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Startup editoriali digitali: Bookolico, dalla vendita allo streaming degli ebook anche in Italia

9,90 euro al mese per leggere tutti i libri digitali che ti piacciono? Bookolico

9,90 euro al mese per leggere tutti i libri digitali che ti piacciono? Bookolico

Libri digitali in abbonamento? Sembra che questa fine 2014 abbia messo il pedale sull’acceleratore per quel che riguarda l’alterità dell’ebook rispetto al libro tradizionale. Non solo il libro digitale non ha più un supporto fisico ma forse il suo modello di fruizione si sposa meglio con una tariffa d’accesso fissa rispetto a un prezzo di copertina un tanto a titolo. Bookolico propone proprio questo, a poco meno di dieci euro al mese ti faccio leggere tutte le storie che vuoi. Grazie alla loro disponibilità ho fatto una chiacchierata con Marco Cardillo – come prima di me hanno fatto i ragazzi di Way to ePub – per capire meglio la loro offerta. 

Complice il lancio di Kindle Unlimited in Italia questo autunno, Bookolico sta guadagnando molta visibilità; tuttavia oltre a essere una start-up impegnata nell’editoria digitale almeno dal 2012, e questo l’abbiamo capito, siete prima di tutto delle persone. Quanti siete, chi siete e quali esperienze avete? Come si è costruita la squadra che sta dietro alla vostra piattaforma?

Il team di Bookolico è composto da quattro ragazzi, tutti under-30. Le nostre competenze sono molto eterogenee, e probabilmente questo è uno dei nostri punti di forza. Abbiamo creato Bookolico una volta conclusa l’università: Giuseppe, da cui tutto è partito all’inizio del 2012, è laureato in Ingegneria Gestionale; Davide in Ingegneria Informatica; Gianluca in Economia e direzione delle imprese; infine, ci sono io, Marco, laureato in Psicologia dell’Organizzazione. Insomma, quattro percorsi formativi e professionali diversi, che si sono integrati in Bookolico.

La vostra mission dichiarata è nientemeno che la creazione di un nuovo modello editoriale, parole vostre. Quali rapporti avete con altre realtà italiane – pensiamo a Bookstreams per rimanere nel vostro ambito – o straniere magari che stanno percorrendo la vostra stessa strada? Quali sono le vostre previsioni di crescita per il vostro modello di business?

La nostra mission è, in effetti, molto ambiziosa. Ma per creare una startup digitale, in Italia, nel mondo dell’editoria… devi necessariamente essere ambizioso. Il nuovo modello editoriale che proponiamo consiste nel passaggio dall’economia della vendita, all’economia dello streaming. In altre parole, le persone, anziché comprare il prodotto, lo usano in streaming, pagando un abbonamento. Questo non cambia soltanto le abitudini del lettore; ma cambia, forse ancora di più, le abitudini dell’editore, che inizia a guadagnare i propri soldi in un modo completamente nuovo rispetto al passato, e a cogliere opportunità che non avrebbe mai immaginato prima. In Italia ci sono altre realtà simili alla nostra, ma con differenze sostanziali. Tu ricordi Bookstreams, ma va citato anche il progetto LEA di Laterza e, ovviamente, Kindle Unlimited di Amazon. Tutti servizi interessanti, ognuno con le proprie peculiarità. Nel mondo, invece, ci piace molto l’americana Oyster, così come la spagnola 24Symbols. Noi, comunque, crediamo di avere alcuni vantaggi rispetto agli altri servizi; speriamo di convincere di questo editori e lettori!

Rileggendo un po’ la vostra storia ci è parso di capire che un punto di svolta per voi sia stato il passaggio da piattaforma per ebook scritti da selfpublisher a piattaforma per ebook curati da editori. Cosa vi ha portato a questa scelta? Cosa pensate di Kindle Unlimited che offre entrambi questi ebook con momentaneamente netta prevalenza degli ebook autopubblicati?

Abbiamo scelto di cambiare strada perché l’esperienza con il selfpublishing ci ha permesso di conoscere da vicino l’industria editoriale, i suoi problemi e le sue prospettive future. Così abbiamo iniziato a coltivare il grande sogno di creare una piattaforma per la lettura di ebook in streaming, tramite abbonamento. Insomma, una sorta di Spotify per i libri. Il progetto, quindi, nasce dall’analisi del mercato e dei suoi trend; ma è arricchito dalla nostra visione e ambizione, senza le quali non saremmo qui. Il selfpublishing, comunque, è uno degli aspetti più interessanti dell’editoria contemporanea, e non è assolutamente escluso che riprenderemo a trattarlo, un giorno. Se Kindle Unlimited, così come Oyster e altri, offrono anche titoli autopubblicati, è fondamentalmente per incrementare la quantità di titoli in catalogo. La grande sfida per tutti i servizi di streaming di ebook, infatti, è quella di mettere insieme un catalogo grande ed eterogeneo, coinvolgendo sia le case editrici più famose, sia quelle piccole e indipendenti. 

Bookolico_2

Siete prossimi al lancio ufficiale della vostra piattaforma, come sta andando la fase di sperimentazione? Cosa avete imparato dagli utenti che l’hanno sperimentata finora? Bookolico ha una parte social di condivisione delle letture che ci ricorda quelle sperimentate da Amazon e Kobo tra gli altri, che peso ha all’interno del vostro progetto? Quanto l’hanno sfruttata i beta tester del servizio?

Siamo molto soddisfatti dei risultati del test. Il nostro scopo era ricevere feedback sia dai lettori sia dagli editori. I lettori hanno apprezzato questa nuova modalità di lettura, in particolare la possibilità di navigare facilmente tra un libro e l’altro, senza limiti di tempo e senza fare alcun download. Inoltre il test si è rivelato utilissimo per tutte le segnalazioni che abbiamo raccolto, le critiche costruttive e i suggerimenti. La nostra parte social è ancora ad uno stadio embrionale, come del resto tutta l’app; devo dire, però, che ai lettori piace molto la possibilità di votare e commentare i libri, creare la propria libreria e sbirciare quella degli altri utenti. D’altronde, servizi come aNobii e Goodreads dimostrano che il social network per i libri funziona. Quello che Bookolico aggiunge, è la possibilità di leggere anche i libri. Agli editori, invece, abbiamo chiesto di testare l’applicazione per toccare con mano la sostenibilità economica del nostro modello. Proprio in questi giorni stiamo distribuendo gli incassi del mese di ottobre… adesso aspettiamo i feedback degli editori a riguardo.

Raffreddiamo un po’ gli entusiasmi di chi come me avrebbe voluto provare subito la vostra piattaforma; “solo” chi ha un iPad può diventare un utente Bookolico: state già lavorando per espandervi in ambienti Android? Anche se leader, Apple sta perdendo terreno in questo mercato. Infine, rispetto agli ebook reader come vi ponete? Rientrano nel vostro progetto?

