Archivi del mese: dicembre 2014

Case editrici digitali: Lettere Animate Editore, da Martina Franca ebook di narrativa italiana per una editoria senza fronzoli

"L'Home Page vetrina della casa editrice Lettere Animate"

“L’Home Page vetrina della casa editrice Lettere Animate”

Complice Twitter sono venuto a sapere dell’esistenza di una casa editrice pugliese di libri digitali, Lettere Animate Editore; che cosa pubblica questa giovanissima realtà della provincia di Taranto? Fantascienza, fantasy, thriller, erotismo (romanzi) e racconti brevi, sono davvero aperti a buona parte dei desiderata degli aspiranti scrittori di oggi. Ricevono, selezionano, curano e pubblicano in digitale gli autori su cui scommettono premettendo: “Noi non abbiamo la pretesa di lanciare prodotti perfetti, noi vogliamo lanciare prodotti visibili”. Di sicuro li trovate dappertutto, da Amazon, Apple, laFeltrinelli, Kobo fino a Ultima Books, Bookrepublic ecc. Proprio questo approccio esplicitamente commerciale all’oggetto libro (o alla commodity ebook se volete) mi ha incuriosito e mi ha spinto a contattare Roberto Incagnoli, il direttore editoriale di Lettere Animate.

A gennaio 2015 festeggerete tre anni di attività, avete già quasi una cinquantina di testi pubblicati in formato cartaceo mentre gli ebook se non andiamo errati sono quasi 300… la sensazione è che l’editoria digitale corra veloce rispetto a quella tradizionale, non siete per intederci un editore che in dieci anni pubblica poco più di cento libri o che abbia paura di abitudini di lettura “nuove”, nate insieme al XXI secolo (tablet, smartphone ecc.), è così?

RI: Tre anni sono tanti nell’editoria di oggi, già esserci arrivati è un grande successo. Noi abbiamo uno standard di pubblicazione che in questi tre anni abbiamo adattato al mercato e alle esigenze di budget e di business plan. Siamo partiti pubblicando in cartaceo, per poi fare le doppie versioni (cartaceo+ebook) per poi dedicarci solo al digitale per una questione meramente distributiva. Da gennaio molti dei nostri titoli digitali saranno anche in “print-on-demand”. Cerchiamo di adattarci al tempo in cui si vuole fare commercio, al tipo di commercio più idoneo per dare visibilità a noi e ai nostri autori. Crediamo nel digitale e crediamo in una fruizione libera dei contenuti. Molte volte dico ai nostri autori che l’unico modo di emergere per uno “sconosciuto” è il free download per poi creare, sopra i numeri dell’ebook gratuito, il prodotto commerciale.

Un primo bilancio? Perdonami ma è una domanda d’obbligo per tutte le case editrici appena nate e, permetti, per 4/5 digitali come la vostra, che contatto. Siete una realtà piccola (tre persone, tu, Daniela e Mary) che riesce a stare in piedi soprattutto con le vedite degli ebook – ancora risicate nel nostro paese se guardiamo invece agli USA – oppure il vostro modello di business ha necessità, come per altri editori medi-piccoli, di altre entrate? Se sì quali?

RI: Riguardo al bilancio di cui mi chiedi, ti riassumo i numeri dell’ultimo anno (2014) in cui abbiamo virato decisamente al digitale facendo scaricare (sia a pagamento che gratuitamente) circa 40.000 ebook. Può sembrare un numero alto (economicamente) ma non lo è, perché tra IVA, distribuzione e tasse varie non rimane moltissimo e quello che noi facciamo è re-investire totalmente gli introiti della casa editrice. Il discorso altri lavori è un discorso che può essere applicato a molti ambiti lavorativi. Io sono un consulente, ho lavorato per molti anni in vari settori sia da privato sia come dipendente, sarebbe alquanto sciocco “rifiutare” lavori esterni di consulenza, però il mio e il nostro laovoro rimane focalizzato su Lettere Animate.

