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Vittorio Spinazzola, Alte tirature, i best sellers analizzati senza spocchia

“Alte tirature” di Vittorio Spinazzola

Alte tirature: la grande narrativa d’intrattenimento italiana di Vittorio Spinazzola
il Saggiatore / Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, aprile 2012, 19,50 €
Non è disponibile in ebook, davvero un peccato

“Se ci fosse una maggiore abbondanza, cioè, di scrittori che decidono liberamente di orientarsi verso un pubblico molto largo, io credo che l’Italia sarebbe un Paese più colto, non meno colto”

Volete ascoltare la strabiliante dichiarazione qui sopra dalla voce dell’autore stesso? Basta cliccare sul link sotto e aprire il podcast di Radio 3 relativo alla puntata di Fahrenheit condotta da Loredana Lipperini il 12 luglio scorso: Conversazione con Vittorio Spinazzola (Alte tirature, Il Saggiatore 2012) A me l’idea di una letteratura meno sacrale e cultuale piace molto e concordo con le tesi sviluppate da Spinazzola in questo saggio monografico, non sarebbe male avere più scrittori di bestseller in Italia.

Attraverso dodici casi studio, dodici megasuccessi quantitativamente straordinari (alcuni di essi già obnubilati dal macinasassi della Storia) compresi tra il 1971 e il 2006 a firma Villaggio, Lombardo Radice e Ravera, Fallaci, Cairati e Cantaroni, Vignali e Mozzati, Tamaro, Brizzi, Camilleri, Faletti, Panarello, Moccia, Saviano vengono analizzati in quanto cortocircuiti irripetibili tra l’immaginazione autoriale e l’immaginario collettivo dei lettori nelle rispettive decadi. Leggere di più, leggere tutti.

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Andrea G. Pinketts, Lazzaro, vieni fuori, un dannato capolavoro

“Lazzaro, vieni fuori” di Andrea G. Pinketts

Lazzaro vieni fuori di Andrea G. Pinketts
Feltrinelli Universale Economica, maggio 1997, 7,50 €
Nessuna storia di Pinketts pubblicata da Feltrinelli è ancora disponibile in ebook 😦 Non so, proverò a mettere in piedi una campagna di sensibilizzazione ^___^ Aggiornamento: i primi tre libri (tra cui questo) esistono ora anche in formato elettronico! Cliccate qui.

«Per molto tempo sono andato a letto tardi. La differenza tra me e Proust».

A volte ti viene voglia di rileggere storie così, esordi letterari perfetti da conservare come perle rare. Pinketts ha scritto questa opera d’arte a poco più di trent’anni e devo averla comprata a fine anni Novanta, proprio nell’Universale Economica Feltrinelli, quella con la copertina di tela, avete presente? (L’immagine sopra, “rubata” dall’ottima recensione di Mattia su www.readers-bench.com, corrisponde all’edizione di cui parlo). Acquistata, regalata e prestata tanto che un giorno non mi tornò più indietro, ora ne posseggo una copia recente dalla lucida copertina plastificata, in attesa dell’ebook 😉

Nessuna delle narrazioni successive aventi Lazzaro Santandrea protagonista mi ha mai convinto (mi sono arreso del tutto a Il conto dell’ultima cena del 1999) ma questo primo episodio al fulmicotone, una “fiaba d’azione” come la definisce lo scrittore stesso, continua a sorprendermi e a farmi ridere quando le persone sono troppo serie. Una strampalata indagine in terra trentina diventa un congegno capace – grazie al talento di Pinketts per la frase, per i detrattori sprecato in giochi di parole e trame ridicole – di farti volare le ore, disperato che il godimento possa finire con l’ultima riga del romanzo. Da leggere.

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