La nostra intenzione è rendere Bookolico un’app multi-device. Apple rappresenta solo il punto di partenza, ma, man mano che cresceremo, vogliamo perfezionare l’app (c’è ancora tantissimo lavoro da fare) e portarla al più presto sui tablet Android, sugli smartphone e su desktop. Per gli ereader è un po’ più complicato, dato che generalmente non sono così sofisticati tecnologicamente da supportare una vera e propria app. Ma di sicuro li teniamo in considerazione. Anzi, posso anticiparti che Bookolico è piaciuta molto a una società produttrice di ereader; stiamo cercando di capire come possiamo collaborare insieme. 

A Kindle Unlimited ha aderito una minoranza degli editori storici italiani (Giunti, Newton Compton e Fazi); scorrendo la vostra “vetrina” vediamo sigle editoriali che della proposta in streaming di Amazon per ora non si vedono come Feltrinelli, Hoepli…  come sta andando la vostra campagna di reclutamento? A pieno regime in quanti saranno presenti sulla vostra piattaforma e con quali titoli? 

Gli editori che hanno firmato il nostro contratto sono circa una trentina. Alcuni di loro in realtà stanno solo testando il servizio fino alla fine di novembre. Valuteranno in seguito se aderire o meno. Siamo fiduciosi su molti di loro… speriamo bene! Pensiamo che il numero degli editori aumenterà sensibilmente una volta che saremo online, quindi il catalogo attuale è soltanto un punto di partenza. Per quanto riguarda la scelta dei libri da inserire sulla nostra piattaforma, lasciamo decidere gli editori. Generalmente, comunque, gli editori aderiscono con il loro intero catalogo di ebook.

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Kindle Unlimited, ebook illimitati ma quali? Chi si abbona sa cosa potrà leggere?

Dieci euro al mese e leggo in digitale tutto quel che voglio… oppure no?

Dieci euro al mese e leggo in digitale tutto quel che voglio… oppure no?

Pentito di non aver scelto un Kindle come lettore digitale? Lo ammetto, per un attimo, stamattina, all’annuntio vobis gaudium magnum, che Kindle Unlimited era stato attivato in Italia ci ho pensato. Spendendo poco meno di dieci euro al mese (9,99 euro) chi oggi possiede un ereader Amazon può accedere gratuitamente a ben 15.000 titoli in italiano. Perché comprare un libro quando puoi noleggiare una biblioteca? 120 euro all’anno circa e l’esperienza di entrare in una libreria possiamo scordarcela, roba del passato. E chi ha un Kobo come me? Beh, può sempre scaricarsi l’applicazione Kindle per Android e leggersi tutto quel ben di Dio sul telefono o il tablet.

Eppure qualcosa non torna, facile che le cose cambino in un battito di ciglia ma per ora Kindle Unlimited non ha trovato sponde presso i principali editori italiani… ma come, non hai visto che è disponibile tutta la saga di Harry Potter in italiano e in inglese? “12 anni schiavo” di Northup? “Stoner” di John Edward Williams? “Verso la scelta vegetariana” di Sandro Veronesi? “Dodici” di Zerocalcare? Ok, questo significa che sulle barchette di Amazon sono saliti J.K. Rowling (non Salani), Newton Compton (199 titoli), Fazi (435 titoli), Giunti (527 titoli), sei volumi di Bao Publishing ecc. Mi perdoneranno gli editori che ci sono e che non ho citato.

A questa forma di accesso illimitato alle storie contenute nei libri non hanno aderito finora cinque (Mondadori, De Agostini, Rcs, GeMS, Feltrinelli) su sei dei principali gruppi editoriali italiani. E il sesto? Il sesto sì. Del resto “Amazon e Giunti insieme per un nuovo modello di libreria: il libro digitale incontra quello di carta” la Stampa 09/05/2014, ricordate? Senza che andiate a leggervi l’articolo di Letizia Tortello, da questa primavera è possibile acquistare i lettori digitali Kindle nei 170 punti vendita Giunti, ed ora i titoli della casa editrice di Firenze primeggiano tra quelli offerti da Kindle Unlimited; la collaborazione continua.

KindleUnlimitedSe intendete rinfrescarvi i nomi di chi ha già sperimentato questa formula di lettura digitale vi segnalo tra i tanti post usciti oggi “Ebook in abbonamento: Amazon lancia anche in Italia Kindle Unlimited” di Alessia Rastelli. Eh sì, perché Amazon non è certo stata la prima a proporre il modello “giro pizza” per gli ebook, ovvero tu paghi e tutto quel che riesci a leggere te lo diamo a 9,99 euro al mese (10 titoli al massimo nell’arco di trenta giorni però, non allargatevi troppo). Chissà ad esempio se Bookolico, la prima piattaforma in Italia per la lettura di ebook in streaming on-demand, uscirà dalla sua fase di start-up per dividersi con Amazon questa nuova forma di accesso ai contenuti editoriali.

Mi sarebbe piaciuto leggere qualche articolo che raccontasse perché certi editori su Kindle Unlimited ci sono e altri no, avrei voluto scoprire qualcosa di più dalle dichiarazioni degli addetti ai lavori invece di rileggere sempre lo stesso comunicato stampa di Amazon, più o meno modificato. Non li avrò trovati io oggi, arriveranno domani le domande giuste alle persone deputate a rispondere, qualche giornalista curioso mi darà una mano. Se Amazon è il grande nemico degli editori – ma c’è chi sostiene di no, vedi “There is no war between Amazon and Traditional Publishing” di Baldur Bjarnason – è difficile che Kinde Unlimited così come si presenta adesso possa intaccare le vendite dei libri cartacei.

Per quanto mi riguarda, deciderò di provare un servizio del genere quando saranno presenti i miei autori preferiti, J.K. Rowling non basta, mi dispiace; continuerò a prendere in prestito gli ebook che mi interessano in biblioteca, grazie a MLOL e al prestito interbibliotecario digitale piuttosto, c’è molta più scelta ed è anche un servizio gratuito. E poi in queste settimane se ne avrò la possibilità, il servizio è tuttora in prova, mi piacerebbe usufruire di LEA (Libri e Altro) di Laterza; sono curioso di sperimentare, anche solo per un mese, un abbonamento in streaming a un catalogo così specifico come il loro, specializzato in saggistica ma non solo.

Aggiornamento 05/11/2014: Sono felice di segnalare un articolo di Stefania Parmeggiani su Repubblica.it che raccoglie le dichiarazioni di chi ha aderito e soprattutto di chi non ha aderito a Kindle Unlimited: “I libri in streaming arrivano in Italia ma i big disertano” (cliccate qui).

