arricchite di immagini da una sapiente ricerca iconografica, contengono “una lettura inevitabilmente parziale dell’opera e del fenomeno, […] che vorrebbe [però] aiutare i lettori italiani a guardare un vecchio autore con occhi nuovi”, tratteggia come il libro di Tolkien sia stato accolto in Italia provando a rinarrare la storia della ricezione dei suoi scritti e soprattutto – e qui secondo me risiede il merito di questa raccolta di saggi – cerca una spiegazione sul “perché nessun autore fantasy sia ancora riuscito a eguagliare l’autore del Signore degli Anelli“, affermazione per me corrispondente al vero.

Dovessi suggerire all’autore qualche tema da approfondire meglio gli direi di scavare dove probabilmente per formazione non ha dimestichezza. Nel capitolo “Tradizioni, traduzioni, e tradimenti. I simbolisti all’opera”, molto gustoso, l’analisi su come il mondo cattolico ha accolto il Signore degli Anelli è troppo sintetica e mi sarebbe piaciuto saperne di più, io stesso “ne so di più” 🙂 Permettete una nota molto personale, ricordo un’estate di fine anni Novanta durante il campeggio organizzato dal mio ex oratorio, il sussidiario utilizzato da noi ragazzi altro non era che una riduzione con tanto di canzoni (che mi ricordo ancora!) dell’opera di Tolkien – a posteriori credo fosse Cari Hobbit, siamo in un bel pasticcio della casa editrice salesiana Ldc. Si è trattato dell’unico caso o ce ne sono altri? Qualche studente di Letteratura in cerca di un bell’argomento di tesi è in ascolto? 😉

A ogni modo, è il capitolo “L’eredità impossibile” che come suggerisco sopra giustifica in pieno una corsa in libreria per aggiudicarsi una copia di questo libro (Difendere la Terra di Mezzo è disponibile per ora solo in formato cartaceo e credo che in digitale non apparirà tanto presto) prima che finisca fuori catalogo, lo consiglio inoltre a chiunque si interessi di fantasy, dal lettore al critico fino allo scrittore. Riflettete solo su questo interrogativo che incontrerete nella lettura: “Quale romanzo fantastico affronta attualmente temi di […] portata [universale] con un atteggiamento altrettanto rigoroso, inscrivendoli dentro una storia epica, avventurosa, fantastica, non individualizzata né intimista, né innaffiata di buoni sentimenti e comportamenti politicamente corretti?”. E senza ironia? Anche se senza dubbio qualcuno là fuori è all’opera per superare Tolkien, al momento, così come a Wu Ming 4, non mi viene in mente nessuno.

In modo agile e scorrevole, facendo un dispetto a chi crede che i testi critici debbano essere letti solo da specialisti e proprio per questo sceglie prose involute a scapito di una produzione divulgativa alla portata di chiunque, Wu Ming 4 riesce nell’intento di spiegare perché “il mondo immaginario di Tolkien [che] raccont[a] nuovamente gli archetipi mitici e letterari nei tempi moderni non è quello dei creativi del cinema di animazione” ed è diverso da tutto quello che hanno prodotto gli scrittori a lui successivi, incapaci di essere a loro volta “fondatori di un discorso” in questo campo invece che ottimi imitatori. Il saggio del professor T.A. Shippey in chiusura di volume, le note mai a sproposito, la bibliografia e l’indice dei nomi fanno di Difendere la Terra di Mezzo un compendio aggiornato per l’appassionato di Tolkien cui le tesi dell’autore non potranno rimanere indifferenti, sia che le si sposi sia che le si neghi.

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