Startup editoriali digitali: Bookolico, dalla vendita allo streaming degli ebook anche in Italia

9,90 euro al mese per leggere tutti i libri digitali che ti piacciono? Bookolico

9,90 euro al mese per leggere tutti i libri digitali che ti piacciono? Bookolico

Libri digitali in abbonamento? Sembra che questa fine 2014 abbia messo il pedale sull’acceleratore per quel che riguarda l’alterità dell’ebook rispetto al libro tradizionale. Non solo il libro digitale non ha più un supporto fisico ma forse il suo modello di fruizione si sposa meglio con una tariffa d’accesso fissa rispetto a un prezzo di copertina un tanto a titolo. Bookolico propone proprio questo, a poco meno di dieci euro al mese ti faccio leggere tutte le storie che vuoi. Grazie alla loro disponibilità ho fatto una chiacchierata con Marco Cardillo – come prima di me hanno fatto i ragazzi di Way to ePub – per capire meglio la loro offerta. 

Complice il lancio di Kindle Unlimited in Italia questo autunno, Bookolico sta guadagnando molta visibilità; tuttavia oltre a essere una start-up impegnata nell’editoria digitale almeno dal 2012, e questo l’abbiamo capito, siete prima di tutto delle persone. Quanti siete, chi siete e quali esperienze avete? Come si è costruita la squadra che sta dietro alla vostra piattaforma?

Il team di Bookolico è composto da quattro ragazzi, tutti under-30. Le nostre competenze sono molto eterogenee, e probabilmente questo è uno dei nostri punti di forza. Abbiamo creato Bookolico una volta conclusa l’università: Giuseppe, da cui tutto è partito all’inizio del 2012, è laureato in Ingegneria Gestionale; Davide in Ingegneria Informatica; Gianluca in Economia e direzione delle imprese; infine, ci sono io, Marco, laureato in Psicologia dell’Organizzazione. Insomma, quattro percorsi formativi e professionali diversi, che si sono integrati in Bookolico.

La vostra mission dichiarata è nientemeno che la creazione di un nuovo modello editoriale, parole vostre. Quali rapporti avete con altre realtà italiane – pensiamo a Bookstreams per rimanere nel vostro ambito – o straniere magari che stanno percorrendo la vostra stessa strada? Quali sono le vostre previsioni di crescita per il vostro modello di business?

La nostra mission è, in effetti, molto ambiziosa. Ma per creare una startup digitale, in Italia, nel mondo dell’editoria… devi necessariamente essere ambizioso. Il nuovo modello editoriale che proponiamo consiste nel passaggio dall’economia della vendita, all’economia dello streaming. In altre parole, le persone, anziché comprare il prodotto, lo usano in streaming, pagando un abbonamento. Questo non cambia soltanto le abitudini del lettore; ma cambia, forse ancora di più, le abitudini dell’editore, che inizia a guadagnare i propri soldi in un modo completamente nuovo rispetto al passato, e a cogliere opportunità che non avrebbe mai immaginato prima. In Italia ci sono altre realtà simili alla nostra, ma con differenze sostanziali. Tu ricordi Bookstreams, ma va citato anche il progetto LEA di Laterza e, ovviamente, Kindle Unlimited di Amazon. Tutti servizi interessanti, ognuno con le proprie peculiarità. Nel mondo, invece, ci piace molto l’americana Oyster, così come la spagnola 24Symbols. Noi, comunque, crediamo di avere alcuni vantaggi rispetto agli altri servizi; speriamo di convincere di questo editori e lettori!

Rileggendo un po’ la vostra storia ci è parso di capire che un punto di svolta per voi sia stato il passaggio da piattaforma per ebook scritti da selfpublisher a piattaforma per ebook curati da editori. Cosa vi ha portato a questa scelta? Cosa pensate di Kindle Unlimited che offre entrambi questi ebook con momentaneamente netta prevalenza degli ebook autopubblicati?

Abbiamo scelto di cambiare strada perché l’esperienza con il selfpublishing ci ha permesso di conoscere da vicino l’industria editoriale, i suoi problemi e le sue prospettive future. Così abbiamo iniziato a coltivare il grande sogno di creare una piattaforma per la lettura di ebook in streaming, tramite abbonamento. Insomma, una sorta di Spotify per i libri. Il progetto, quindi, nasce dall’analisi del mercato e dei suoi trend; ma è arricchito dalla nostra visione e ambizione, senza le quali non saremmo qui. Il selfpublishing, comunque, è uno degli aspetti più interessanti dell’editoria contemporanea, e non è assolutamente escluso che riprenderemo a trattarlo, un giorno. Se Kindle Unlimited, così come Oyster e altri, offrono anche titoli autopubblicati, è fondamentalmente per incrementare la quantità di titoli in catalogo. La grande sfida per tutti i servizi di streaming di ebook, infatti, è quella di mettere insieme un catalogo grande ed eterogeneo, coinvolgendo sia le case editrici più famose, sia quelle piccole e indipendenti. 