Immagini | Kindle Unlimited

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Kindle Voyage, Kobo Aura H2O o Tolino Vision 2 da regalare o regalarsi?

Resistente ad acqua e polvere, schermo ad alta risoluzione, gli ereader fine 2014

Resistenti ad acqua e polvere, schermi ad alta risoluzione (sopra il Kobo Aura H2O), gli ereader fine 2014

Un ereader per Natale? Pare che nonostante la disaffezione degli italiani per la lettura (non lo dico io, lo afferma l’AIE, l’Associazione Italiana Editori nel loro ultimo rapporto, per un approfondimento vi consiglio “Editoria libraria: Signori si cambia, o si muore” di Fausto Lupetti su affaritaliani.it) Amazon, Kobo e a sopresa anche IBS vogliano incentivare i lettori rimasti a passare al digitale.

Come? Mettendo loro a disposizione non lettori digitali economici (che ci sono, a meno di cento euro) ma al contrario “cari”, sempre una spesa contenuta se paragonata a quella per acquistare uno smartphone ultimo modello. Una lettura migliore passa del resto da uno schermo migliore, così come un buon libro deve essere stampato bene per non rimanere distratti durante la lettura da una lettera sbavata o da una piega della carta, almeno, questo vale per me!

Vi ho già scritto del Kobo Aura H2O a fine agosto, ricordate? Schermo E Ink Carta da 6,8 pollici – risoluzione di 1430×1080 pixel con 265 DPI –, certificato IP67 (ovvero impermeabile fino a 30 minuti a un metro di profondità con il ripara porta USB chiuso), 4GB di memoria e luce integrata, prezzo di listino 179 euro. Intanto anche Amazon ha stupito gli scettici, chi già prendeva in giro Kobo per il prezzo esagerato del suo ultimo ereader, presentando un mese fa insieme al nuovo Kindle Touch, il Voyage già in prevendita in Germania a 189 euro, prenotazioni alle stelle e disponibilità pressocché esaurita.

Che cosa ha di tanto speciale il Kindle Voyage? Ha lo stesso schermo del Kobo Aura H20 ma la sua diagonale da 6 pollici fa sì che abbia una risoluzione migliore (300 DPI) come spiega il sempre preciso Simone Bonesini su ebookreaderitalia.it: 4Gb di memoria, un sensore che come su tablet e smartphone regola automaticamente l’intensità della luce integrata dello schermo e un nuovo sistema di cambio pagina che utilizza la cornice del dispositivo – non è più necessario picchiettare sullo schermo per procedere nella lettura, un’altra caratteristica interessante per i lettori veloci. Non è certificato IP67 quindi attenti all’acqua.

Alla Fiera del libro di Francoforte un terzo concorrente è poi sceso inaspettatamente in campo nella disfida degli ereader di natale 2014, il Tolino Vision 2 (qui un bel post con videorecensione uscito su notebookitalia.it); ricordate? A marzo 2013 un’alleanza di editori e librai aveva dato vita a un ereader tedesco intenzionato a dare filo da torcere a Kindle in Europa, il Tolino Shine. In un anno e mezzo Tolino non sarà stato forse il “Kindle killer” che i tedeschi auspicavano ma di sicuro ci sta provando espandendosi anche in altri mercati come quello italiano in partnership con IBS.

Il Tolino Vision 2 è un ereader resistente ad acqua e polvere con uno schermo da 6 pollici E Ink Carta – migliorando l’offerta attuale di IBS che aveva i suoi lettori Leggo “fermi” al E Ink Pearl – 1024×758 pixel (165 DPI), 2GB di memoria espandibili tramite microSD e come il Voyage un sistema di cambio pagina slegato dallo schermo. Date le dotazioni inferiori a Aura H2O e Voyage avrà anche un costo più basso tra i 129 e i 149 euro***. Se non avete ancora acquistato un ereader o intendete passare quello che già possedete al fidanzato/a, alla mamma o al papà ecc. avete l’imbarazzo della scelta quest’inverno.

*** Aggiornamento: Prezzo confermato del Tolino Vision 2 in Italia via IBS: 149 euro. Trovate la scheda con presentazione e caratteristiche su www.ibs.it/ebook/tolino/ IBS venderà anche il Tolino Shine a 99 euro.

Immagine | Kobo Aura H2O

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Leggere ebook in spiaggia: il Kobo Aura H20 resistente ad acqua e polvere

Mi è caduto un ebook nella vasca: il Kobo Aura H20

Mi è caduto un ebook nella vasca: il Kobo Aura H20

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando è stato annunciato ma finalmente per tutti i lettori digitali idrofobi è arrivato il comunicato ufficiale, il Kobo Aura H20 – uno dei primi ereader impermeabili – esiste ed è qui per restare, almeno per essere un bestseller in vista dell’estate 2015 (a meno di contromosse da parte di Amazon). Uscirà nei negozi a inizio ottobre e ricalca le orme di quel gran pezzo di hardware del Kobo Aura HD che già mi sta regalando grandi soddisfazioni, a proposito, davvero non avete ancora letto la mia recensione? Cliccate qui.

A leggere le caratteristiche tecniche il Kobo Aura H20 non si differenzia molto dal Kobo Aura HD (il top di gamma dell’azienda nippocanadese), è solo un po’ più spesso e pesante, forse proprio in virtù di quel design necessario a fargli ottenere il certificato IP67, vale a dire che l’ereader è stato testato per essere impermeabile fino a 30 minuti in un 1 metro di acqua… sempre che abbiate chiuso l’alloggiamento per la porta USB! Ha lo stesso ottimo schermo da 6,8 pollici, stesso sistema di illuminazione e stesso processore – qui magari potevano osare un po’ di più quelli di Kobo dato che il Kobo Aura H20 costerà 180 euro.

In attesa di metterci le mani sopra, che dire? Spendiamo senza batter ciglio cifre da capogiro per un telefonino e poi nonostante ci riteniamo grandi lettori facciamo i tirchi quando si tratta di comprare un ebook reader, proprio non vi capisco. Iniziassi ora il mio percorso di lettore digitale avrei pochi dubbi, Kobo Aura H20. Sì, lo so benissimo che Amazon per assistenza e assortimento batte Kobo… ma che volete farci, mi piace essere alternativo. Attenzione però, non è ancora “il” lettore definitivo perché lo schermo rimane di vetro e quindi fragile, io vi ho avvisato 😉

Immagine | it.kobo.com

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The Very Inspiring Blogger Award

TVIB

Ringrazio Alessandra (non seguite ancora il suo blog? Folli, ecco l’indirizzo: http://unalettricedotcom.wordpress.com/) per avermi conferito una nomination per partecipare al The Very Inspiring Blogger Award di quest’anno.

