Archivi del mese: ottobre 2014

Vanni Santoni HG, Terra Ignota: le figlie del rito, quando le dee sognano inzia un’altra era

Terra ignota: le figlie del rito di Vanni Santoni HG

Terra Ignota: le figlie del rito di Vanni Santoni HG

Terra Ignota: Le figlie del rito di Vanni Santoni HG
Mondadori, 2014, 4,99 €

«Si sarebbe poi detto, in altri luoghi e mondi dove filtrò l’eco di quell’era e di quel mondo, che in quel periodo errabondo Ailis del Villaggio Alto compì molte grandi gesta».

Sapete già che Vanni Santoni lo conosco di persona quindi siete di fronte a una recensione trasparente, ho ricevuto l’ebook gratuitamente e l’autore mi sta simpatico, siete avvertiti 😉 Dopo “Terra Ignota: il risveglio”, ne ho scritto in questo post se volete rinfrescarvi la memoria, il progetto fantasy del poliedrico scrittore di Montevarchi prosegue con “Terra Ignota: le figlie del rito”, un secondo capitolo cui Mondadori ha regalato una copertina spettacolare se tenete conto di queste cose: cinque giganteschi serpenti che imparerete a conoscere bene leggendo questo romanzo.

“Terra Ignota: le figlie del rito” vi avviso subito è una corsa verso il Ragnarök, in barba ai miei consigli – in quel di Lucca Comics 2013 gli consigliai di fare di Terra Ignota una miniserie, magari a fumetti – Santoni invece di rallentare la prosa mette la quinta, o addirittura la sesta, evolvendo i personaggi principali della storia fino al livello di vere e proprie divinità. Allontanandoci un secondo dalla letteratura fantasy se avete mai letto Drangoball Z forse capirete cosa intendo: Ailis, Brigid, Lorlei e Morigan (le protagoniste) diventano nel corso della storia sempre più forti, tanto da decidere il destino di questa terra del Sogno.

Anche in questo episodio Ailis viene coninvolta in una “cerca”, forse quella più importante di tutte, quella di cercare e comprendere chi veramente è, mentre tutti intorno a lei sono forse fin troppo consapevoli (specie le sue sorelle, le figlie del rito) di quel che sono e di che cosa vogliono; in questo senso Ailis è anche il personaggio meno umano (e contemporanemente il più umano…) di Terra Ignota. A un certo punto se lo chiede anche lei, “Non siamo più… persone?” “Non lo siamo mai state” le risponde Brigid. E in un certo senso è vero dato che Ailis è l’incarnazione della figura dell’eroe così come lo cantiamo da millenni.

Parlavo di un precipitare degli eventi; non è solo un’impressione mia, viene anche esplicitato nel corso della lettura. Quando Ailis incontra il cavaliere Kai, ecco come le si rivolge: “Il fatto è che il mondo come lo conosciamo sta finendo, e se già prima le potenze si chiamavano, si attraevano, adesso tutto precipita: come in fondo a un setaccio o a un imbuto, tutto ciò che conta si aggrega e si ritrova”. Questo è vero per tutte le saghe fantasy – duravano anche più di cinque libri ricordate? – ma di sicuro in questo secondo volume la risoluzione degli eventi viene accelerata.

Come avete intuito “Terra Ignota: le figlie del rito” mi è piaciuto ma è volato via troppo velocemente. Qualcuno dirà che non è giusto, che di carne al fuoco ce n’è tantissima (ed è vero), che è per colpa del digitale che i miei occhi non hanno voluto soffermarsi sui personaggi, sulle descrizioni di terre favolose e arcane, che ci sono decine di citazioni disseminate da Santoni che simili all’etere avvolgono tutto questo libro al pari del precedente, che se l’avessi letto su carta lo avrei gustato di più, che va bene così, che è lecito chiudere un mondo in questo modo… Solo che a essere lettori di fantasy si diventa avidi di storie ^___^

Fatta salva la premessa (speriamo che Santoni non voglia chiudere qui questa sua parentesi fantasy, che qualche editore lo convinca a versare ancora sangue su queste terre del Sogno!) “Terra Ignota: le figlie del rito” ha in realtà come protagonisti gli uomini, non tanto le quattro (?) dee di cui vi ho scritto. Se si esamina la catena di eventi messi in moto dall’autore è l’umanità che sembra concorrere alla sua distruzione (?), prima per la brama di potere di H.H., poi per quella di un altro personaggio che purtroppo non posso rivelarvi senza rovinarvi il piacere di scoprirlo da voi.

