Niklas Natt och Dag, 1793, non ci saranno che tenebre adesso?

1793 Niklas Natt och Dag

1793 di Niklas Natt och Dag

1793 di Niklas Natt och Dag
Traduzione di Gabriella Diverio e Alessandra Scali
Einaudi editore 2019, 490 pagine; 20 €; ebook 9,99 €

– Venite anche voi dal commissariato di polizia?
– In un certo senso. Diciamo che sono un collaboratore occasionale. Mi manda il commissario. E voi, Jean Michael? Che cosa vi porta al cimitero di Maria Magdalena a quest’ora di notte?

L’argomento della mia tesi di laurea ha riguardato l’amministrazione della giustizia nella Lombardia settecentesca. Capirete che quando Einaudi mi ha inviato in omaggio una copia di “1793” non potevo essere più contento. Sono tornato con la memoria agli ultimi giorni del Ducato di Milano, che già dal 1796 era diventato la Repubblica Transpadana. Anche la Stoccolma tratteggiata dalla penna di Niklas Natt och Dag vive nell’ombra della Rivoluzione francese, il trono è vacante in seguito all’assassinio del re Gustavo III e nelle locande riecheggia spesso la Marsigliese (la testa di Luigi XVI è del resto rotolata nella polvere il 21 gennaio 1793, è forse giunta l’ora che il popolo vessato dalla nobiltà prenda il potere anche in Svezia?).

“1793” ha il passo sicuro dei romanzi storici basati su solide ricerche, l’autore nella postfazione vi dirà anche quali licenze s’è concesso (ve l’anticipo, molto poche) per ricreare il mondo in cui si muovono i suoi personaggi. Il Settecento è stato per gran parte un secolo terribile per essere al mondo. Imperversavano ancora pestilenze, anche a causa di errate convinzioni mediche, la gente comune fungeva letteralmente da carne da cannone durante conflitti tanto brutali quanto insensati, una città come Stoccolma era quasi perita in seguito a incendi disastrosi che per primi divoravano le abitazioni di legno delle classi meno abbienti, il lavoro manuale ti consumava tanto da renderti già vecchio a quarant’anni, le condizioni igieniche erano precarie. Non vi troverete a vostro agio.

Non fraintendetemi, “1793” è sì un romanzo storico ma è principalmente giocato sul fascino che eserciterà su di voi la collaborazione tra i due protagonisti principali. Natt och Dag non si sottrae a utilizzare il duo archetipico del romanzo giallo (investigatore e aiutante, ça va sans dire) riuscendo però a rendere il suo Sherlock Holmes, il procuratore Cecil Winge, geniale ma credibile descrivendolo a un passo della morte per via della tisi e il suo Watson (ancor meglio, il suo Jet Black), la guardia controvoglia Mickel Cardell, inarrestabile ma sensibile sia ai vizi, troppo alcol, sia alle ingiustizie, che in una Stoccolma allo sbando sono spesso proprio gli sbirri a perpetrare ai danni della povera gente. Ci sono, ovvio, anche altri personaggi memorabili ma… niente spoiler.

Bella l’idea di suddividere il romanzo in quattro parti, a mio parere uno degli accorgimenti che rende memorabile “1793”, così come il sapiente uso delle lettere, che gli conferiscono quel non so che da romanzo epistolare che tanta fortuna ebbe proprio nel Settecento. Una curiosità, in inglese la storia di Natt och Dag è conosciuta come “The Wolf and the Watchman” ma mi sembra fuori fuoco. Come vi ho accennato sopra, l’anno e lo sfondo cittadino delle vicende sono tanto importanti quanto gli attori che si muovono sul palcoscenico. Indovinato l’accorgimento di dare al lettore in aletta una mappa della Stoccolma dell’epoca, forse avrei evidenziato meglio il nome dei singoli quartieri perché i personaggi si spostano di sovente da un posto all’altro della capitale.

Avrete capito che “1793” mi ha appassionato. Mi sono ritrovato a maledire l’autore per l’indifferenza che sembra nutrire per i suoi personaggi e scoprirmi ad avanzare velocemente nella lettura per capire che cosa ne avrebbe fatto. Non mi capitava da tempo. Natt och Dag racconta un mondo a noi relativamente vicino – “Le lamentele che corrono di bocca in bocca sono sempre le stesse: l’economia che va a rotoli, l’incompetenza dei governanti, la necessità urgente di cambiare le cose” – in cui però erano all’ordine del giorno orrori (le esecuzioni pubbliche, ad esempio) e discriminazioni che in larga parte ci siamo lasciati alle spalle. Se vi piace il genere sono sicuro che anche voi vi affezionerete a Cecil Winge e Mickel Cardell.

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