Le regole del premio sono:

1. Ringraziare la/il blogger che vi ha nominato.

2. Elencare le regole e visualizzare il logo del premio.

3. Condividere 7 fatti su di voi.

4. Nominare 15 blogger e notificargli la nomination.

Sette fatti su di me da quando ho visto Now You See Me non è che sia così tranquillo a rivelarli in Rete a cuor leggero ma tant’è, il gioco è questo. Quando una maga in qualche fiera mi leggerà la mano non mi stupirò che sappia tutti gli affari miei (probabilmente ha solo una buona connessione Internet). Ok, il logo l’ho messo in apertura, via che si parte.

  1. Quest’anno sono stato per la prima volta in buona compagnia sotto l’Argentario (mia massima puntata a sud sul lato tirrenico del Paese), fino a Napoli addirittura. A gennaio, con un tempo da far invidia a Porto (freddo e pioggia a catinelle). Cosa dire, mi è piaciuta; sì certo, il centro cade a pezzi, sotto il famigerato arco della Galleria Umberto I protagonista purtroppo delle cronache di questi giorni sono passato anch’io – come ogni bravo turista o passante napoletano che voglia andare in via Toledo – ma è una città che ha energie da vendere, arriverà anche il suo rinascimento. Stupenda la metropolitana (più bella di quella di Milano e mi dispiace ammettero), ottimo il cibo, ospitale la gente. Mi fermo qui. Prendete un treno e andate a visitarla.
  2. Qualche giorno fa sono entrato dentro un contenitore della carta (non è importante dirvi perché), quelli con le quattro rotelle sotto e il coperchio bianco sopra, avete presente? In particolare sono entrato dentro quello fuori dal mio luogo di lavoro che raccoglie la nostra carta (lavorando per una casa editrice ne buttiamo via molta, gli uffici paper free sono lontani dal realizzarsi se con le parole ci dovete avere a che fare per otto ore al dì). Al di là di un déjà vu à la Bastian – avete mai visto il film La Storia Infinita? – posso dirvi che è un’esperienza costruttiva. Siete dentro un oggetto che non è stato concepito per accogliere persone, in fondo è una grossa scatola con le ruote, ma ha il potere comunque di rimettervi un po’ al vostro posto, insegna a essere umili.
  3. In occasione dei Mondiali (lo faccio dal 1998) tento sempre di vedere quante più partite possibili; diciamo che quest’anno l’esclusiva di Sky mi ha un po’ rovinato la festa. Non posso dire di essere un appassionato di calcio durante i campionati nazionali ma ritengo comunque la Coppa del Mondo un’ottima occasione per comprendere il variegato mondo in cui viviamo senza dover viaggiare. Il calcio (ma lo stesso può dirsi di altre discipline sportive) è uno specchio dove emergono verità che abbiamo dimenticato: gli olandesi non sono così pacifici come ce li immaginiamo; gli spagnoli assomigliano agli italiani molto di più di quello che crediamo; i greci sono oggi un popolo che in Europa non abbiamo ancora capito davvero e così via.
  4. Sono diventato il felice possessore di una radio DAB, di che? Una radio DAB riceve i segnali radio in modalità digitale via etere invece che nella tradizionale modulazione di frequenza. Basta disturbi, o si sente o non si sente. Non preoccupatevi, non è previsto nessuno spegnimento dei trasmettitori radio su cui fate affidamento (non è previsto nulla di simile a quello che è successo per la TV), tuttavia era da un po’ che oltre a essere un lettore digitale ci tenevo a essere anche un ascoltatore radio digitale ^__^ Sono appassionato di Radio 24 e le sue trasmissioni, è un sollievo poterla ascoltare con un suono limpido in un’area (quella della Bassa veronese) dove il segnale FM ha qualche problema, credo sia in conflitto con altre emittenti.
  5. Ho partecipato l’anno scorso per la prima volta insieme alla mia ragazza alla Camignada poi Siè Refuge (cliccate qui per saperne di più). È una corsa in montagna che dal lago di Misurina porta i partecipanti fino ad Auronzo di Cadore passando appunto per sei rifugi. Trenta chilometri (in realtà sono un po’ di più) di sofferenza immersi in un paesaggio da favola, le Dolomiti. L’anno scorso ne sono uscito martoriato, l’obbiettivo questa volta è evitare di infortunarsi e migliorare il nostro tempo tanto da non doverla più ripetere. Il problema è che la corsa in montagna non ha nulla a che vedere con la corsa in pianura quindi gli allenamenti di quest’inverno e inizio primavera potrebbero non essere valsi chissà a che. Ho ancora due settimane poi per scegliere le scarpe giuste.
  6. Amo Milano da buon novatese, ovvero non è “la mia città” ma da abitante dell’hinterland la ritengo mia alla pari di chi nel capoluogo lombardo ci è nato o ci abita. Sono un po’ di anni che per lavoro mi sono allontanato e mi dispiace. Sono rammaricato di non tastare il polso tutti i giorni a una città che sta cambiando – e non credo in peggio – dopo che per troppo tempo era rimasta immobile. Milano ed Expo 2015 sono un’opportunità per il Paese intero e la sensazione “da fuori” è che la città stia rimanendo troppo sola mentre tutta imbozzolata sta mutando forma per dotarsi di ali tanto forti da aiutare l’Italia a riprendere il volo. So che i cittadini sono stanchi di tutti i disagi che una metropoli disseminata di cantieri può causare ma abbiate pazienza.
  7. Finiamo con una fatto che sono curioso di scoprire se condivido con qualcuno. Attenzione, dovete appartenere anche a un genere molto specifico di persone, quello che “in inverno si va dai nonni che sono lontani 350 km da casa vostra e ci andate in auto”. Ebbene sì, dovete saperlo tutti, sono uno di quelli che da piccolo contava gli alberi di Natale. Come fare passare a voi e alle vostre sorelle o fratelli un lungo e noioso viaggio in macchina, di sera tardi per giunta? I miei si erano inventati il gioco di cui sopra, nulla di più facile associare alle luci degli alberi natalizi una sfida a chi ne avvista e accumula di più, i bimbi si distraggono e insieme ripassano anche le tabelline, che bellezza. Ora dell’arrivo non era neppure importante essere stati troppo precisi 😉

Ora è giunto il momento di “nominare” quindici blogger come il regolamento vuole, in rigoroso ordine sparso:

1.   http://leggoergosum.wordpress.com/ (Marco Dominici, fonte di riflessioni preziosa sull’editoria di oggi)

2.   http://giupasserini.wordpress.com/ (Giulio Passerini, autore di “Nemici di penna”)