In conclusione, Terra Ignota (entrambi i volumi) è un caleidoscopio che ci mostra in poco più di ottocento pagine come si possa creare un mondo fantastico “italiano” rispettando tutte le regole del genere; lo consiglio, leggete questo ciclo in due volumi prima di una saga di un autore USA sconosciuto qualsiasi e discutiamone qui fra i commenti se volete. Ripropone tra le altre cose un quesito caro al fantasy e alla fantascienza, se voi foste un dio, come vi comportereste nei confronti degli uoomini?

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Francesco M. Cataluccio, Che fine faranno i libri? Per guardare lucidamente avanti

Che fine faranno i libri? di Francesco M. Cataluccio

Che fine faranno i libri?
di Francesco M. Cataluccio

Che fine faranno i libri? di Francesco M. Cataluccio
nottetempo, 2010, 2,99 €

«Nemmeno il lettore piú bulimico riuscirebbe a star dietro alla produzione libraria odierna. La prospettiva di analisi va capovolta: ci sono troppi libri interessanti e troppi pochi lettori (e anche questi non hanno tempo a sufficienza per leggere tutto). Cosí accade che ogni libro venda poco e gli editori, e gli autori, finiscano col guadagnarci molto meno rispetto alle potenzialità dell’argomento. Ma la ricchezza e la varietà dell’offerta sono una delle poche caratteristiche positive della nostra cultura. Tentare di limitarle o regolamentarle sarebbe, oltre che impossibile, assolutamente sbagliato.».

Premessa (un’altra), non avrei mai comprato un titolo “gransasso” – questo il nome della collana – nottetempo di carta, non mi piacciono i minilibri, ma non vedo perché, per il costo di tre caffè, non debba regalarmi questo brevissimo testo di Francesco M. Cataluccio in digitale. Non conoscevo l’autore prima di ieri mattina quando ho letto un suo pezzo (“Lavorare per vivere”) sul Post che rispecchia il mio pensiero su troppi argomenti per non farmelo subito risultare simpatico; che bello scoprire poi che per vent’anni aveva bazzicato l’editoria e che aveva scritto nel 2010 alcune riflessioni sulle trasformazioni in atto in questo campo!

Non sapevo ad esempio che già cinque anni fa un editore come Roberto Civita, proprietario del Grupo Abril, il più grande conglomerato mediatico dell’America Latina, avesse compreso come “il dialogo non è più con i lettori, ma con i lettori che dialogano tra loro, e questo cambia la dinamica dell’impresa”. Cataluccio cita questa frase per parlare dei giornalisti e dei giornali del XXI secolo, che sempre di più devono mettere a disposizione nel racconto dell’informazione gli stessi strumenti utilizzati dai loro lettori: video, suoni ecc. ma un discorso analogo può essere fatto per gli editori tradizionali che non possono più campare solo sui lettori del libro stampato.

Cataluccio descrive all’inizio del suo breve saggio un lettore digitale, o meglio, il Kindle che si poteva acquistare all’epoca: costoso, ancora con uno schermo poco risoluto e privo di illuminazione. Anche cinque anni fa non senza ironia diceva: “Ho qui accanto a me il ‘nemico’ [del libro]”. Tuttavia centrava il punto riconoscendo nell’ereader non un avversario della lettura ma viceversa un potente apparato di lettura profetizzando che il libro smaterializzato, “divenendo meno certa la natura dell’autore, [farà sì che si] rafforzerà e assumerà maggiore importanza la figura dell’editore”.