Leggendo il tuo blog personale (robincagnoli.tumblr.com) Roberto e navigando nel sito della vostra casa editrice è forte la sensazione che, pur volendo appartenere al mondo editoriale italiano a pieno titolo, sentiate forte l’esigenza di differenziarvi da quello che è esistito finora, ci sbagliamo? Una curiosità, che rapporti avete con altre realtà simili alla vostra? Pensiamo a editori come goWare, Lite Editions e Nobook che a giugno 2014 hanno organizzato a Milano una colazione in cui si sono riunite presentando i loro autori.

RI: Non abbiamo la presunzione di dire “stiamo innovando” abbiamo l’onestà intelettuale di dire “facciamo o cerchiamo di fare delle cose diverse” che non sempre è un bene. Abbiamo un modo di lavorare sicuramente differente da quello dell’editoria tradizionale (piccola o grande che sia) non ce la sentiamo di giudicare l’operato altrui (anche se spesso veniamo giudicati con strana cruenza), di solito l’unione fa la forza ma crea anche delle rivalità professionali sulle linee da seguire. Noi non avremmo nessun problema a confrontarci con altre realtà per creare una tavola rotonda e imboccare una direzione utile per tutti, spesso però vedo idee discutibili e modi di comportarsi altrettanto discutibili. Però se altre realtà digitali volessero parlarci sarebbe utile. Ho anche espresso la volontà di avere un confronto pubblico (per esempio in un hangout di Google) a più editori. Vedremo se ci sarà qualcuno che lo vorrà organizzare.

Avete la vostra sede a Martina Franca in provincia di Taranto. Ai tempi dell’editoria 1.0 sareste stati principalmente un “editore del territorio” lontani come siete sia dalle canoniche città del libro – Milano, Roma, Torino… – sia dal vostro stesso capoluogo di regione. Cosa significa fondare una casa editrice digitale oggi? Forse aprirsi all’Italia intera nel vostro caso? Oppure avete comunque un occhio di riguardo per la Puglia?

RI: Il territorio per me non è mai stato un problema, è il territorio che è un problema per il territorio stesso. Le difficoltà ci sono specialmente perché abbiamo in mente di aprire una “accademy” dedicata agli scrittori (e agli artisti in generale) e il nostro territorio è troppo isolato per poter accogliere idee di questo genere. Aprire una casa editrice digitale oggi è facile, è facile dire in rete “siamo dei geni del marketing” condividendo qualche post simpatico, è facile avere visibilità ma è molto difficile gettare solide fondamenta. Bisogna avere delle conoscenze di base e queste conoscenze devono essere studiate. Sicuramente la Rete aiuta a non avere confini, dall’altro lato non si ha però una conoscenza netta del territorio in cui ci si trova. Nel 2015 apriremo una collana dedicata alla Puglia e alle sue tradizioni anche se in questi tre anni la Puglia, e in particolare Martina Franca, ha ignorato completamente il nostro lavoro di valorizzazione. Questa rimane la criticità principale di chi vive in realtà chiuse come la nostra.

Puntate solo su autori in cui credete e siete trasparenti con loro per quanto riguarda i contratti e tutto quel che riguarda il libro/ebook una volta che è stato immesso nel mercato. Lettere Animate Editore, oltre a essere una una casa editrice di vetro, è un’azienda che rivendica pure una vocazione generalista pubblicando storie appartenenti a tanti generi diversi senza per questo inquadrarli in collane. Non vi sentite a volte troppo sbilanciati verso l’autore, privi di una vostra identità? O nell’era Amazon questo è normale?

RI: Questa è una questione commerciale, probabilmente tornado indietro faremmo alcune scelte diverse (non parlo né di libri né di autori) per quanto rigaurda alcune impostazioni aziendali, però cerchiamo di prendere un bacino d’utenza vasto e vario. Noi non facciamo “cultura”, facciamo commercio, la cultura è qualcosa di troppo alto per avere l’obiettivo di poterla anche solo creare, un’azienda, senza troppi finti moralismi, deve fare commercio, deve incassare e provare a ingrandirsi. Per questo non abbiamo limiti sul contenuto dei nostri prodotti.