3.   http://triportreat.it/ (Cabiria Magni, travel blogger curiosa e intelligente)

4.   http://sognandoemma.wordpress.com/ (Marta Traverso, che chissà, forse ha finito le sue prove tecniche di sogni)

5.   http://librimetro.wordpress.com/ (tutta la squadra ma in modo speciale Mara Marzocchi e Francesco Tommasini)

6.   http://www.disma.biz/ (Disma Pestalozza, ex collega blogger che scrive troppo poco sul suo coso)

7.   http://www.butta.org/ (Mattia Butta, credo che odi catene del genere ma saprà lui)

8.   http://www.giambellinotolstoi.it/ (Luca De Vito, perché orrei che continuasse a raccontare qui la sua Milano)

9.   http://ilfattostorico.com/ (un intrigante Quotidiano di Storia e Archeologia on-line)

10. http://gerundiopresente.wordpress.com/ (non ricordo in che occasione l’ho scoperto ma vale per recensioni di film e libri di genere)

11. http://mariaceciliaaverame.wordpress.com/ (Maria Cecilia Averame che seguo su Twitter e dovrei seguire più spesso sul suo blog)

12. http://nondisolatraduzione.wordpress.com/ (Chiara Manfrinato, forza, qualche altro bel post? ^___^)

13. http://www.metroricerche.it/blog/ (Giovanni Luca Minici, appassionato di metropolitane, una delle mie paia d’occhi nella Milano che cambia)

14. http://www.libreriacontrovento.it/blog/ (Filomena Grimaldi, non ha più un blog suo suo ma quello della sua nuova libreria, la”Controvento” di Telese Terme, volete mettere?)

15. http://www.cartolinedamacondo.it/ (Federico Bona, sta ancora usando inchiostro elettronico simpatico ma sono in attesa almeno dei migliori libri che ha letto in questi sei mesi)

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14 luglio 2014 · 15:59

ebook reader schermo rotto, non c’è più niente da fare, è stato bello leggere

Un Kobo Glo con lo schermo rotto

Un Kobo Glo con lo schermo rotto

Quanto è semplice rompere un ebook reader? O meglio, cosa si rompe in un lettore digitale? A chi non conosce questi dispositivi ho sempre raccomandato di dotarsi il prima possibile di una custodia e il perché è presto detto, in attesa di schermi flessibili le probabilità di rompere lo schermo del vostro lettore digitale sono molto alte, potrebbe sembrarvi ingiusto ma a meno che esca dalla confezione con il display rotto non c’è garanzia che tenga, se il vetro va in frantumi il vostro ereader diventa inutilizzabile e nessuno ve ne darà un altro gratis. Potreste però riciclarlo ancora per delle creazioni artistiche 🙂 come ci spiegano quelli di Ultima Books.

Scrivo di schermi rotti con cognizione di causa. I lettori più affezionati di questo blog si saranno accorti che da un po’ non scrivo del mio Kobo Glo, ebbene… l’ho rotto questa estate, porca la miseria ladra. O meglio, funziona ancora ma lo schermo crepato (vedi foto sopra) impedisce la lettura rendendolo, di fatto, un dispositivo elettronico buono per la discarica. Com’è stato possibile potreste chiedermi; aveva la sua bella custodia Gecko Cover, tenevi a lui come a un figlio ecc. Ebbene, metterlo in valigia non è stata una buona idea, soprattutto disporre quella valigia in particolare nel baule caricandole sopra altre valigie è stata una pessima idea.

È stata sufficiente la pressione di “X kg” su una parte dello schermo per “tot tempo” per rompere il vetro… me la sono andata a cercare perché le custodie Gecko sono robuste, lo sapete anche voi se ne avete acquistata una, tuttavia poco possono fare se non tenete a mente che gli ereader hanno questa fragilità, per ora intrinseca, dovuta allo schermo di vetro che è incollato sopra il foglio di inchiostro elettronico che rende così facile la lettura. Io l’ho rotto in questo modo, a un’amica la bambina c’è saltata sopra sul divano mentre l’ereader era scivolato sotto un cuscino… ce ne sono di modi, oltre alla caduta accidentale, per rimediare un Kobo inutilizzabile!

Ok, ho rotto l’ereader, c’è niente che possa fare? No, nessuno può riparare lo schermo rotto di un ebook reader, è “antieconomico” visto che il lettore digitale in sé costa meno di duecento euro. Non avete rotto il vetro di uno schermo LCD, non potete procedere alla sostituzione del vetro, come per i tablet e i computer portatili. Certo potete da bravi MacGyver procurarvi uno schermo funzionante (vetro completo di foglio eink) di un altro ereader e tentare di sostituirlo aprendo voi stessi il vostro lettore digitale… ma tra costi e manodopera non vi converrebbe affatto, liberi di smentirmi nei commenti a questo post naturalmente!

Come accorgersi che avete uno schermo rotto? Parlo per quanto riguarda il Kobo ma immagino che per Kindle o ereader di altri produttori il discorso sia identico: all’inizio il lettore sembrerà “impallato” o privo di carica, successivamente una volta acceso avrà sempre una parte dello schermo congelata sulla schermata che stavate visualizzando al momento della rottura. Infatti essendosi rotto il vetro le microsfere della tecnologia eink non possono più cambiare posizione secondo le indicazioni del software, risultato: una parte dello schermo cambia, l’altra no. Iniziate a mettere da parte i soldi per un altro lettore 😦

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Contenitori editoriali digitali: gli indies di Grandi e Associati, quando le agenzie letterarie stanno al passo con i tempi

I primi quattro ebook a firma indies g&a

I primi quattro ebook a firma indies g&a, Grandi&Associati si mette in gioco

Questo mese grazie alla segnalazione di Maria Acciaro, psicoterapeuta e scrittrice che conosco da tempo, ho conosciuto meglio un nuovo attore del fluido mercato editoriale italiano: l’agenzia letteraria Grandi & Associati di Milano. Aspetta un attimo, potreste obbiettare, perché scrivi di agenti letterari famosi per di più se parli di solito di ebook? I libri digitali non riguardano editori e scrittori? Non si sta affermando la disintermediazione? Forse leggendo le righe che seguono vi ricrederete su tanti luoghi comuni che circondano il digital publishing.

Grazie alla disponibilità di Clauda Del Giudice – ufficio stampa dell’agenzia guidata con mano ferma da Laura Grandi, Stefano Tettamanti e Maria Paola Romeo – mi sono chiarito le idee su quattro ebook (vedete le copertine nell’immagine in apertura), che presto aumenteranno di numero, marchiati indies g&a, distribuiti da Amazon, testi di autori italiani in formato digitale curati editorialmente e segnalati da Grandi & Associati. E se siete lettori “non Kindle” come il sottoscritto come fate a leggerli? Beh, non su ereader ma su altri dispositivi è possibile, cliccate qui per sapere come.