In attesa che questa previsione si avveri (o gli editori si sveglino) è stata Amazon tuttavia a diventare in questo lustro più forte degli editori tradizionali, più influente persino di Apple, che del mercato del libro digitale, forse anche a causa della dipartita di Jobs, ha perso da tempo la bussola. Cataluccio del resto non poteva immaginare che Cupertino con il suo iPad appena presentato nel 2010 non avrebbe influito più di tanto nella diffusione del libro elettronico, a prender per buone le dichiarazioni di un suo dirigente Apple aveva appena un quinto del mercato degli ebook negli USA a metà 2013.

È utile rileggere oggi Che fine faranno i libri?, un testo ignaro dell’attuale battaglia tra Amazon (che detiene il potente apparato di lettura di cui sopra) e gli editori del pianeta tutti, confrontandolo magari con testi più recenti – uno su tutti Come finisce il libro di Alessandro Gazoia – che vedono un destino più incerto per il libro digitale. “Di fronte a una rivoluzione radicale, che renderà i libri immateriali e per certi aspetti incerti, non più chiusi e definitivi, [stiamo badando] a salvare l’idea del libro”? Questa affermazione dell’autore che ho girato in interrogativo non ha per ora risposta.

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Il costo di un ereader, intorno al prezzo giusto di un lettore digitale

"La Coca Cola, 85 cents?" "Cinquanta" "Ora sì"

“Una Coca Cola… 85 cents?” “Cinquanta cents” “Ora sì”

Possono esistere ereader di fascia alta e di fascia bassa? Un lettore digitale, quanto dovrebbe costare al consumatore? In fondo utilizzano una tecnologia, la carta digitale E Ink, che chi scrive tutti i giorni di questi argomenti in Rete definisce di nicchia se non addirittura obsoleta. Amazon in questi giorni è riuscita a scatenare senza volere negli USA un vivavce dibattito intorno al prezzo del Kindle Voyage. Pagare fino a 289 dollari un Kindle non è lesivo nei confronti dei diritti dei consumatori?

Segnalo i seguenti articoli per chi volesse approfondire (Engadget, Techtimes, VentureBeat e New York Times, di quest’ultimo soffermatevi sui commenti) ma ce ne sono molti altri; pur riconoscendo a Amazon di avere introdotto quest’autunno sul mercato un lettore digitale superlativo i dubbi sul prezzo traspaiono nelle recensioni e fioccano le profezie sul flop di vendite del Voyage che quelli di Seattle dovranno affrontare.

È lampante che Amazon debba affrontare adesso un bel cortocircuito; negli ultimi anni aveva abituato i clienti USA a ereader economici ben sotto i 100 dollari (Kindle) o molto buoni (Kindle Paperwhite) intorno a 139 dollari, come si permette adesso di pretendere 150 dollari in più per un “Paperwhite con uno schermo migliore”? Sì, d’accordo, ha anche un sistema di cambio pagina innovativo e un’illuminazione più efficace ma suvvia…

Amazon in realtà che sta facendo? Semplicemente non lascia scoperta una categoria di prodotti (gli ereader di fascia alta) che alla concorrenza (vedi Kobo Aura HD) ha dato soddisfazioni inaspettate e va in cerca di chi un ereader non l’ha ancora comprato – e fuori dagli USA forse non si rendono conto che sono ancora in tanti a non averne uno – oppure di chi dopo cinque anni magari vuole cambiarlo e può permetterselo. È vero che un lettore digitale “non invecchia” ma se posso avere un ereader migliore…

Dimentichiamo forse troppo in fretta che un’azienda privata è libera di immettere sul mercato un prodotto al prezzo che stabilisce senza dar retta ai consumatori, chi si ricorda che il primo Kindle costava 400 dollari nel 2007? Certo sorgono alcuni interessanti interrogativi. Gli ereader di fascia alta incontreranno i favori dei lettori oppure no? I pochi lettori forti rimasti si terranno stretto il loro Kindle Paperwhite snobbando il Voyage? Lo scopriremo nei prossimi tre mesi.

Immagine | Un giorno di ordinaria follia (1993)

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Kindle Voyage, Kobo Aura H2O o Tolino Vision 2 da regalare o regalarsi?