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Violetta Bellocchio, Il corpo non dimentica, attenti se pensate che niente possa minacciarvi

Il corpo non dimentica di Violetta Bellocchio

Il corpo non dimentica di Violetta Bellocchio

Il corpo non dimentica di Violetta Bellocchio
Mondadori, 2014 (edizione digitale), 9,99 € (ebook), 17 € (libro)

«Noi accettiamo di diventare dipendenti da qualcosa perché la dipendenza è vita allo stato più puro: la dipendenza è sangue e ossa e seme e acqua, denti e sudore, pelle, fuoco; la dipendenza ci fa stare in ginocchio davanti a qualcosa che non capiamo».

C’è una spina al contrario sulla copertina di questo ebook, una spina che invece di protendersi verso l’esterno a protezione dello stelo, lo punge. Una spina che non risponde più all’esigenza di difendere la pianta ma la ferisce, o meglio, riconoscendo alla rosa una propria volontà siamo di fronte a un essere vivente che scientemente si fa del male. In natura a quanto pare c’è solo l’uomo che consapevolmente tenta di distruggersi (non parlo di lasciarsi morire, quello lo fanno anche gli animali). Bellocchio ci racconta proprio di questo, di quando rinunciamo a stare al di qua dalla linea gialla, perché dall’altra parte si è troppo vicini ai binari e il treno che passa potrebbe risucchiarci sotto, maciullandoci.

Fatevi un favore e leggete questo ebook, se non intendete comprarlo perché non vi piace la copertina – io l’ho capita solo dopo aver letto la storia narrata da Bellocchio – prendetelo in biblioteca; potreste anche non aver piacere di avere in casa o sul proprio ereader un racconto così. Così come? Materico, come quando a passeggio per strada eviti una macchia di vomito sul marciapiede. Ci siamo capiti? Non è un libro innocuo “Il corpo non dimentica”. Non è semplice stare ad ascoltare una donna che ti spiega come un bicchiere d’alcol, con tanti saluti alla tradizione italiana del vino in tavola, possa influenzare fino quasi ad annientare l’esistenza di una persona, come una bottiglia in una giornata possa essere “poco”.

Se dopo le due righe che ho messo insieme sopra state pensando: “Dai su, sbronzarsi ogni tanto come può essere un problema?” leggete questo ebook. Se siete tra gli approfittatori di sfortunate amiche che alzano un po’ il gomito leggete per la prima volta una che vi conosce: “Ci sono altri ragazzi, sempre, che gravitano intorno a me, perché loro questo fanno: gravitano intorno a quelle come me. È la natura”. Se vi è venuta in mente almeno una persona che secondo voi beve troppo scorrete ascoltate Bellocchio quando vi chiede perché non siete intervenuti, perché avete lasciare quella vita andare in nero come scrive lei: “Quanto vi facciamo piangere, per trenta secondi, quante risate vi abbiamo fatto fare”.

Non è la storia di una redenzione “Il copro non dimentica”, assomiglia molto di più alla narrazione di una presa di coscienza. Poteva scomparire Bellocchio, apparire fra qualche anno troppo giovane con nome, cognome, parenti e colleghi dolentissimi nelle pagine dedicate ai necrologi del Corriere – una delle tante morti legate all’alcol che ignoriamo – però, in un mondo che rincorre la felicità, ha trovato nella rabbia, in una forma di rabbia “buona”, la motivazione giusta per smettere. Per continuare a smettere se mi permettete l’espressione, perché come spiega bene Bellocchio, pensate davvero che se siete stati alcolisti potete tornare a non esserlo? No signore.

E poi, soprattutto, l’autrice a mio giudizio mette in risalto quel che perdiamo se siamo dipendenti da qualcosa: il tempo. Se siamo fortunati e siamo assogettati a qualcosa che almeno non danneggia il nostro corpo sprechiamo comunque una parte della nostra vita, quando abbiamo una dipendenza. Ore, giorni, anni che nessuno ci ridarà mai. I libri non ti cambiano la vita ma le testimonianze come quelle di Bellocchio ti rendono più consapevole di quel che ti circonda. E se quel che ti sta attorno sono tante persone che bruciano di una fiamma invisibile magari questo ebook vi aiuterà a scorgerne il bagliore, poi dovrete decidere voi che fare. Buona lettura.