In un’intervista su Affari Italiani nell’agosto 2011 affermavate per voce di Stefano Tettamanti: “Ci siamo sempre sforzati di considerare il ruolo dell’agente in maniera dinamica e aperta”. A distanza di poco più di due anni proponete su Amazon quattro opere di altrettanti autori – Acciaro, Conti, Ghini e Triggiani – con un marchio vostro; il mercato vi ha portato a diventare anche editori digitali oppure la vostra iniziativa ha una natura diversa?

G&A: No, continuiamo a non sentirci editori, neanche digitali. Mettiamola così: il nostro essere agenti “dinamici e aperti” ci ha portato a sviluppare con alcuni degli scrittori che si rivolgono a noi con le più svariate richieste di assistenza quei contenuti e quelle competenze editoriali che abbiamo sempre considerato parti integranti del nostro modo di intendere il mestiere di agenti letterari. Mi spiego: ad alcuni di coloro che ci chiedevano una lettura professionale, una revisione, un editing, una consulenza commerciale o di marketing, un servizio di comunicazione o di ufficio stampa, il digitale, l’ebook, ha offerto una possibilità di servizio in più: l’autopubblicazione assistita da un’agenzia, agenzia competente, crediamo. Del resto un elemento di radicale differenza con un editore sta nel fatto che l’autore non cede a noi i diritti di pubblicazione, né digitali né cartacei, ma li mantiene a sé.

Rappresentate autori italiani importanti, offrite consulenze per le attività di ufficio stampa, da tempo grazie a un servizio di lettura a pagamento di testi inediti esaminate quasi duecento proposte editoriali all’anno, ora siete in campo anche come curatori in proprio di un “contenitore editoriale digitale”… difficile dire cosa non fate! Come avete affrontato questo inizio di XXI secolo e la nascita degli ebook? Ingaggiando nuove figure o consultando esperti? Avvocati come Marco Giacomello intanto credono che le “tecnologie digitali stiano travolgendo il mondo del diritto mentre gli ebook iniziano a diventare (sicuramente all’estero) una parte non trascurabile dei bilanci di un’impresa editoriale… cosa rappresentano invece per un’agenzia letteraria i diritti digitali di un’opera? Un terreno ancora troppo indefinito per avere chiare linee guida?

G&A: La nascita del digitale e il suo sviluppo – per quanto impetuoso, anche se da noi neanche tanto – non consentono assunzioni o consulenze, per lo meno in strutture minuscole come la nostra. Anche se da noi abbiamo in redazione chi sa di digitale e si è formato sul campo con l’esperienza ormai di quasi tre anni di Emma books, la sigla editoriale digitale tutta al femminile che seguiamo in partnership con Bookrepublic. In realtà il nostro approccio al digitale è avvenuto attraverso quello che è lo strumento e l’oggetto di lavoro più classico degli agenti: il contratto editoriale. Studiando e discutendo le novità e le implicazioni sul diritto d’autore delle nuove tecnologie, aggiornandoci “forzatamente” per seguire le richieste e le esigenze di autori e editori, guardando a quello che succedeva in altre parti del mondo, ci siamo formati. Sono anni ormai che discutiamo di “diritto d’autore in un mondo digitale” e devo dire che superato il panico da “niente sarà mai più come prima”, il dibattito culturale, filosofico sull’argomento è stato appassionante, oltre che formativo. Mi piacerebbe molto che un filosofo o un giurista (Marco Giacomello, perché no, a me sembra molto bravo…) ci proponessero una “Storia del diritto d’autore”, o che uno dei centomila festival culturali esistenti fosse dedicato al diritto d’autore, sono convinto che troverebbero un loro pubblico. La proprietà intellettuale è uno di quei temi che ti obbliga a ragionare sulle cose ultime e vere dell’uomo, della libertà, della giustizia, del potere…

Torniamo ai nostri indies g&a: una storia corale di donne che subiscono maltrattamenti e abusi (“L’ultimo giro di valzer” di Maria Acciaro), un romanzo storico-fantastico sui Re Magi (“I Tre Re di Stano Conti), la vita di due sorelle gemelle (“La testa sul piatto” di Chiarella Ghini), un romanzo erotico (“Signora Gi” di Maurizia Triggiani)… un ventaglio di titoli per ogni tipo di lettore, quali sono stati i criteri che vi hanno portato a esordire proprio con questi quattro ebook?

G&A: I quattro autori e i quattro titoli che cita sono solo i primi che appaiono negli indies, altri ne stanno arrivando e forse confonderanno ancora più le idee (ma indies non va intesa come una collana editoriale, piuttosto come un contenitore): vado a memoria, Elena Novelli, “Le imprevedibili conseguenze del consumismo”, biografie intime di presenze casalinghe solo apparentemente inanimate, Anna Rastelli, “Fantasie d’inverno”, raccolta di racconti musicali, Barbara Zanetti, storia di provincia italiana con uno sguardo femminile su delitti e sofferenze, e tanti altri ancora, anche di autori già pubblicati e ben conosciuti. Sono tutti esempi di testi che ci sono piaciuti, in cui abbiamo visto del talento, su cui abbiamo lavorato, e che nell’ebook hanno trovato una possibilità ideale per mettersi in mostra, per proporsi all’attenzione dei lettori, professionali e no, a prezzi molto bassi, e al di là delle categorie più rigide previste dal marketing tradizionale, che ha bisogno di incasellare con precisione gialli, rosa, noir, alti, bassi…

indies g&a se non andiamo errati è legato al Kindle Direct Publishing di Amazon, credete che almeno per voi sia il partner giusto per spiccare tra gli ebook autopubblicati? Senza chiedervi di sbilanciarvi troppo, come giudicate lo stato del self publishing in Italia? Quest’anno abbiamo avuto a Senigallia addirittura un primo festival dedicato e Mondadori ha svelato il suo progetto di pop publishing scrivo.me, come interpretate questi eventi?

G&A: Come dicevo i nostri indies non rientrano nell’universo, rispettabilissimo peraltro, del selfpublishing, proprio perché in ogni loro riga, si può dire, rendono omaggio al lavoro editoriale, alla cura scrupolosa, perfino al rispetto per le convenzioni editoriali e redazionali. Chi legge un indie – a proposito, se non si è capito il “marchio” sottolinea l’indipendenza degli autori – legge un libro vero e proprio, anche se non di carta, non un abbozzo di libro. Poi magari lo trova brutto, ma un brutto libro, se mai, al quale applicare i criteri di valutazione di lettori veri, esigenti, appassionati. Per quanto riguarda Amazon, e la sua piattaforma KDP, cioè Kindle Direct Publishing, che ha un’esclusiva di sei mesi sugli indies, garantisce visibilità, promozioni e marketing a chi è “garantito” da noi. Le pare poco?

