Violetta Bellocchio, Il corpo non dimentica, attenti se pensate che niente possa minacciarvi

Il corpo non dimentica di Violetta Bellocchio

Il corpo non dimentica di Violetta Bellocchio

Il corpo non dimentica di Violetta Bellocchio
Mondadori, 2014 (edizione digitale), 9,99 € (ebook), 17 € (libro)

«Noi accettiamo di diventare dipendenti da qualcosa perché la dipendenza è vita allo stato più puro: la dipendenza è sangue e ossa e seme e acqua, denti e sudore, pelle, fuoco; la dipendenza ci fa stare in ginocchio davanti a qualcosa che non capiamo».

C’è una spina al contrario sulla copertina di questo ebook, una spina che invece di protendersi verso l’esterno a protezione dello stelo, lo punge. Una spina che non risponde più all’esigenza di difendere la pianta ma la ferisce, o meglio, riconoscendo alla rosa una propria volontà siamo di fronte a un essere vivente che scientemente si fa del male. In natura a quanto pare c’è solo l’uomo che consapevolmente tenta di distruggersi (non parlo di lasciarsi morire, quello lo fanno anche gli animali). Bellocchio ci racconta proprio di questo, di quando rinunciamo a stare al di qua dalla linea gialla, perché dall’altra parte si è troppo vicini ai binari e il treno che passa potrebbe risucchiarci sotto, maciullandoci.

Fatevi un favore e leggete questo ebook, se non intendete comprarlo perché non vi piace la copertina – io l’ho capita solo dopo aver letto la storia narrata da Bellocchio – prendetelo in biblioteca; potreste anche non aver piacere di avere in casa o sul proprio ereader un racconto così. Così come? Materico, come quando a passeggio per strada eviti una macchia di vomito sul marciapiede. Ci siamo capiti? Non è un libro innocuo “Il corpo non dimentica”. Non è semplice stare ad ascoltare una donna che ti spiega come un bicchiere d’alcol, con tanti saluti alla tradizione italiana del vino in tavola, possa influenzare fino quasi ad annientare l’esistenza di una persona, come una bottiglia in una giornata possa essere “poco”.

Se dopo le due righe che ho messo insieme sopra state pensando: “Dai su, sbronzarsi ogni tanto come può essere un problema?” leggete questo ebook. Se siete tra gli approfittatori di sfortunate amiche che alzano un po’ il gomito leggete per la prima volta una che vi conosce: “Ci sono altri ragazzi, sempre, che gravitano intorno a me, perché loro questo fanno: gravitano intorno a quelle come me. È la natura”. Se vi è venuta in mente almeno una persona che secondo voi beve troppo scorrete ascoltate Bellocchio quando vi chiede perché non siete intervenuti, perché avete lasciare quella vita andare in nero come scrive lei: “Quanto vi facciamo piangere, per trenta secondi, quante risate vi abbiamo fatto fare”.

Non è la storia di una redenzione “Il copro non dimentica”, assomiglia molto di più alla narrazione di una presa di coscienza. Poteva scomparire Bellocchio, apparire fra qualche anno troppo giovane con nome, cognome, parenti e colleghi dolentissimi nelle pagine dedicate ai necrologi del Corriere – una delle tante morti legate all’alcol che ignoriamo – però, in un mondo che rincorre la felicità, ha trovato nella rabbia, in una forma di rabbia “buona”, la motivazione giusta per smettere. Per continuare a smettere se mi permettete l’espressione, perché come spiega bene Bellocchio, pensate davvero che se siete stati alcolisti potete tornare a non esserlo? No signore.

E poi, soprattutto, l’autrice a mio giudizio mette in risalto quel che perdiamo se siamo dipendenti da qualcosa: il tempo. Se siamo fortunati e siamo assogettati a qualcosa che almeno non danneggia il nostro corpo sprechiamo comunque una parte della nostra vita, quando abbiamo una dipendenza. Ore, giorni, anni che nessuno ci ridarà mai. I libri non ti cambiano la vita ma le testimonianze come quelle di Bellocchio ti rendono più consapevole di quel che ti circonda. E se quel che ti sta attorno sono tante persone che bruciano di una fiamma invisibile magari questo ebook vi aiuterà a scorgerne il bagliore, poi dovrete decidere voi che fare. Buona lettura.

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