Resistente ad acqua e polvere, schermo ad alta risoluzione, gli ereader fine 2014

Resistenti ad acqua e polvere, schermi ad alta risoluzione (sopra il Kobo Aura H2O), gli ereader fine 2014

Un ereader per Natale? Pare che nonostante la disaffezione degli italiani per la lettura (non lo dico io, lo afferma l’AIE, l’Associazione Italiana Editori nel loro ultimo rapporto, per un approfondimento vi consiglio “Editoria libraria: Signori si cambia, o si muore” di Fausto Lupetti su affaritaliani.it) Amazon, Kobo e a sopresa anche IBS vogliano incentivare i lettori rimasti a passare al digitale.

Come? Mettendo loro a disposizione non lettori digitali economici (che ci sono, a meno di cento euro) ma al contrario “cari”, sempre una spesa contenuta se paragonata a quella per acquistare uno smartphone ultimo modello. Una lettura migliore passa del resto da uno schermo migliore, così come un buon libro deve essere stampato bene per non rimanere distratti durante la lettura da una lettera sbavata o da una piega della carta, almeno, questo vale per me!

Vi ho già scritto del Kobo Aura H2O a fine agosto, ricordate? Schermo E Ink Carta da 6,8 pollici – risoluzione di 1430×1080 pixel con 265 DPI –, certificato IP67 (ovvero impermeabile fino a 30 minuti a un metro di profondità con il ripara porta USB chiuso), 4GB di memoria e luce integrata, prezzo di listino 179 euro. Intanto anche Amazon ha stupito gli scettici, chi già prendeva in giro Kobo per il prezzo esagerato del suo ultimo ereader, presentando un mese fa insieme al nuovo Kindle Touch, il Voyage già in prevendita in Germania a 189 euro, prenotazioni alle stelle e disponibilità pressocché esaurita.

Che cosa ha di tanto speciale il Kindle Voyage? Ha lo stesso schermo del Kobo Aura H20 ma la sua diagonale da 6 pollici fa sì che abbia una risoluzione migliore (300 DPI) come spiega il sempre preciso Simone Bonesini su ebookreaderitalia.it: 4Gb di memoria, un sensore che come su tablet e smartphone regola automaticamente l’intensità della luce integrata dello schermo e un nuovo sistema di cambio pagina che utilizza la cornice del dispositivo – non è più necessario picchiettare sullo schermo per procedere nella lettura, un’altra caratteristica interessante per i lettori veloci. Non è certificato IP67 quindi attenti all’acqua.

Alla Fiera del libro di Francoforte un terzo concorrente è poi sceso inaspettatamente in campo nella disfida degli ereader di natale 2014, il Tolino Vision 2 (qui un bel post con videorecensione uscito su notebookitalia.it); ricordate? A marzo 2013 un’alleanza di editori e librai aveva dato vita a un ereader tedesco intenzionato a dare filo da torcere a Kindle in Europa, il Tolino Shine. In un anno e mezzo Tolino non sarà stato forse il “Kindle killer” che i tedeschi auspicavano ma di sicuro ci sta provando espandendosi anche in altri mercati come quello italiano in partnership con IBS.

Il Tolino Vision 2 è un ereader resistente ad acqua e polvere con uno schermo da 6 pollici E Ink Carta – migliorando l’offerta attuale di IBS che aveva i suoi lettori Leggo “fermi” al E Ink Pearl – 1024×758 pixel (165 DPI), 2GB di memoria espandibili tramite microSD e come il Voyage un sistema di cambio pagina slegato dallo schermo. Date le dotazioni inferiori a Aura H2O e Voyage avrà anche un costo più basso tra i 129 e i 149 euro***. Se non avete ancora acquistato un ereader o intendete passare quello che già possedete al fidanzato/a, alla mamma o al papà ecc. avete l’imbarazzo della scelta quest’inverno.

*** Aggiornamento: Prezzo confermato del Tolino Vision 2 in Italia via IBS: 149 euro. Trovate la scheda con presentazione e caratteristiche su www.ibs.it/ebook/tolino/ IBS venderà anche il Tolino Shine a 99 euro.

Immagine | Kobo Aura H2O

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