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Kobo e Librerie Feltrinelli, ebook reader e libri digitali sempre più vicini al lettore italiano

Da ottobre 2013 nelle Librerie Feltrinelli in vendita gli ebook reader Kobo, nella foto la vetrina della nuova RED di Milano

Da ottobre nelle Feltrinelli in vendita gli  ereader Kobo, in alto la vetrina della nuova RED di Milano

Quattro anni fa Stefano Sardo, direttore generale di laFeltrinelli, in un’intervista ad iBuk Informazioni Editoriali riassumeva in modo efficace il punto cruciale rappresentato dall’affacciarsi degli ebook sui mercati extra-USA: “Come impostare il business [del libro elettronico] in Italia e in Europa?”. Secondo le stime dell’AIE appena diffuse nel 2012 il mercato italiano degli ebook si è intanto attestato intorno a un 1,8% e 2%, percentuali forse destinate a raddoppiare entro fine 2013.

A contribuire a questa crescita la maggiore facilità di reperire device dedicati alla lettura digitale anche in seguito all’accordo stipulato da Kobo e Mondadori per distribuire nelle librerie del gruppo di Segrate gli ereader dell’azienda nippo-canadese nel corso dell’anno scorso. A ottobre 2013 laFeltrinelli annuncia a sorpresa di aver siglato un analogo patto con Kobo (qui trovate il comunicato). Lavorando per la casa editrice mi è venuto spontaneo chiedere a Paolo Soraci, capo ufficio stampa laFeltrinelli di dare ai lettori qualche informazione in più.

Presso le librerie laFeltrinelli è sempre stato possibile acquistare ereader tuttavia non abbiamo memoria di “un’esposizione dedicata di grande impatto e visibilità” come abbiamo letto a riguardo della partnership con Kobo, cosa troverà il cliente nei punti vendita del gruppo? Materiale informativo, corner e personale ad hoc?

La partership laFeltrinelli Kobo avrà un lancio fortemente visibile nel circuito Feltrinelli. I nostri clienti troveranno in libreria un’area dedicata alla lettura digitale dove poter provare il line up di Kobo (device + accessori). Allo stesso tempo, i nostri addetti alla vendita sono stati formati al fine di rispondere a qualsiasi domanda inerente il nuovo modo di lettura proposto da laFeltrinelli e Kobo. Infatti i clienti potranno richiedere l’attivazione dei device direttamente in negozio, utilizzando i dati del proprio profilo Feltrinelli.

Mondadori insieme all'”ereading experience” a firma Kobo ha lanciato un nuovo ecosistema multicanale che riunisce tutto il loro mondo retail: inMondadori. L’ecommerce laFeltrinelli, il “mondo Feltrinelli”, ci sembra già funzionare a dovere; per quanto riguarda l’acquisto di ebook da questo ottobre l’utente verrà semplicemente reindirizzato su kobobooks.it o rimarrà tutto invariato?

La partership che Feltrinelli ha siglato con Kobo presenta delle differenze notevoli rispetto alla partnership con Mondadori. Infatti l’utente accendendo il device potrà registrarsi sin da subito con il proprio account Feltrinelli, creato in passato attraverso la “carta più” o attraverso la “registrazione al sito”. In questo modo l’utente, se aveva già acquistato su Feltrinelli.it e aveva una propria library, ritroverà questa stessa library sul proprio device. Anche sul sito di Kobo l’utente potrà loggarsi con le credenziali Feltrinelli. Sul sito di Feltrinelli non cambierà nulla, l’utente continuerà a comprare da Feltrinelli e vedrà solo Feltrinelli, ma a differenza della situazione attuale avrà a disposizione 3,5 milioni di titoli (contro i 65.000 attuali) e potrà giovarsi di un validissimo sistema di raccomandazioni basato sulla tecnologia di Kobo integrata dalla competenza di Feltrinelli.

Cinque ereader e quattro tablet reperibili in tutti i principali negozi di elettronica e nella maggioranza delle librerie di catena italiane… Kobo potrebbe diventare l’ereader preferito per i nuovi lettori di libri digitali che non conoscono o non vogliono gli ereader Kindle di Amazon; laFeltrinelli alla luce di questo accordo vede dunque il mercato del libro tradizionale e quello degli ebook come complementari?

Assolutamente “sì”. I mercati dovranno convivere. Quello che spingerà un lettore verso un formato piuttosto che un altro non sarà tanto il formato stesso quanto “l’occasione di lettura” (mezzi pubblici, tempo libero, relax, spiaggia ecc.). Kobo presenta sicuramente gli ereader migliori sul mercato e una gamma tale da poter accontentare davvero tutti. L’ultimo nato della famiglia, il Kobo Aura, è il prodotto perfetto per gli appassionati della tecnologia e del design. Il claim “bello come un tablet” spiega tutto, tecnologia e design senza dimenticare i plus di un ereader classico,  che permette di leggere gradevolmente in ogni situazione.

Kobo anche se protegge gli ebook comprati sul proprio store con un DRM consente inoltre rispetto ad Amazon di poter acquistare ebook in formato epub dove si vuole e poterli caricare sul lettore…

Esattamente, Kobo, a differenza di Kindle, è un sistema aperto. Feltrinelli si è sempre distinta per un messaggio: “la lettura dev’essere per tutti”, crediamo che i sistemi aperti siano l’unica soluzione per diffondere la lettura e la cultura in modo democratico e libero. Cosa vuol dire sistema aperto? Vuol dire che non si obbliga l’utente a comprare in un negozio specifico, ma gli utenti hanno la possibilità di comprare ovunque e caricare i propri libri all’interno del device. Feltrinelli da sempre promuove la diffusione della cultura a prescindere dal “dove”.

LaFeltrinelli pur in una situazione difficilissima per il mercato librario tenta strade inedite per affrontare l’attuale contrazione della domanda di beni culturali: l’apertura di punti vendita in luoghi strategici – le Feltrinelli Express – e di librerie dalla formula innovativa (pensiamo alla RED di piazza Gae Aulenti a Milano); l’adozione degli ereader Kobo rientra in queste risposte alla crisi?

Nel caso di Kobo si dovrebbe parlare di cambio di abitudini. Siamo nell’era digitale, il mercato degli ebook non è in crisi, anzi è un settore che presenta tassi di crescita a tre cifre, quindi non credo che l’adozione delle Librerie Feltrinelli di questo dispositivo sia una risposta alla crisi ma piuttosto un venire incontro alle esigenze dei nostri lettori più giovani e di quelli che hanno già adesso una maggiore cultura digitale e insieme al libro leggono gli ebook.