Bookolico_2

Siete prossimi al lancio ufficiale della vostra piattaforma, come sta andando la fase di sperimentazione? Cosa avete imparato dagli utenti che l’hanno sperimentata finora? Bookolico ha una parte social di condivisione delle letture che ci ricorda quelle sperimentate da Amazon e Kobo tra gli altri, che peso ha all’interno del vostro progetto? Quanto l’hanno sfruttata i beta tester del servizio?

Siamo molto soddisfatti dei risultati del test. Il nostro scopo era ricevere feedback sia dai lettori sia dagli editori. I lettori hanno apprezzato questa nuova modalità di lettura, in particolare la possibilità di navigare facilmente tra un libro e l’altro, senza limiti di tempo e senza fare alcun download. Inoltre il test si è rivelato utilissimo per tutte le segnalazioni che abbiamo raccolto, le critiche costruttive e i suggerimenti. La nostra parte social è ancora ad uno stadio embrionale, come del resto tutta l’app; devo dire, però, che ai lettori piace molto la possibilità di votare e commentare i libri, creare la propria libreria e sbirciare quella degli altri utenti. D’altronde, servizi come aNobii e Goodreads dimostrano che il social network per i libri funziona. Quello che Bookolico aggiunge, è la possibilità di leggere anche i libri. Agli editori, invece, abbiamo chiesto di testare l’applicazione per toccare con mano la sostenibilità economica del nostro modello. Proprio in questi giorni stiamo distribuendo gli incassi del mese di ottobre… adesso aspettiamo i feedback degli editori a riguardo.

Raffreddiamo un po’ gli entusiasmi di chi come me avrebbe voluto provare subito la vostra piattaforma; “solo” chi ha un iPad può diventare un utente Bookolico: state già lavorando per espandervi in ambienti Android? Anche se leader, Apple sta perdendo terreno in questo mercato. Infine, rispetto agli ebook reader come vi ponete? Rientrano nel vostro progetto?

La nostra intenzione è rendere Bookolico un’app multi-device. Apple rappresenta solo il punto di partenza, ma, man mano che cresceremo, vogliamo perfezionare l’app (c’è ancora tantissimo lavoro da fare) e portarla al più presto sui tablet Android, sugli smartphone e su desktop. Per gli ereader è un po’ più complicato, dato che generalmente non sono così sofisticati tecnologicamente da supportare una vera e propria app. Ma di sicuro li teniamo in considerazione. Anzi, posso anticiparti che Bookolico è piaciuta molto a una società produttrice di ereader; stiamo cercando di capire come possiamo collaborare insieme. 

A Kindle Unlimited ha aderito una minoranza degli editori storici italiani (Giunti, Newton Compton e Fazi); scorrendo la vostra “vetrina” vediamo sigle editoriali che della proposta in streaming di Amazon per ora non si vedono come Feltrinelli, Hoepli…  come sta andando la vostra campagna di reclutamento? A pieno regime in quanti saranno presenti sulla vostra piattaforma e con quali titoli? 

Gli editori che hanno firmato il nostro contratto sono circa una trentina. Alcuni di loro in realtà stanno solo testando il servizio fino alla fine di novembre. Valuteranno in seguito se aderire o meno. Siamo fiduciosi su molti di loro… speriamo bene! Pensiamo che il numero degli editori aumenterà sensibilmente una volta che saremo online, quindi il catalogo attuale è soltanto un punto di partenza. Per quanto riguarda la scelta dei libri da inserire sulla nostra piattaforma, lasciamo decidere gli editori. Generalmente, comunque, gli editori aderiscono con il loro intero catalogo di ebook.

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4 commenti

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4 risposte a “Startup editoriali digitali: Bookolico, dalla vendita allo streaming degli ebook anche in Italia

  1. L’ha ribloggato su Una Lettricee ha commentato:
    Vogliono creare nuovo modello editoriale: propongono romanzi e saggi in ebook in abbonamento a 9,90 euro al mese. Sono il team di Bookolico, 4 giovani under 30 che hanno creato una piattaforma di lettura in streaming. Qui sotto l’intervista del Lettore Digitale, Luca Albani.
    Amici lettori, voi cosa ne pensate? Vi abbonereste?

  2. Continuo a non essere convinto della sostenibilità del modello di business ma mi auguro di essere smentito

    • Ciao impossiball,
      i tuoi dubbi sono del tutto legittimi. Anzi, ti dirò di più: i servizi che, in Italia così come negli USA o altrove, vogliono creare un servizio di streaming per gli ebook, hanno, come scoglio principale, proprio il modello di business. Si tratta di creare un modello che sia sostenibile per gli editori, e, di conseguenza, anche per gli altri attori editoriali (a partire dagli autori). Proprio in questo periodo stiamo facendo testare l’applicazione a diversi editori, anche grandi. Vediamo se troveranno il nostro modello di business congruo. Quello che mi piace rimarcare sempre, è che Bookolico distribuisce il 70% dei propri introiti agli editori. Insomma, la nostra priorità è quella di creare un servizio remunerativo per gli editori, e lavoriamo ogni giorno per migliorarlo in questa direzione.

      Grazie a Luca per l’intervista, grazie ai lettori e a chi commenta, condividendo le proprie impressioni.

      Marco

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