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Kindle Paperwhite, Kobo Aura, Tolino Shine, tra gli ereader a meno di cento euro o poco più

Natale 2014: le feste natalizie degli ebook ereader?

Natale 2014: sotto l’albero anche il Kobo Aura scende sotto i cento euro

A dicembre 2014, ancora prima dell’Immacolata, di Santa Lucia e del Santo Natale c’è un po’ di movimento in Italia nel mercato degli ebook reader. A meno di contromosse di Amazon [che infattti sono arrivate, andate in fondo al post, ndLuca], che lascia in vendita il suo Kindle Paperwhite a 129 euro, gli ereader di fascia media della concorrenza – Kobo Aura (Mondadori/laFeltrinelli) e Tolino Shine (IBS) – costano trenta euro in meno: 99 euro. In realtà è solo Kobo a giocare al ribasso, scontando appunto di trenta euro il suo Aura fino a fine mese, dato che il prezzo del “nuovo” Tolino Shine di IBS non cambia, è da listino inferiore ai cento euro.

Ho già dedicato un post ai lettori digitali di fascia alta – Kindle Voyage (non ancora disponibile in Italia), Kobo Aura H2O, Kindle Vision 2 – ma se intendete spendere meno di 130 euro per darvi alla lettura digitale non avete che da scegliere quest’anno. Potete affidarvi al vostro fornitore online italiano di libri preferito, Internet Bookshop (IBS), affiancato da questo autunno dagli ereader di Deutsche Telekom, oppure a Kobo e alla sua integrazione, ancora un po’ farraginosa, con gli store Mondadori e laFeltrinelli. Spendendo un po’ di più c’è sempre Amazon col suo Paperwhite.

Forse la maggioranza di chi intende comprare un ereader quest’inverno non lo sa ma due di questi lettori su tre condividono lo stesso schermo, un eInk®Pearl da 6 pollici (15,2 cm di diagonale) con risoluzione 1024 x 758 pixel, parlo di Kobo e Tolino. Kindle Paperwhite per 129 euro può contare su uno schermo più recente e più performante, l’eInk®Carta; vi rimando a un post di Simone Bonesini su ebookreaderitalia.com se volete capire quali sono i suoi punti forza. Si parla di leggere meglio quindi impiegate qualche minuto per schiarirvi bene le idee.

Tutti e tre hanno un sistema di illuminazione integrata che non affatica la vista illuminando lo schermo (e non voi come capia con telefonini e tablet); due pesano poco meno di due etti (Kobo e Tolino), Kindle un po’ di più (206 g); Kobo è il più contenuto per dimensioni e spessore ma siamo lì, gli altri sono più grandi di appena 15 mm; la batteria vi stupirete di quanto dura se non avete mai usato un dispositivo eInk; Kobo (2GB) e Tolino (1GB) possono espandere la propria memoria interna via scheda micro SD fino a 32 GB mentre Amazon vi promette il Cloud se avete problemi di spazio.

Che cos’altro? Forse la differenza sostanziale è che Kobo e Tolino si aprono a store/librerie on-line diversi da quello di Kindle, non sono un sistema chiuso talmente efficiente che non c’è motivo di cercare un ebook fuori da Amazon. Anzi, di recente ha pure lanciato Kindle Unlimited, un servizio che ti consente di leggere quanti ebook vuoi a 9,99 euro al mese. A oggi se avete Kobo e Tolino potete invece prendere un ebook in prestito gratuitamente attraverso il sistema MLOL adottato da molte biblioteche pubbliche italiane, se avete Kindle no. Ne sapete abbastanza per diventare un lettore digitale? 😉

Aggiornamento venerdì 5 dicembre 2014: che vi avevo detto? A meno di reazioni da parte dei ragazzi di Seattle… E infatti fino a giovedì 18 dicembre Amazon ha ribassato il prezzo del Kindle Paperwhite di trenta euro. Sarà un caso. Riassumendo: costerà per due settimane 99 euro, giusto il tempo di comprarlo e metterlo sotto l’albero o decidere di regalarlo a qualcuno per queste feste natalizie.

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