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Kobo Aura HD, un ebook reader in edizione limitata per lettori forti e per farsi notare

Non starò a raccontarvi che Kobo ha presentato un nuovo lettore, il Kobo Aura HD, un dispositivo che sorpassa per dotazioni tecniche il già recente Kobo Glo commercializzato appena sei mesi fa (inverno 2012). Potete leggere la notizia su numerosi siti non solo esteri ma anche italiani da  www.ebookreaderitalia.com alla versione on-line di Panorama che titola “Ecco la Ferrari degli ereader”. Sono altri i temi che vorrei sottoporvi sperando di avere presto la possibilità di provarne uno di persona.

Partiamo innanzitutto dalla presentazione del prodotto che i dirigenti di Kobo hanno voluto inscenare alla London Book Fair britannica (Londra, 15-17 aprile 2013), l’evento più importante insieme alla Frankfurter Buchmesse tedesca (Francoforte, 9-12 ottobre 2013) per chi lavora in campo editoriale nel nostro continente. Il segnale è chiaro sia per gli inglesi – che Kobo sanno cos’è perché viene venduto nei negozi della catena di librerie WHsmith – sia per gli altri europei: Kobo c’è, Kindle non è sinonimo di ereader.

Ma sapete com’è, è una guerra. Ho trovato al proposito un post austriaco (?), di cui non riesco a risalire all’autore, non benevolo nei confronti del Kobo Aura HD – e non è nemmeno uscito! – che definisce il nuovo ereader una “inadequate edition” (se avete voglia di leggerla la trovate cliccando qui) basandosi sulle specifiche. Per darvi un’idea: certo, ha lo schermo più grande 6,8 pollici (ma non così tanto più grande del 6 pollici standard), certo ha lo schermo illuminato (ma ormai ce l’hanno tutti), è più pesante del Glo e del Paperwhite ecc.

Insomma, un parere alquanto critico rispetto a segnalazioni entusiastiche come quelle dell’edizione australiana di www.gizmodo.com.au che pone l’accento sulla “pazzesca” risoluzione del display WXGA+: 1440 x 1080 per 265 dpi. Uno scetticismo sulle chance che Kobo ha di ritagliarsi il suo posto tra i protagonisti della lettura su inchiostro elettronico che traspare dai commenti al post di Nate Hoffelder su www.the-digital-reader.com. Eppure, come sottolinea Hoffelder, Amazon dovrà rispondere (e si aspetta che lo farà) a questa fuoriserie degli ereader sfoderata dai canadesi.

Eh già, perché sebbene una volta comprato un reader difficilmente lo si cambia tipo cellulare (azzardo, una volta ogni due anni?) tuttavia in questo momento, in un mercato globale, Kobo propone ai lettori forti, quelli che la pagina vogliono vederla “stampata” sullo schermo come su un libro inchiostrato alla perfezione, il meglio con il Kobo Aura HD – a un prezzo di appena trenta euro superiore a un Sony PRS-T2 ad esempio (169,99 euro contro 139) o di quaranta se prendiamo gli ex primi della classe Kindle Paperwhite e Kobo Glo (ora venduti a 129 euro).

Dimenticavo… perché parliamo di una edizione limitata per il Kobo Aura HD? Siamo alle supposizioni. 1) Probabilmente perché la produzione di schermi dalla diagonale così particolare (6,8 pollici) non è stata abbondante; 2) Senza dubbio perché in Kobo non sanno in che modo verrà accolto questo prodotto e di come (e se) reagirà la concorrenza – potrebbe inoltre cannibalizzare le vendite del Glo – nel breve periodo; 3) Se teniamo presente il Kobo Arc da 7 pollici che costa solo trenta euro in più l’Aura deve davvero scovare una nicchia di lettori entusiasti che lo preferisca ai tablet – anche i Fire di casa Amazon…

Ducati-Kobo

Ma insomma vale la pena acquistare un ereader del genere? Alcuni come l’anomimo austriaco citato sopra hanno dei dubbi; Alistair Charlton dell’Internationa Business Times dopo averlo provato afferma che “[…] una risoluzione migliorata nel campo degli ebook reader è meno attraente [che nel mondo degli smartphone e dei tablet], specialmente se arriva da un marchio [Kobo] che temo non sia così riconoscibile come Amazon” (fonte: www.ibtimes.co.uk). Ah, se parliamo di visibilità Kobo è sponsor Ducati per questa stagione di MotoGP, servirà a farlo conoscere ai lettori? Aspettatevi un post con la mia prova ^___^

Video 1 | Introducing Kobo Aura HD
Video 2  | Designing Kobo Aura HD
Immagine | www.ducati.it

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Out of Print di Vivienne Roumani, un documentario sul destino della parola scritta

Dovessi mai andare al Tribeca Film Festival di New York vorrei andarci quest’anno (il 25 aprile per l’esattezza). L’account Twitter di Einaudi ha segnalato outofprintthemovie.com tra i link da tenere d’occhio nella giornata di oggi (proseguite al prossimo paragrafo per capire perché); un martedì 2 aprile ricco di suggestioni di chi vive di libri e per i libri, dove su “Repubblica” Massimo Vincenzi ha pubblicato il suo articolo “Al mercato dell’ebook usato” ampliando i temi di una notizia già apparsa anche su questo blog qualche giorno fa (trovate il post relativo cliccando qui).

“Out of Print” della regista Vivienne Roumani diventerà con tutta probabilità anche in Italia a partire da fine mese un utile strumento per comprendere come il digitale sta cambiando il nostro modo di raccontare storie. Alla proiezione di New York seguirà un incontro tra l’autrice, Tony Marx della New York Public Library, Jane Friedman della Open Road Integrated Media e la divulgatrice scientifica Annie Murphy Paul, il moderatore? Ken Auletta del “New Yorker’s”, autore di “Effetto Google. La fine del mondo come lo conosciamo” apparso anche da noi (fonte: Hollywoodnews).

Se infatti una differenza c’è in questo mondo iperconnesso tra ciò che accade negli Stati Uniti e quello che capita qui in Italia – mi limito ai processi in atto nell’industria editoriale – è che il cambiamento di tale industria, qualunque esso sia, sta avvenendo. Adesso. E spesso per comprenderlo non bisogna tanto studiare teorie oppure osservare tabelle e tabelle di freddi numeri e linee che salgono e che scendono. Come mi ha insegnato un recente ebook di Jeremy Greenfield,  Finding the Future of Digital Book Publishing, basta ascoltare le persone che quel futuro lo stanno vivendo sulla propria pelle. Speriamo di vedere presto questo documentario anche da noi.

Video | OUT OF PRINT trailer from fungible on Vimeo

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